Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: tema

C’è in me un mare

C’è in me un mare.

Prima ero spaventato, adesso son contento.

Sì, come di un granaio.

Sono mio nutrimento, con l’unica avvertenza che l’uguaglianza sembra una colonizzazione.

Mi rifiuto, però, di chiamarla ancora “poesia”.

Il mio amico dice che ormai sarà difficile, per la Sinistra, mettere le mani sul tema della “sicurezza sociale”.

Strano, no?

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Politica e sicurezza

La sicurezza, notoriamente, è un tema che la Destra, da B. a S., ha considerato e considera “cosa propria”, interpretandolo essenzialmente come un problema di ordine pubblico (e dunque ritenendo implicitamente il cittadino qualcosa fra il bambino e il minorato).

Bene, è ora che questo tema, debitamente arricchito di implicazioni economiche, sociali e culturali (lavoro, welfare, istruzione), stia al primo posto nel programma della Sinistra.

Arte e impegno

Se l’impegno nell’arte (le tematiche cosiddette “socio-politico-economiche”), fino a un certo punto, diciamo il secolo scorso, ebbe le fattezze di una grave ferita inferta dal mondo che riempiva e deformava, con la sua dolenza, la produzione dell’artista, oggi, mi sembra invece una più asettica opzione combinatoria fra altre, idealmente esposta su uno scaffale che elenca, come uno scaffale alimentare, una quantità di ingredienti e tecniche, ma anche di piatti-pronti e semi-pronti, a disposizione dell’operatore culinario e artistico – usare ancora “artista” e “poeta”, nel tempo presente dell’intellettuale-massa, manifestato come è noto dai social network (dopo fb, si può menarla quanto si vuole su competenza e incompetenza, rimane il fatto che, sul web, sono tutti intellettuali), suona improprio, se non ridicolo.

L’implicazione più rilevante di questa ipotesi è che il valore dell’inautenticità (artificialità) soppianta quello dell’autenticità (naturalità).

Cacciari, per esempio

Cacciari, per esempio, dice che bisogna ri-parlare di felicità. E vengono in mente slogan come “il pane e le rose” e “riprendiamoci la vita”. Sì, è corretto che sia un tema della politica… molto più, s’intende, che della filosofia.

Aggiornamento

Già, come si fa ormai a intitolare una poesia:

Amore?

La tentazione di farne un tema, però, sembra

insopprimibile. Parlare d’amore, convenzionalmente,

vuol dire parlare della cosa più importante.

Be’, a me sembra che l’amore serva solo a ritrovare

l’entusiasmo, tipo farmaco immateriale ri-

costituente, lo stesso, poi, delle nonne a primavera.

Cos’è, io dico, questo fremito

di potenza, questo respiro profondo?

Ci sono temi

Ci sono temi a cui una certa frustrazione esistenziale si attacca pateticamente per esprimersi; penso in particolare ai disgusti futili… alcuni miei: il tatuaggio di massa, i jeans strappati, fb, le abitudini personali, le indicazioni stradali, la culinaria e il calcio parlati, le barzellette.

Il politico, come politico

Il politico, come politico, si guarda intorno, isola i fenomeni e stila un menu. A partire dal menu, le singole voci diventano “temi politici”, oggetto cioè di discussione sul web, in TV, alla radio, ma anche e soprattutto al bar. Mi sembra di non poco conto che tutti (o quasi) noi, quando discutiamo di politica, perlopiù rimastichiamo.

In questi giorni

In questi giorni, lo sguardo cade su temi politici che, a giudicare dalle reazioni, sembrano imprevisti e inopinati ma hanno un pubblico importante e però snobbato fino a ieri.

1) È indubbio, infatti, che il reddito di cittadinanza, qualunque cosa sia, abbia come target il precario.

2) Indubbio uguale è che l’italiano, come povero provinciale, si veda invadere i sogni da colori e fisionomie illeggibili.

Personaggio

Mi guardo intorno – sì, come, prima o dopo,

un qualunque personaggio di romanzo – e non vedo temi.

È finita, non posso più continuare a credere

di fare a fette il mondo (chiamarla polverizzazione, poi,

o liquefazione, è disperatamente insufficiente).

È bello, però, no?, che nelle mie parole non ci sia

più neanche un grammo di realtà.

M.

Mi devo un pezzo sulla m. – un tema

che voglio smettere

di toccare in limine –

uno scandalo, sì, ma gnoseologico

(perciò, nel titolo,

è puntata e senza articolo).