Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: traccia

Chi ha acceso un mutuo a tasso

Chi ha acceso un mutuo a tasso

variabile, certo, ci resterà male.

E poi, insomma, dai,

succede di prenderlo nel culo!

Che vuoi, sarà il casting,

se non la sceneggiatura

o, addirittura, la produzione e la regia!

In ogni modo, chi si sporca le mani

è chi vota, a lui, cioè, conducono

tutte le tracce – e, non votare, ATTENZIONE,

è qualcosa di molto diverso

da una vigliaccheria, è

essenziale renitenza a fare

sistema, in un sistema di merda.

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Tracce con tracce

Si coprono e si cancellano

tracce con tracce.

Le tracce sono importanti

Le tracce sono importanti,

un’idolatria, sotto

i piedi, un prato

di margherite –

Cos’è un punto? Anche lui, niente.

Bello Benn

Bello Benn (Gottfried Benn),

perché torna alle tracce

della specie – Benn

è un lirico, of course,

che si appoggia, però, a Darwin –

What’s the problem?

Dall’alto di una seduta regale

Dall’alto di una seduta regale,

con tutte le insegne al loro posto,

il carnefice usa un tono

che più dolce non si può:

Tesoro, ammettilo, le cose cambiano

 

dice. La vittima respira male

e tuttavia non mostra

tracce epidermiche di tortura,

lo strazio è interiore, unico

indizio, la prossemica.

Qualcosa sotto traccia

Qualcosa sotto traccia,

mentre sul palco avviene il dramma

e nel profondo, invece, passa

il trascurabile, che è materia

primordiale di riciclo.

Farfalle

Le farfalle muovono i suoi passi, un ritmo jazz, con la sincope, i convenevoli dietro i calcagni, una traccia dopo l’altra, e il risveglio, sì, ma solo dopo un sonno agitato.

Resta sempre una traccia

Resta sempre una traccia

dove si càpita, anche alzando

il piede. Non cercare di farmi spiegare –

certo, non

meglio

qui

adesso.

(Lo dice il ritmo, pare,

anche se poi non basta.)

Non ci sono più

Non ci sono più, aspirato

all’improvviso dalla mia fame –

inutile, nessuna traccia, niente, anche

la Primavera sarà un azzardo

pagato poco.

Cosa vuoi che siano due parole?

Cosa vuoi che siano due parole?

Due per modo di dire ma in ogni caso

non – calma – un poema. Ogni soggetto,

d’altronde, si prende, volente o nolente,

le sue responsabilità, e se dice o addirittura

scrive qualcosa, sono tutti e solo

cazzi suoi. Mi piace (pardon) l’idea

di poesia russa espressa da Brodskij

in Fuga da Bisanzio: una poesia che si stanca di sè

(ma di questo, in Brodskij, non c’è traccia).