Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: volta

Questa è buona

Questa è buona

anche per i tempi

che corrono, perché si capisce,

e si capisce perché ha dentro

per ben tre volte la parola “capisce” –

credo.

 

Ma infatti, no?, censurando la parola suddetta, il risultato (meno friendly) sarà il seguente:

 

Questa è buona,

anche per i tempi

che corrono, perché si,

e si perché ha dentro

per ben tre volte la parola –

credo.

Annunci

Partenza

Appoggio a terra lo zaino e faccio mente locale (ogni tanto mi succede), per aggallare quello che mi serve e che invece, per ragioni che so e non so, tento di affondare. Il breve elenco mi illude: calze, caricabatteria, chiavetta… – tutto che comincia per “c”, ma non fa niente, va bene così, partiamo.

Cose a parte

Non dirmi: “Te l’avevo detto”,

ché lo so, ché forse c’è

una ragione (e trema), se ho ignorato

la tua premura.

 

Non mi resterà, alla prossima occasione,

che contare le margherite, prima

di rasare il prato,

per non stare in pace.

 

Anni ho bruciato sotto il cielo

del tempo libero, ma è difficile,

pasticciando col linguaggio,

produrre ancora del mistero.

 

Lo scoiattolo non si è più visto, confermi? –

deplorevole, insomma, che sia caduto,

una volta, quella sola, come un fesso,

nella rete del tuo sguardo.

Merda

Ha indisponibile il retrotreno e si trascina con le zampe anteriori, per il resto si inarca e fa perno su una vertebra di mezzo e trema come se avesse il parkinson. Reagisce tuttavia allo stimolo di urinare e defecare e esce dalla cuccia per cercare di raggiungere la cassetta con la sabbia – qualche volta ce la fa, più spesso, come un Pollicino trash, dissemina sul pavimento, nel suo sbilenco tragitto, stronzi (se va bene), semi-liquide polentine (se va male) e laghetti di piscio, in cui, se nessuno è lì a evitargli la sublime esperienza, finisce per pucciarsi. È solo un giovane gatto rosso sfortunato, che, come ogni essere sfortunato, ha questo potere di accendere la virtù della carità.

Ero distratto

Ero distratto, non avevo

il polso della situazione, quando

tutto, una volta di più, precipitò.

 

Non so nemmeno se fosse giorno o notte,

la questione dell’ora, infatti, aveva perso

di senso, in quel lago di sangue

 

che mi battezzò.

A questo mio cugino

A questo mio cugino, qualche volta,

vengono pensieri positivi inattesi –

 

che poi sono solo illusioni mascherate

da proposte di lavoro irrefutabili –

 

tipo fare niente o inghiottire singhiozzi

o amare e basta – e tutto

 

sotto stretto controllo medico.

La vena

It’s time to say goodnight – sento

che dice, qualche volta, sempre

quella meno opportuna o gradita.

 

Tocca di seguire una certa vena

ma chissà se può servire, ultimo

dei problemi.

La prima volta

Oggi, 19 dicembre, è la prima volta che penso all’abituale poesia per la fine dell’anno. Il 31 dicembre, infatti, per me (chissà perché), è una delle poche occasioni che ancora reggono la spocchia poetica (contrariamente, cioè, p. es., alle stagioni e ai compleanni).

Commedia

Il silenzio ha preso la forma

del baccanale – quella forma

morbida ma improvvisa

nel dettaglio.

###

Sipario, esterno notte, scena d’angolo, due uomini di mezza età entrano, prima A, da sinistra, e poi B, da destra, hanno entrambi un appuntamento, per due minuti pazientano muti.

A: (guardando avanti) Arrivo sempre per primo.

B: (guardando avanti) Anch’io.

A: (guardando avanti) Io ci tengo alla puntualità.

B: (si gira e guarda incuriosito l’interlocutore sconosciuto) Anch’io.

A: (guardando avanti) Ma sono sempre l’unico.

B: (guardando l’interlocutore) No, se non le dispiace (A si gira verso di lui), questa volta ha compagnia (sorride).

Certe volte, da bibliotecario, tengo in mano…

…un libro che è un saggio (di sociologia, teologia, grafologia) e mi chiedo, pensando all’autore: Ma con che diritto?