Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: verso

Oggi ho letto al volo qualche verso di Fortini

Oggi ho letto al volo qualche verso di Fortini, da Questo muro, richiesto in prestito interbibliotecario. E m’è sembrato cantasse anche lui.

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Non ho voglia di andare a capo

Non ho voglia di andare a capo

ma avanti.

Fare versi, adesso – ovvero andare a capo -, mi fa vomitare, perché mi sembra troppo un imbroglio, e io non voglio imbrogliare, al massimo scherzare.

Verso

Dimentichiamoci di noi, vuoi?

Su questa sconfinata pagina bianca

Su questa sconfinata pagina bianca, be’,

potrei anche impostare un poema –

chissà, magari,

di un milione e duecentomila versi,

più, cioè, del Mahābhārata

Un principio irrinunciabile

Un principio irrinunciabile,

una cazzo di cosa,

come fare il punto su una nave

o tenere e magari avanzare –

che anche il verso, malgrado

la mono-medialità…?

Il verso del dinosauro

Il verso del dinosauro, oppure

l’avanguardia ottocentesca,

con quel via-vai di roditori

anche umani. “È musica”,

fa intendere l’autore (e l’autore

dice o pretende di dire

quello che vuole).

Non ricordo

Non ricordo, sinceramente, il verso

notturno delle iene – peso e deliro.

 

Le mosche non mi toccano, il merito

è della tartaruga sempre in vantaggio.

Volàno, ritratto di un gatto

Volàno prende il nome dal luogo di provenienza, che è il Lido di Volàno, nell’area del delta del Po. Da lì, per due volte, Marta e io siamo salpati con la barca di un vongolaro. Lì, c’era questa colonia felina e Volàno sopravanzava tutti (una decina di gatti di varia ma minima età) per farsi adottare.

E noi l’abbiamo adottato.

Volàno è molto loquace e non si stanca mai, credo, di dire “ciao”. Il timbro del suo miagolio è unico: all’inizio pensavo che fosse raffreddato, poi che assomigliasse al gracidio della rana, oggi, invece, mi sembra evidente che è il verso di un neonato umano.

Quando lo sperone di ghiaccio

Quando lo sperone di ghiaccio

penetra nello scafo, il bicchiere

di cognac gli sta stretto in mano.

 

Anch’io, come Pagliarani, sono contento

dell’incipit* e mi congratulo

con me stesso. Nel mio caso, però, qui

 

mi fermo (e risparmio ben 68 versi).

 

 

*Vedi Oggetti e argomenti per una disperazione, da Lezione di fisica e Fecaloro, in Tutte le poesie (1946-2005), Garzanti, 2006, p. 170, vv. 11-12.

Ultimamente

Ultimamente sto facendo esperienza di molte false partenze, 1, 2, 4, 5 versi, brutalmente, senza rimpianti, abbandonati incompiuti. So, però, che non furono vicoli ciechi ma promesse non mantenute.