Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: volta

Certe volte, da bibliotecario, tengo in mano…

…un libro che è un saggio (di sociologia, teologia, grafologia) e mi chiedo, pensando all’autore: Ma con che diritto?

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Kìssene

Se di tanto in tanto mi domando:

Può interessare?,

il più delle volte mi rispondo:

Boh!,

oppure:

Kìssene!

Scazzo

Lo scazzo non era finito, solo, adesso, stavano in silenzio, entrambi con lo sguardo nel vuoto, pensierosi: lui che cercava disperatamente un motivo per non sentirsi vittima di lei, lei che friggeva per la rabbia di non essere riuscita, ancora una volta, a scalfire la durezza di lui.

Tutta una truffa

Tutta una truffa, tutto un surfing,

come nella vita quotidiana

dell’Occidente Mondiale Globale,

un classico e perfino scontato

passaggio all’asciutto, per limitatissime

estensioni di asciutto – questione,

alle volte, di un mignolo,

della punta del naso,

di un pelo pubico.

Bene così

Mica facile, effettivamente, riuscire a dire:

Bene così. Più semplice sembra aspettare,

ché non si sa mai – Non si sa mai?! Ma cosa?!

Di certo c’è solo una specie di incontinenza,

un versarsi e tradirsi – questo, ogni volta, è tutto.

Sapere perché

Mi piacerebbe

(pardon) proprio

sapere perché

una volta tocca all’io,

un‘altra al noi

e un‘altra ancora al tu.

Non basta

All’essere umano non basta

che qualcosa ci sia (invece che no),

deve anche, non dico solo

comunicarlaperché, quanto

a questo, non siamo eccezioni, ma

comunicarla verbalmente,

con un mezzo, cioè, che diventa

cosa a sua volta.

Non è la prima volta

Non è la prima volta, cadere

sembra quasi una necessità –

Nel caso più fortunato, nel caso

più fortunato, nel caso

più fortunato –

 

Non avevo mai badato all’orlo

dell’aiuola, intendo quella

comunella che sappiamo,

cosa conta la verità?

Folle

È folle chiedersi che cosa

voglia dire un poeta (un artista

in genere) con la sua opera.

 

È chiaro una volta per tutte

che in poesia (nell’arte in genere)

il significato è una macchia?

Uno per volta

Estragone (rinunciando di nuovo): Niente da fare.

Samuel Beckett, Aspettando Godot, Atto primo.

 

C’è una panchina, mi sembra,

e in parte c’è un albero.

Poi arrivano due, ma non

insieme, uno

per volta, si conoscono –

In ogni caso, chi, nel frangente,

non chiacchiererebbe un po’?

Parlano, insomma, di tutto

e di niente, ma sempre

uno per volta – ora di tutto,

ora di niente.