Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: tutto

Il sospetto

Il sospetto? Sbagliato e deleterio?

Che ci sia qualcosa dietro tutto.

I due

Se il tradizionalista afferma

di non capirci niente,

il rivoluzionario giura

che a lui è tutto chiaro.

Vorrei poter usare del mio disgusto

Vorrei poter usare del mio disgusto

come di una cosa, che, se rotta

o inutile o brutta, sem-

plicemente, si butta…

 

(…non sono forse anch’io di questo

mondo, che, malgrado

l’infinità, sembra proprio

non contenere tutto?)

Escandescenza

Fanculo le stagioni –

fanculo, cioè, l’eterno ritorno di tutto

(e quindi del tema).

 

Fanculo Dada, fanculo i puntelli, i pali, i piedi,

fanculo la sabbia fra i diti

e anche quella fra i denti.

 

Fanculo io e non-io –

fanculo, all’ingrosso, gli opposti.

È tutto qui

Mi piacerebbe dire: È tutto qui.

Significherebbe almeno due cose, come

le due facce di una medaglia: che sono

conten(u)to, ovvero che rinuncio

alla puerile debolezza (giustificata dall’idea

che il divenire è incalcolabile) di sperare

nell’evoluzione, se non

nel colpo di fortuna.

“Realtà”, dici

“Realtà”, dici – pensi di avere detto tutto

ma ti sei solo cacciato in un pasticcio.

Meglio per te, credimi, uscirne

presto, magari andando

a sbattere oppure pro-

ibendoti acc-

uratamente ogni

minima potenza, fosse pure

calzare le scarpe o bere per la sete.

Unità didattica

A questo mondo siamo tanti – partiamo

da qui. Partiamo, però, anche da un assunto

(incrollabile, inespugnabile, indiscutibile…):

nel mondo c’è posto per tutto.

 

Al riguardo, il naso e l’olfatto

avanzano confuse obiezioni; sembra, anzi,

di vedere distintamente la fuga della crepa

che risolve la struttura e atterra.

Altre domande

Come stupirmi di questa freddezza?

È proprio il caso che faccia l’ingenuo?

Qualche memoria delle lunule

sotto i piedi? E della polvere

di stelle su capelli, spalle e polsini? Tutto

molto bello ma morto – o davvero

partire per Chissadove, con la stessa

arrogante fiducia delle gite fuori porta?

Qualcosa si può dire e qualcosa no

Qualcosa si può dire e qualcosa no –

tutto qui. Lascia stare la buona volontà.

 

Questa faccenda sempre sull’onda

è scabrosa, compromette la nettezza

della partizione, il che è un disastro

dal lato delle buone maniere, minuziose

ma frali. L’”azione del vento”,

si dice, e lo share è lusinghiero, come

infiltrare il disordine gravidante-digerente

nell’apparente ortodossia linguistica,

conservando, intatti e combinati, oltre

che i gangli, gli orpelli.

Hai ragione a dire che non si muore

Hai ragione a dire che non si muore

più di morbillo, che ormai si vive

quasi cent’anni e che si va da Londra

a New York in meno di due ore –

complicazione e evoluzione, il tempo

che si mostrino per quello che sono,

cioè sogni. Un protocollo, alla fine,

con specificato tutto, addirittura

la marca delle mutande, un posticino

preciso, insomma, e illuminato bene –