Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: vento

L’allarme

Vento che soffia e, in sottofondo, cani

che abbaiano, gabbiani che berciano, voci umane (poche);

 

niente emissioni sonore da qual-

sivoglia device – solo, d’innaturale, al-

 

l’improvviso, esso!… Esso chi? – Ma

l’allarme!… Esso pure, come no, qui

 

al mare, fra pini, ulivi, orti

e strade sterrate con l’erba alta in mezzo.

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Ricchi e poveri si distribuiscono

Ricchi e poveri si distribuiscono

in tutti i segmenti sociali, perfino

fra i capitalisti e i proletari. Il vento

ha pettinato la lavanda stenta.

Stringendo, ora c’è un campo

di battaglia prima della battaglia,

puzzolente di tracce senza filiera.

Mi basterebbe pentirmi e tornare

Mi basterebbe pentirmi e tornare

sui miei passi, per vomitare, sempre

a piccoli fiotti, una quantità

di familiari fregnacce.

 

Ah, che tentazione tirare in ballo

le rose a febbraio o cucinare

una pasta alle quattro di notte,

dopo che il vento è calato.

Il soccorso del buio

Il soccorso del buio

è consistito nella sospensione

del work in progress, dettagli

riservati agli abbonati

che “cacciano”, limite

dell’estensione. La stagione

dice “inverno” ma oggi

c’era vento di primavera.

Parlare

Si parla a destinatari diversi (il vento, il prossimo, sè stessi, l’amico, la testa, il cuore), in modi diversi (pianamente, sussurrando, senza tregua, declamando, sillogizzando), coi tempi giusti o sbagliati.

Orientalismo

Trentun dicembre,

il vento frange il ghiaccio –

è qui la festa?

Il cielo è bigio e senza vento

Il cielo è bigio e senza vento,

3 gatti su 5, almeno,

stanno dormendo (sono

le tredici e ventidue), solo

la radio muove l’aria

e io, in mezzo, incrocio

questa e quella

linea di fuga.

Saviano dà l’allarme

Saviano dà l’allarme, incita all’arruolamento anche gli youtuber. A Saviano tocca, come spesso ai generosi, di essere una “canna scossa dal vento” (=profeta), che turisti e curiosi corrono a vedere.

Il vento è solo effetto

Una verità per cinque parole.

La saccoccia

C’è la saccoccia, sta lì esposta

in un museo d’arte biodegradabile,

al centro di una sala ma non ai quattro venti, ovvero

nell’angolo di un grosso ferro a L piantato nel pavimento (h=1 m,

orientamento della bisettrice: nord-sud).

Oltre che vuota, è verde, con una scritta

bianca in stampatello maiuscolo

lunga circa 10 cm, che dice: SISTEMA PIZZA.

Ai pretendenti viene somministrato

un test-commozione che screma la domanda

già a bassissimi livelli di scicchezzina.