Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: strada

Killing me softly

Anche così si può interpretare

il miracolo assurdo del divenire,

come una soffice morte,

in cui perdere per strada

un frammento dopo l’altro,

minimo minimo, che quasi

sembra non contare.

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Mini romanzo. Una risposta soddisfacente #187

Non sapevo cos’era successo prima, senz’altro ero nato, ma questo, si capisce, non spiegava ancora il motivo per cui mi trovavo a camminare su una strada bianca deserta in mezzo a una distesa a perdita d’occhio di maggese alto. So solo che a un tratto me lo sono chiesto e, l’attimo dopo, sapevo che non avevo, né che mai l’avrei avuta, una risposta soddisfacente.

Incipit

Uscì in strada alle otto di mattina in punto. Niente di strano, nove volte su dieci, per andare a lavorare, metteva piede in strada alle otto di mattina in punto.

L’allarme

Vento che soffia e, in sottofondo, cani

che abbaiano, gabbiani che berciano, voci umane (poche);

 

niente emissioni sonore da qual-

sivoglia device – solo, d’innaturale, al-

 

l’improvviso, esso!… Esso chi? – Ma

l’allarme!… Esso pure, come no, qui

 

al mare, fra pini, ulivi, orti

e strade sterrate con l’erba alta in mezzo.

Perlopiù le strade

Perlopiù le strade

corrono parallele, perlopiù

s’incrociano o s’intrecciano,

perlopiù divergono o giocano

a confluire, perlopiù smarriscono

la meta, perlopiù risalgono

o sprofondano – perlopiù.

Chiave o serratura

La puzza di morte mica è detto.

E tutta la strada a piedi senza incontrare

assassini bendisposti, è un miracolo.

Dovrò rivedere i calcoli, passaggio

per passaggio, dubitare dell’argomento

che persuade, come fuori dalla finestra

la faccia rappresa. Ma se l’ombra poi

non è materia, cos’è?

L’importante, credo

L’importante, credo, è perdere la strada,

cioè smarrire l’orientamento, un modo,

in fondo, come un altro, per scoprire

il solito Nuovo Mondo.

 

Il fuori

Oggi è difficile pensare che il fuori esista, si può solo transigere su alcune sue accezioni e, dunque, accettare di credere che esista il fuori rispetto a una casa, a una città, a un paese, a un’isola, a un continente, a un corpo celeste. Qui ci si ferma, perché il fuori rispetto all’universo è una contraddizione in termini. Mentre infatti fuori dalla casa è perfino previsto che ci siano una strada e altre case, e fuori dalla città una campagna, e fuori dal paese un altro paese (compreso di città, campagne, case e strade), e fuori dall’isola un mare e altre terre, e fuori dal continente mari e altri continenti e isole, e fuori dal mondo altri corpi e stelle e buchi neri – be’, fuori dall’universo si possono pensare giusto due cose, che però sembrano molto risposte di circostanza: o un Dio o altri universi.

Scendo un momento

Scendo un momento, il tabaccaio all’angolo fra la Quinta e la Ventiseiesima dista dieci metri, appena fuori qualcuno mi chiama con un grido, non per nome, è un generico “ehi” che però sento chiaramente rivolto a me, guardo dall’altra parte della strada, frangendo il traffico, e dopo qualche secondo vedo.

Che vuoi

Che vuoi, al massimo

c’è la guerra –

dentro casa, sulla strada,

ai confini.

 

Certo, potrebbero anche

essere cazzi

della specie – che vuoi, saranno

gl’interessi.