Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: vita

Appunti per un soggetto

Un uomo, un giorno, prende una decisione.

Lui è uno che non ha mai deciso niente e, quel giorno, sente la solennità della cosa e ne fa il termine post quem della sua vita. Questo significa che parole, opere e omissioni saranno, da allora, solo in vista della suddetta.

Che è la seguente: morire entro l’anno.

È Natale, al principio della storia.

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Almeno due o tre scoiattoli

Almeno due o tre scoiattoli, in vita

mia, mi hanno attraversato la strada

– mai, però, che sia riuscito

a fotografarli. Posso dirlo

tranquillamente, dunque, visto

che so dell’attesa.

Dico la vita

Ogni tanto, a un tratto,

perlopiù inattesa, la vita bussa.

Dico la vita con le buone

ma anche con le cattive,

per scadenze, appuntamenti, agnizioni,

negligenze, casi, nostos, etc.

Si oscilla fra piacere e dolore tutto

il tempo, raro che la cosa

sembri strana – degna almeno 

del riconteggio del carteggio.

 

L’essere umano non sta in piedi

L’essere umano non sta in piedi,

concettualmente, senza il predicato della libertà.

Farne a meno, se, da un lato,

significherebbe un risparmio

in certificazioni d’errore

(con ricadute energetiche rilevanti), dall’alto (sic!)

equivarrebbe a un debito degradante, a una sorta

di spietata lobotomia, vita solo

per coltivar tessuti.

Se provo a ricordare le volte

Se provo a ricordare le volte

che sono stato felice, la prima risposta

(Google-style) è un sabato di quando

avevo 9 anni, il sabato in cui

lo affermai, appunto: Oggi

è il più bel giorno della mia vita.

La lettura

La lettura di Documentalità, di Maurizio Ferraris, è per me peculiarmente impegnativa.

L’impegno peculiare sta in questo, che Ferraris intende offrire al lettore una teoria del mondo così com’è, con tutto – ma proprio tutto, se possibile – quello che contiene.

Il mio peculiare impegno, insomma, leggendo Ferraris, è fare posto, teoreticamente, a tutti quegli oggetti, perlopiù sociali, che rompono tanto le palle nella vita quotidiana.

La poesia è spesso troppo buona

La poesia è spesso troppo buona

e invece di cantare, come dovrebbe,

la vita, canta frivolmente certe sue

gloriose ma sdatissime barzellette.

È un debito di tenerezza

È un debito di tenerezza

e in ogni modo non si può contare.

Chi, in merito, più di un Tom Sawyer,

per esempio, o di un giovane Tanner?

L’occhio cade per istinto sul ciglio

della strada, fruga con piacere,

ma senza strappare, nelle aree

di risulta… Sì, un quadro

che potrebbe generare

vita – ah,

questa inerzia cospicua.

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori –

nell’oggettiva povertà di alternative,

si può durare una vita a calibrare e ri-

calibrare le percentuali, cullando così,

en passant, ingiustificate attese.

Ci si tuffano a grappoli, come in una rete,

analogie, associazioni, bordi…

 

Euforia d’abbracci

o dolcezza agonica?

Sembra la rappresentazione

Sembra la rappresentazione

di una dinamica tellurica.

La coreografia è infarcita

di scontri e defìcita

di sedie. Non parliamo poi

del “largo” improvviso

o del “pianissimo” detto

“Ehiragazzi”, sotto-

voce, tutto attaccato. Alla fine,

per esaurimento,

non resta che la parola “vita”,

a significare la povera resa

della cuffia (scolapasta,

retino, setaccio).