Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: traffico

Oggi ho visto

Oggi ho visto, come

ogni anno, nel rinato

flusso del traffico, la fine

esatta dell’estate.

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Arco

Una vita, un traffico, un inferno,

che sembra d’essere in alta stagione,

tutti in scena a respirare,

a battere le ali, a drizzare il pelo, a fare

tanto d’occhi, che è anche tanto

un tentativo

di chiudere bottega, magari

tagliando per i prati di aprile, vietato

l’aggettivo, non servirà, forse non deve, come

vanno queste cose, il progresso

dell’umidità, fra

marcimento e marcimento.

 

È una di quelle volte

È una di quelle volte.

 

Ho tergiversato

quanto ho potuto, ma adesso

devo ammetterlo – anche

con la radio accesa, gli avanzi

del traffico serale, le rare voci

subito zitte,

il mondo sembra muto,

soprattutto di interazioni

simboliche. Da fuori

(l’intorno stretto della persona),

fino all’estrema periferia

del dentro (il sè),

niente si parla,

il barattolo resta

barattolo, le cartacce restano

cartacce – e così via.

 

Un intero aritmetico, perfino

le parole subiscono

questo terremoto

mirato, che dissipa

la nebbia connettiva.

Azzardo

Tutti – azzardo – parlano

anche soprapensiero

(in quel modo, cioè, che soprassiede)

di cambiamento.

 

È da qualche tempo che non sto

con un piede su

e uno giù, come sulle pendici

di un monte, l’Olimpo, per dire,

col suo bel traffico non-stop

d’inseguimenti fuorilegge.

Sempre distratto davanti a una carta

Sempre distratto davanti a una carta

annerita da sgorbi a-

semantici, e però impegnato

a decifrare l’indecifrabile.

 

I tromboni dell’Apocalisse

sono fratelli di sangue dei tromboni

del Progresso, la comune

radice è un certo qual languore.

 

Sulla riva notturna il traffico

delle anime è infernale, a forza

di remi e bastoni e ruggiti

e botte e anatemi.

 

(L’omologazione, ironicamente,

promuove arcaiche e indecorose

nostalgie di una santità

originale, con creste e tutto.)

Era passato rasoterra

Era passato rasoterra,

una distrazione encomiabile

ma c’era un tale traffico di roditori

 

e dappertutto rifiuti – impensabile

si rassegnasse solo

per accelerare le procedure.

Piove, sei in macchina

Piove, sei in macchina,

guidi tranquillo,

c’è il solito traffico.

Ti accendi una sigaretta,

non distogli

lo sguardo dal parabrezza,

se non per una frazione

di secondo utile.

Non pensi a niente – anzi, no,

pensi a guidare, ma si capisce

che fingi.