Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: vita

Popolo

Popolo, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mia contezza, mia anima. Po-po-lo: la punta della lingua se ne sta quieta per le prime due trombette ma poi rimbalza contro i denti. Po-po-lo.

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Questa è una poesia

Questa è una poesia

bellissima, con dentro

tutto, dall’amore

alla pippa e dalla vita

alla morte. Questa

è proprio una poesia

grassa di sugna.

C’è posta #28

Car* amic*,

ti scrivo non per ragguagliarti su alcunché ma per un puro e schietto bisogno di contatto – forse, da te e solo da te, pretendo un riscontro sulla mia esistenza in vita.

Lettera al Lettore

Caro Lettore,

lo so, tu vuoi capire. Lo so perché anch’io, a momenti, sono un Lettore e vedo che, allora, cerco di capire.

Ecco, voglio dirti solo questo, girandoci poi un po’ intorno: capire è presuntuoso.

Primo esempio: se leggo che il monte Bianco è alto 4810 metri, io credo senz’altro di capire.

Secondo esempio: se leggo:

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura,

credo ancora di capire, però con qualche titubanza.

Terzo e ultimo esempio: se leggo:

A rose is a rose is a rose is a rose,

la mia sicurezza di capire è solida ma quello che mi manca e mi disarma è l’insistenza tautologica: perché?! Non capisco! – Non capisco e ci godo.

 

Se il poeta canta la vita

Se il poeta canta la vita,

la poesia che produce

risente della vita che canta.

Non so nuotare

Non so nuotare

ma la vita

è acqua profonda

e affogare

mi riempie la giornata.

La doppia vita

Fa schifo? Mm, mica tanto.

Niente mash-up, niente

condivisione, niente notifiche.

 

Non dico però un sonno

ininterrotto dalle 6 alle 7

del mattino.

 

Questo concetto pressoché estinto

del decoro – una cosa come

il guiderdone e la carta da lettere.

Tutta una truffa

Tutta una truffa, tutto un surfing,

come nella vita quotidiana

dell’Occidente Mondiale Globale,

un classico e perfino scontato

passaggio all’asciutto, per limitatissime

estensioni di asciutto – questione,

alle volte, di un mignolo,

della punta del naso,

di un pelo pubico.

C’è posta #24

Car*,

ho preso una decisione (tu sai quanto mi costi l’aggettivo che segue) fatale: me ne vado da casa mia, dalla casa, cioè, che per quasi tutta la mia vita è stata “mia” – ora! Pensa! A sessant’anni! Sinceramente, non ci vedi del ridicolo?

Mini romanzo. Qui mi conoscono #165

Qui mi conoscono come quello che ha vissuto tutta la vita (per l’esattezza, dai 7 ai 77 anni) con una gamba rotta.