Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: tema

Avrei

Avrei, sul tema dell’idea

perduta, qualche carta in regola

per cantare di una Ricerca –

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L’ispirazione

È inevitabile, per quanto mi riguarda, che quando non so che cosa scrivere non mi astenga dal farlo, avendo letto un po’ di Beckett.

È inevitabile anche, perciò, per quanto mi riguarda, che il tema di questo pezzo ritorni, nella mia produzione, di tanto in tanto, variamente “detto” ma forse pure (perché no?) “ri-detto”, usando cioè sequenze pregresse.

…essendo inevitabile, per quanto mi riguarda – lo affermo senza uno straccio di prova -, che mi succederà ancora di non sapere che cosa scrivere e dunque di scrivere, once again, su questa grana.

Mi dico: Non permetterti di non scrivere perché non hai l’ispirazione.

Per quanto mi riguarda

Per quanto mi riguarda, questa cosa che una o uno si prende le ferie e per un po’ di giorni smette di lavorare e magari frattanto lascia il posto in cui vive e va a stare da un altra parte, be’, lo trovo sempre un tema ricco di avvincenti implicazioni multidisciplinari.

C’è in me un mare

C’è in me un mare.

Prima ero spaventato, adesso son contento.

Sì, come di un granaio.

Sono mio nutrimento, con l’unica avvertenza che l’uguaglianza sembra una colonizzazione.

Mi rifiuto, però, di chiamarla ancora “poesia”.

Il mio amico dice che ormai sarà difficile, per la Sinistra, mettere le mani sul tema della “sicurezza sociale”.

Strano, no?

Politica e sicurezza

La sicurezza, notoriamente, è un tema che la Destra, da B. a S., ha considerato e considera “cosa propria”, interpretandolo essenzialmente come un problema di ordine pubblico (e dunque ritenendo implicitamente il cittadino qualcosa fra il bambino e il minorato).

Bene, è ora che questo tema, debitamente arricchito di implicazioni economiche, sociali e culturali (lavoro, welfare, istruzione), stia al primo posto nel programma della Sinistra.

Arte e impegno

Se l’impegno nell’arte (le tematiche cosiddette “socio-politico-economiche”), fino a un certo punto, diciamo il secolo scorso, ebbe le fattezze di una grave ferita inferta dal mondo che riempiva e deformava, con la sua dolenza, la produzione dell’artista, oggi, mi sembra invece una più asettica opzione combinatoria fra altre, idealmente esposta su uno scaffale che elenca, come uno scaffale alimentare, una quantità di ingredienti e tecniche, ma anche di piatti-pronti e semi-pronti, a disposizione dell’operatore culinario e artistico – usare ancora “artista” e “poeta”, nel tempo presente dell’intellettuale-massa, manifestato come è noto dai social network (dopo fb, si può menarla quanto si vuole su competenza e incompetenza, rimane il fatto che, sul web, sono tutti intellettuali), suona improprio, se non ridicolo.

L’implicazione più rilevante di questa ipotesi è che il valore dell’inautenticità (artificialità) soppianta quello dell’autenticità (naturalità).

Cacciari, per esempio

Cacciari, per esempio, dice che bisogna ri-parlare di felicità. E vengono in mente slogan come “il pane e le rose” e “riprendiamoci la vita”. Sì, è corretto che sia un tema della politica… molto più, s’intende, che della filosofia.

Aggiornamento

Già, come si fa ormai a intitolare una poesia:

Amore?

La tentazione di farne un tema, però, sembra

insopprimibile. Parlare d’amore, convenzionalmente,

vuol dire parlare della cosa più importante.

Be’, a me sembra che l’amore serva solo a ritrovare

l’entusiasmo, tipo farmaco immateriale ri-

costituente, lo stesso, poi, delle nonne a primavera.

Cos’è, io dico, questo fremito

di potenza, questo respiro profondo?

Ci sono temi

Ci sono temi a cui una certa frustrazione esistenziale si attacca pateticamente per esprimersi; penso in particolare ai disgusti futili… alcuni miei: il tatuaggio di massa, i jeans strappati, fb, le abitudini personali, le indicazioni stradali, la culinaria e il calcio parlati, le barzellette.

Il politico, come politico

Il politico, come politico, si guarda intorno, isola i fenomeni e stila un menu. A partire dal menu, le singole voci diventano “temi politici”, oggetto cioè di discussione sul web, in TV, alla radio, ma anche e soprattutto al bar. Mi sembra di non poco conto che tutti (o quasi) noi, quando discutiamo di politica, perlopiù rimastichiamo.