Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: vento

La saccoccia

C’è la saccoccia, sta lì esposta

in un museo d’arte biodegradabile,

al centro di una sala ma non ai quattro venti, ovvero

nell’angolo di un grosso ferro a L piantato nel pavimento (h=1 m,

orientamento della bisettrice: nord-sud).

Oltre che vuota, è verde, con una scritta

bianca in stampatello maiuscolo

lunga circa 10 cm, che dice: SISTEMA PIZZA.

Ai pretendenti viene somministrato

un test-commozione che screma la domanda

già a bassissimi livelli di scicchezzina.

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Frazioni di corpo

Frazioni di corpo, suddenly –

chiacchiere, cioè, buone solo

per studiosi di storia locale

e portinai.

Sezioni anche impeccabili,

chissà come nel vento

impercettibile a pelle –

il di più omesso o sotteso

(secondo un protocollo det-

tagliatissimo) è una causa persa

rivista l’ultima volta un mattino

nei flutti di un giorno festivo.

V.

V. è una via in fondo a una Valle

che punta a nord (quando manca

ancora parecchio, però, al confine).

 

V. è una specie

di gatto che spinge il muso

nei fianchi dei maggiorenti.

 

V. è un’arteria

e chi ci sta, forse, è poca roba e apprezza

la sberla del vento.

Poesia western

Finirò sepolto sotto un mucchio

di sabbia traslata dal vento,

ma non m’importa, sarà come

non aver sentito, sia le voci

intorno al focolare, che i nervosismi

notturni fuoriporta.

 

Possibile e impossibile

Sembra, insieme, possibile

e impossibile

capire

o semplicemente vivere.

Non conta, alla resa, se si fa

o non si fa, conta il vento

che regge l’ala della parola.

È un teatrino

È un teatrino – come

un diario, uno spazio

 

in cui c”è qualcosa

che si muove, magari solo

 

per effetto del vento,

che almeno risalti

 

sulla texture.

Il giorno 10 di settembre

Il giorno 10 di settembre, il mese

esibisce il suo sembiante

più comune e spacciato,

typically

settembrino (strutturali sono

il grigio, il vento e l’acqua).

(Come se ci fossero ancora

misteri da chiarire, debiti

da saldare, faide

cui metter fine, continuità – fa male

dirlo – da risolvere.)

Sì, può sempre darsi

Sì, può sempre darsi

che mi perderò di vista

e che succederà all’improvviso.

Può darsi, cioè, che non avver-

tirò  lo spostamento d’aria leggero

alle spalle, forse un battito d’ali simbolico,

diciamo una lacrima al vento*.

 

 

*Adamo, 1968.

Basta cielo

Basta cielo, basta sole, basta nuvole, basta alberi, basta terra, basta acqua, basta vento.

Si può immaginare in forma drammaturgica, come una scena in cui

un personaggio, con le mani avanti e i palmi rivolti all’insù, dice:

 

Ecco, questo è qualcosa.

 

(Il personaggio chiede forse di leggere il mondo nell’ombra portata?)

Qualcosa si può dire e qualcosa no

Qualcosa si può dire e qualcosa no –

tutto qui. Lascia stare la buona volontà.

 

Questa faccenda sempre sull’onda

è scabrosa, compromette la nettezza

della partizione, il che è un disastro

dal lato delle buone maniere, minuziose

ma frali. L’”azione del vento”,

si dice, e lo share è lusinghiero, come

infiltrare il disordine gravidante-digerente

nell’apparente ortodossia linguistica,

conservando, intatti e combinati, oltre

che i gangli, gli orpelli.