Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: tema

Escandescenza

Fanculo le stagioni –

fanculo, cioè, l’eterno ritorno di tutto

(e quindi del tema).

 

Fanculo Dada, fanculo i puntelli, i pali, i piedi,

fanculo la sabbia fra i diti

e anche quella fra i denti.

 

Fanculo io e non-io –

fanculo, all’ingrosso, gli opposti.

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[Estratto]

Non tratto di conigli e roditori

in genere, un po’, invece,

di felini – gatti, per dirla tutta

(tema, come ogni

tema, che è un punto

di vista e di fuga).

Mini romanzo. Un pensiero stupido #135

Ricordo bene che cosa pensai, era un pensiero stupido, oggi mi è chiaro, ma su quel pensiero costruii la mia disperazione, modulandola opportunamente in funzione del dentro e del fuori. [Pensai che, nell’istante in cui si sparò, ovvero troppo tardi, potesse aver cambiato idea… imbarazzante, no?… considerata, per esempio, la scena, cioè il cerchio di specchi intorno a sè, apprestata allo scopo…] Non so niente della morte, al massimo posso rilevare che è un tema obbligato – un’interpretazione, direi, sia filosofica che attoriale.

C’è questo angelo nero

C’è questo angelo nero,

da qualche parte, nelle parole

di un poeta, forse,

che tiene le ali conserte

e ti bacia i piedi, se appena

hai il coraggio di lasciarglielo

fare. La sua funzione sacrale

è staccarti da te, dall’immediato, e farti

distante al punto di non temere –

ma proprio, veh, per carenza di oggetto

o tema o campo da gioco.

Raccontare Leopardi

Guardo Il giovane favoloso e, mentre lo guardo, mi sembra evidente che se si vuole raccontare Leopardi, cioè, insieme, il poeta e la poesia, bisogna raccontarne lo strazio (fisico e metafisico), ma un tema così tragico, oggi, è improbo.

 

Il tema

Il tema, d’altronde, è sceverato

da una bibliografia fuori scala, vengono

in mente la catena montuosa

e/o il mare. È che tutto si tiene?

Oppure che il progetto è fallire? –

Nel caso, però, di un’insana acribia

o niente.

 

Un filtro algoritmico valuterà,

via via, le proposte

di sovrapposizione parziale

le richieste della “totale”

non sono previste.

 

…Ma si può sempre

incontrare un amico (mi son fatto

vicino…), agrimensore, magari,

e drippare insieme l’occhio

sul rammendo, la graffetta,

lo scotch, lo sputo.

Dal vuoto al settimo cielo

Dal vuoto al settimo cielo,

l’intorno è questo; fuori, gli opposti

coincidono e, per esempio, lo spettatore

e l’attore o il lettore e l’autore

sono indistinguibili.

 

Dal vuoto al settimo cielo, dunque.

Si può anche intendere

come un range di temi, in-

namoramenti, compulsioni.

In ogni caso, è il solito barile.

Più flutti

Diciamo che almeno per il prossimo minuto

non ho niente da temere – è un azzardo ma prudente.

 

Se non fosse che è un versamento – il che

chiude il discorso (certo, poi, ognuno si sceglie le sue metafore).

 

Posso mettere da parte il corpo, magari lì, sul divano,

a guardare la TV – e io allora sto al sodo.

 

È quello che faccio, dimenticandomi

del baule di premesse alle spalle.

 

Penultima serata del Festival di Sanremo 2016;

su La7, però, danno Django (con Franco Nero, cioè, nella parte).

 

La corrente che mi riporta al tema è forte, ma io

non voglio saperne, insisto per affogare, il mio motto è:

 

Più flutti!

Davvero problemi e temi

Davvero problemi e temi

vecchi?

O non, piuttosto, semplici

riferimenti passati e emergenze

 

andate? – Coi pesanti allegati, poi,

di successive traversie del senso,

da cui la passerella emozionante

di agnizioni, tradimenti,

 

fiancheggiamenti, pentimenti.

Luoghi e nomi stagionali, dunque,

ma temi e problemi

sempreverdi, forse.

Domande come pesci

Domande come pesci

agonizzanti. Temi come tenie

in crescita e a spasso

per muscoli e nervi. Ricorrenze

come memento mori.

Un mucchio di roba,

insomma, lì davanti,

con secreto di logos

generoso e saporito.