Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: uomo

Frammenti pseudo-eraclitei (e pseudo-sapienziali)

nel cuore dell’uomo

si nasconde un patetico indovino

*

allusione all’abitudine, tana apprezzata

come sicura e confortevole

*

immaginiamo

*

prima, una lattina alta tre metri,

e poi lo schiocco che fa aprirla

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Provarci

Mica vero che il mondo fa schifo, quello

che fa schifo è la cognizione del mondo.

Certo, uno dice: E l’uomo, allora,

che ci sta a fare? Non, dico io,

per cambiare – se va bene,

per capire, se no, per provarci.

Inghilterra #2

Dei due reali, è rimasto solo l’uomo, che ora è appoggiato al bordo di una fontana, tiene gli occhi chiusi e sembra soffrire dei postumi di una ciucca; io vado su e giù per i gradini della piazza della stazione e non so che cosa fare, M. è sparito e ho pochi soldi.

Inghilterra

Inghilterra, una stazione ferroviaria, in coda con M. (un caro amico), forse ho un problema; un uomo e una donna di circa trent’anni, lei molto sorridente, che so appartenere alla Famiglia Reale, mi fanno cenno di seguirli e passare avanti, muti e consenzienti la coda e chi la sorveglia – ma senza M.; io cerco di avvertirli, sempre più affannosamente quanto più tengo loro dietro, che con me c’è anche M., ma ho perso la voce.

Appunti per un soggetto

Un uomo, un giorno, prende una decisione.

Lui è uno che non ha mai deciso niente e, quel giorno, sente la solennità della cosa e ne fa il termine post quem della sua vita. Questo significa che parole, opere e omissioni saranno, da allora, solo in vista della suddetta.

Che è la seguente: morire entro l’anno.

È Natale, al principio della storia.

L’aspirazione

Mi stupisce se la critica vuole evincere l’originalità di un autore, invece, cioè, di osservare, attraverso quell’originalità, in che modo l’aspirazione universale dell’uomo al canto (Aristotele s’è sbagliato) si manifesta.

Uomo

(Questa cosa la riposto perché non si vedeva più.)

 

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La prossemica #2

E disse:

“Voglio informarti del contratto che ci lega… – domani, in questa situazione, sarai tu a parlare, adesso no, adesso parlo io e tu stai zitto… – Ah, ciò che ho da dirti non lo reggeresti in piedi, perciò, se proprio vuoi saperlo, ti ho chiesto di rilassarti…”

Fece una pausa e verificò che il respiro dell’uomo fosse regolare e continuò:

“È presto detto, ti dò -“

La prossemica

Dio, fatto l’uomo, fece anche la chaise longue, disse all’uomo di stendercisi sopra e poi andò, a sua volta, a accomodarsi su una Frau posizionata alle spalle del supino.

Mini romanzo. Novella #138

Nel baricentro dell’entroterra, un paese che si chiama Atti, vive un uomo che non è muto e non parla mai, fin da bambino. Ride, si arrabbia, piange, come tutti, ma rigorosamente senza vocalizzare semantemi. Il lettore avrà senz’altro intuìto che quest’uomo è un poeta.