Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: voce

Incipit kafkiano

All’ora solita di un suo giorno feriale, si svegliò da un incubo nel complesso vago ma molto incuboso per due dettagli: la data del giorno corrente (nella forma gg/mm/aaaa) incisa su una porta e l’informazione, espressa da una stridula voce fuori campo, che quello era il giorno della sua morte. Tergiversò ancora qualche minuto, sotto il lenzuolo, cercando di recuperare altri particolari del sogno, ma senza risultato. Sicché si alzò, andò in bagno e pisciò.

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L’uomo di governo ignorante, quando non tout court deficiente

L’uomo di governo ignorante, quando non tout court deficiente (S., per esempio, cioè il povero cristo che regge il Ministero dell’Interno dello Stato Italiano), è fatale che pensi di rimediare con la furbizia alle contraddizioni in cui, come in una trappola per topi, lo cacciano la sua ignoranza e la sua deficienza. Ma io lo capisco: come far dimenticare, infatti, all’elettore, che le sue baggianate (a parte quelle a costo zero e rigorosamente e vigliaccamente a scapito dei meno garantiti) resteranno lettera morta, se non anche, semplicemente, facendo la voce grossa, in stile chiacchiera da bar, contro la solita inqualificabile zingara e madre degenere?

L’allarme

Vento che soffia e, in sottofondo, cani

che abbaiano, gabbiani che berciano, voci umane (poche);

 

niente emissioni sonore da qual-

sivoglia device – solo, d’innaturale, al-

 

l’improvviso, esso!… Esso chi? – Ma

l’allarme!… Esso pure, come no, qui

 

al mare, fra pini, ulivi, orti

e strade sterrate con l’erba alta in mezzo.

Il Giudizio #2

L’arrivo dei due nell’Aula non è notato perché c’è un gran casino. Dio, Gesù, lo Spirito Santo, Maria, Giuseppe, Arcangeli, Cherubini e Santi chiacchierano divisi in gruppi che si rimescolano continuamente. Pietro indica a S. il suo banco, si mette sull’attenti e, urbanamente, fa:

“M-m…”

Dio interrompe la discussione con Gesù e ingiunge al consesso di fare silenzio, si gira verso Pietro e poi posa l’occhio su S.

S. incrocia le braccia sul petto e tiene, nel modo che gli è proprio, la fronte bassa, guardando da sotto in sù.

Dio ordina:

“Mettiti pure sull’attenti.”

S., pronto, esegue. Dopo averlo osservato un po’, Dio chiede:

“Cosa vuol dire la scritta sulla felpa?”

Fra le voci dei soccombenti

Fra le voci dei soccombenti

ai flutti, i timbri striduli dei bambini,

alzati e persi nella notte,

invadono volentieri i sogni

Massì

Massì, Gigino in fondo ha ragione, la Banca d’Italia ha fatto anche delle brutte figure, perché scandalizzarsi, dunque, se esprime l’auspicio di una Voce ripulita? È forse così brutto che un attore ponga il problema del critico?

Una poesia, forse

Scrivo

ma non le voci di una lista

o una lettera

o un romanzo

o un’email – sì, invece,

una poesia, forse.

Poesia in poesia

Chiedo: la voce aggiunge? –

Possibile, insomma,

che certa poesia

non si possa proprio

declamare, a scanso

di equivoci incresciosi?

C’è posta #28

Car* car* car* amic*,

quanto vorrei che fossi qui a sopire, con la tua voce, la mia paura! Purtroppo, devo invece accontentarmi di ubriacarmi… Trova, ti prego, trova un po’ di tempo (poco, pochissimo) anche per me! Ma fai presto. I dettagli al vis-à-vis, la sostanza già la sai: faccio sempre più fatica, una fatica immane ormai, a fidarmi – perfino del qualsivoglia punto d’appoggio fisico.

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(Buio e voci intraducibili per 4 ore e mezza.)

(Luce. Scena vuota.)