Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: vita

Se provo a ricordare le volte

Se provo a ricordare le volte

che sono stato felice, la prima risposta

(Google-style) è un sabato di quando

avevo 9 anni, il sabato in cui

lo affermai, appunto: Oggi

è il più bel giorno della mia vita.

La lettura

La lettura di Documentalità, di Maurizio Ferraris, è per me peculiarmente impegnativa.

L’impegno peculiare sta in questo, che Ferraris intende offrire al lettore una teoria del mondo così com’è, con tutto – ma proprio tutto, se possibile – quello che contiene.

Il mio peculiare impegno, insomma, leggendo Ferraris, è fare posto, teoreticamente, a tutti quegli oggetti, perlopiù sociali, che rompono tanto le palle nella vita quotidiana.

Regola di vita

Posso sempre darmi una regola, solo, devo andarci piano con l’insieme delle “regole di vita”, essendo l’esperienza estranea ai miei schemi.

La poesia è spesso troppo buona

La poesia è spesso troppo buona

e invece di cantare, come dovrebbe,

la vita, canta frivolmente certe sue

gloriose ma sdatissime barzellette.

È un debito di tenerezza

È un debito di tenerezza

e in ogni modo non si può contare.

Chi, in merito, più di un Tom Sawyer,

per esempio, o di un giovane Tanner?

L’occhio cade per istinto sul ciglio

della strada, fruga con piacere,

ma senza strappare, nelle aree

di risulta… Sì, un quadro

che potrebbe generare

vita – ah,

questa inerzia cospicua.

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori –

nell’oggettiva povertà di alternative,

si può durare una vita a calibrare e ri-

calibrare le percentuali, cullando così,

en passant, ingiustificate attese.

Ci si tuffano a grappoli, come in una rete,

analogie, associazioni, bordi…

 

Euforia d’abbracci

o dolcezza agonica?

Sembra la rappresentazione

Sembra la rappresentazione

di una dinamica tellurica.

La coreografia è infarcita

di scontri e defìcita

di sedie. Non parliamo poi

del “largo” improvviso

o del “pianissimo” detto

“Ehiragazzi”, sotto-

voce, tutto attaccato. Alla fine,

per esaurimento,

non resta che la parola “vita”,

a significare la povera resa

della cuffia (scolapasta,

retino, setaccio).

Vita (2 battute)

Urlo: È vita questa? Rispondi!

 

Domandi, senza sottolineare il punto interrogativo, sussurrando: Intendi sempre quella cosa che comincia e finisce?

Se poi mi metto lì

Se poi mi metto lì

e valuto, con calma,

che cosa è in gioco

e faccio un elenco,

tipo: vita, persona,

interesse – beh, a chi

non verrebbe da ridere?