Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: voce

Una poesia, forse

Scrivo

ma non le voci di una lista

o una lettera

o un romanzo

o un’email – sì, invece,

una poesia, forse.

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Poesia in poesia

Chiedo: la voce aggiunge? –

Possibile, insomma,

che certa poesia

non si possa proprio

declamare, a scanso

di equivoci incresciosi?

C’è posta #28

Car* car* car* amic*,

quanto vorrei che fossi qui a sopire, con la tua voce, la mia paura! Purtroppo, devo invece accontentarmi di ubriacarmi… Trova, ti prego, trova un po’ di tempo (poco, pochissimo) anche per me! Ma fai presto. I dettagli al vis-à-vis, la sostanza già la sai: faccio sempre più fatica, una fatica immane ormai, a fidarmi – perfino del qualsivoglia punto d’appoggio fisico.

Play

(Buio e voci intraducibili per 4 ore e mezza.)

(Luce. Scena vuota.)

Il politico, come politico

Il politico, come politico, si guarda intorno, isola i fenomeni e stila un menu. A partire dal menu, le singole voci diventano “temi politici”, oggetto cioè di discussione sul web, in TV, alla radio, ma anche e soprattutto al bar. Mi sembra di non poco conto che tutti (o quasi) noi, quando discutiamo di politica, perlopiù rimastichiamo.

Il Ministro dell’Interno

Il Ministro dell’Interno dà voce a una paura esistenziale aggiornata. Concretamente, traducendo, il Ministro dice:

Eh no! Io ho paura! Eh sì, ho paura! Eccheccazzo, sarò pure libero di avere paura?

E giù povere specificazioni: migranti, rom, etc. – Specificazioni ipocrite, soprattutto, perché la paura è paura di una cosa sola.

Non è plausibile

Non è plausibile

che la voce dell’individuo

sia una voce individuale.

Cosa

Non so che cosa sia la voce:

Lo stile, poi, davvero, non è cosa:

Per forza, allora, mi domando: Cosa mi resta:

Qualcosa, infatti, lo vedo bene, deve:

Io, se no, cos’è:

La vulnerabilità è infida

La vulnerabilità è infida,

potrebbe anche essere amore.

 

Girano nei paraggi animali feroci

che puoi contattare in orario d’ufficio,

 

vedi sul sito o chiama. Ma chi non desi-

dererebbe avere alle spalle, all’inseguimento,

 

il Settimo Cavalleggeri, giusto

per metterlo nel curriculum?

 

Un residuo di supponenza

mi annerisce la voce, io stesso non capisco.

 

Inghilterra

Inghilterra, una stazione ferroviaria, in coda con M. (un caro amico), forse ho un problema; un uomo e una donna di circa trent’anni, lei molto sorridente, che so appartenere alla Famiglia Reale, mi fanno cenno di seguirli e passare avanti, muti e consenzienti la coda e chi la sorveglia – ma senza M.; io cerco di avvertirli, sempre più affannosamente quanto più tengo loro dietro, che con me c’è anche M., ma ho perso la voce.