Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: voce

Cosa

Non so che cosa sia la voce:

Lo stile, poi, davvero, non è cosa:

Per forza, allora, mi domando: Cosa mi resta:

Qualcosa, infatti, lo vedo bene, deve:

Io, se no, cos’è:

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La vulnerabilità è infida

La vulnerabilità è infida,

potrebbe anche essere amore.

 

Girano nei paraggi animali feroci

che puoi contattare in orario d’ufficio,

 

vedi sul sito o chiama. Ma chi non desi-

dererebbe avere alle spalle, all’inseguimento,

 

il Settimo Cavalleggeri, giusto

per metterlo nel curriculum?

 

Un residuo di supponenza

mi annerisce la voce, io stesso non capisco.

 

Inghilterra

Inghilterra, una stazione ferroviaria, in coda con M. (un caro amico), forse ho un problema; un uomo e una donna di circa trent’anni, lei molto sorridente, che so appartenere alla Famiglia Reale, mi fanno cenno di seguirli e passare avanti, muti e consenzienti la coda e chi la sorveglia – ma senza M.; io cerco di avvertirli, sempre più affannosamente quanto più tengo loro dietro, che con me c’è anche M., ma ho perso la voce.

Poesia western

Finirò sepolto sotto un mucchio

di sabbia traslata dal vento,

ma non m’importa, sarà come

non aver sentito, sia le voci

intorno al focolare, che i nervosismi

notturni fuoriporta.

 

L’abilità

L’abilità (l’unica?) di usare

un tono di voce tranquillo

e dolce, oltre che per la normale

amministrazione, per manifestare

decorosamente lo scazzo.

Le macchine produttive

Le macchine produttive

mi hanno rotto,

 

le macchine im-

produttive, invece, possono interessarmi…

 

dal Lete dell’aporia al verminaio

degli aborti plurianacoluti…

 

La voce grossa la fa la Specie.

Col Porsche e il Ferrarino

Il problema, col Porsche e il Ferrarino, è che non puoi andarci a ritirare gli esami del sangue –

La voce gli viene da dietro, una voce maschile di corda bassa. Allenta l’attenzione su ciò che ha davanti a sè (ovvero i quattro amici con cui è seduto al tavolo di una birreria) e pensa divertito all’osservazione, finché, prendendola molto sul serio, si chiede: Ma perché?!

Appunti

Il sistema simbolico ha la sagoma di una foresta – meglio, di una giungla. Sepolto ogni fine, bruciata ogni utilità, rimangono solo voci e forme intersecate da un inconscio spietato e padrone. Basta realtà.

Chi elencava a alta voce

Chi elencava a alta voce

gli animali estivi e chi

quelli invernali.

 

Notti precoci, albe tarde,

non più di un interstizio

in cui insinuarsi.

Mica vero che il teatro nel teatro

Mica vero che il teatro nel teatro,

il romanzo nel romanzo,

il quadro nel quadro,

il film nel film,

……………………,

hanno rotto. Nonna

lo diceva: Troppa fretta di rubricare!

(Con efficace

torsione logica, poi,

negava, dall’alto dell’età,

ogni valore alla Storia.)

 

Non si dice di non contare

gli anni ma almeno

di rinunciare agli abstract

troppo compiuti e spendibili –

non già il mondo,

che pure è tanto,

ma il caos da cui

quel tanto procede

(descrivere il disordine, inscenare

il prima, raccontare il buio,

cantare la voce).