Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: tempo

Cose a parte

Non dirmi: “Te l’avevo detto”,

ché lo so, ché forse c’è

una ragione (e trema), se ho ignorato

la tua premura.

 

Non mi resterà, alla prossima occasione,

che contare le margherite, prima

di rasare il prato,

per non stare in pace.

 

Anni ho bruciato sotto il cielo

del tempo libero, ma è difficile,

pasticciando col linguaggio,

produrre ancora del mistero.

 

Lo scoiattolo non si è più visto, confermi? –

deplorevole, insomma, che sia caduto,

una volta, quella sola, come un fesso,

nella rete del tuo sguardo.

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Prima

Passa del tempo, prima

che ricominci. La predisposizione

è pressoché universale: si arriva,

ci si veste e si beve un tè

a bordo piscina, ignorando

il ponentino che s’ingroppa

l’increspatura della pelle del polso

più prossima al sistema sanguigno.

Le condizioni

Il tempo ha soddisfatto

le condizioni. Lascia stare

i coyote, i licaoni,

le iene e ogni altro

tipo di giudizio, stiamo a noi

in eterno.

Vanità

Questo è il tempo della vanità, fra l’altro.

Normalmente la cronaca è varia

Normalmente la cronaca è varia,

basta focalizzare

ma poi non basta il tempo.

L’appuntamento

“L’ho appena promesso.” Cammino

e ripenso.

“Per quello che posso…”

 

Mi fermo. Mi guardano.

“…che poi è niente…”

Ricomincio a camminare

 

ma lentamente.

“…niente…” – mi atterra, adesso, avere

pensato la parola.

 

Mi appoggio. “Che schifo…” – Schizzo.

Mi rasciugo

nella manica.

 

Ci sono”, mi dico per tempo.

Lascio perdere

Lascio perdere

gli ancoraggi, faccio

come se non ci fossi, attitudine

prescritta per la scienza e la tecnica.

 

Nel tempo libero, acrobata

e donna-cannone, basta

l’energia potenziale, mediando

fortuna e intenzione.

Parlare

Si parla a destinatari diversi (il vento, il prossimo, sè stessi, l’amico, la testa, il cuore), in modi diversi (pianamente, sussurrando, senza tregua, declamando, sillogizzando), coi tempi giusti o sbagliati.

In entrambi i casi

Per un momento (il tempo

di un battito o due), tutto

è pronto, ugualmente,

a cominciare o a finire –

in entrambi i casi, alzando

un polverone.

Come fai a non pensare al tempo?

Come fai a non pensare al tempo? Chiaro

che alla lunga qualcuno si metta in testa

che forse quello passato è solo perduto,  chiaro

che così ne legittimi la cerca – peggio, però,

è dare corda alla riflessione per provare

la tesi di una sostanziale ma oscura estraneità –

il risultato, infatti, è una lista di noiosi cold case.