Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: storia

Io non so se la soluzione migliore politicamente sia andare a votare subito

…io mi sento di dire che sarebbe la migliore eticamente. Io mi sento di dire che è la verità il problema urgente. E il voto, nella sua banalità aritmetica, è sempre un chiarimento.

“E se vince S.?”, dice. Chiedo scusa, ma rispondo con un’altra domanda, retorica: Si sono potuti evitare il Fascismo, il Nazismo, il Socialismo Reale?…

La storia contemporanea riconosce un ruolo istituzionale cruciale alle masse popolari. Le regole del gioco politico moderno, cioè, contemplano, dalla Rivoluzione Francese in poi, anche questa strana cosa: la responsabilità collettiva.

Così, oggi, in Italia, non si esce dall’incubo solo ignorando o censurando l’esistenza di una maggioranza relativa di razzisti e fascisti. I poveretti hanno diritto come tutti di esprimersi e decidere. E secondo la regola della responsabilità collettiva, ne pagheranno “in percentuale” le conseguenze.

Annunci

Si è fatto finta di niente

Si è fatto finta di niente

tante volte, no? Malgrado la molta

bella parenesi, la Storia, insomma,

non sa fare la Maestra, oppure

non ci convince, a noi

esseri umani. “A causa di”, s’intende

(non, cioè, ” nonostante “), somiglianze

e assonanze realy off. Per la verità,

qualche criterio convincente resta,

nel dilavare, incrostato

alle dita, all’ombelico, al tallone.

L’innamoramento, soprat-

tutto, per il Messia – non nascondiamoci:

dietro a Hitler e Stalin, ci sta ancora

quella figura lì, che gli è andata

bene per secoli e poi, invece, l’altro ieri

ha smesso di funzionare (non so come dire).

Quando imbocco l’autostrada

Quando imbocco l’autostrada, il mio primo pensiero è “Speriamo di uscirne”, perché qualche cosa che mi fa temere il contrario c’è sempre: dal tagliando dell’auto colpevolmente rimandato, al traffico intenso con tamponamento a catena improvviso e catastrofico, alla presenza di materiale o animali sulla carreggiata (trovo terrorizzante, in particolare, il segnale di pericolo con la silhouette del bambi che salta – me lo immagino, infatti, un ungulato che atterra per sbaglio sul parabrezza di una panda), all’alt della stradale che mi becca mentre supero il limite di velocità (anche una panda, per quanto sembri ridicolo, ci riesce), e insomma tutto fa brodo in questa mia paranoia (e ho omesso, si badi, l’estremo classico del meteorite grande come un macigno che – vedasi la storia dell’arte contemporanea – può schiantare perfino un papa).

Quello che posso dire

Quello che posso dire è solo la coesistenza

al momento. È un passaggio, forse, sordo

ai richiami – (certo, gli uccellini, i gatti, il cielo turchino:

ma vogliamo chiamarla “mondezza”? E magari prendere

anche finalmente atto che la materia è artificiale? –

che per le mani gira sempre qualcosa che vanta

già, a prescindere dalle mani cioè, la sua storia?

“Puro” e “naturale”, per esempio, sono predicati zoz-

zissimi puro elli, di sugo, patine, cisti e lacune.)

Fa il personaggio

Fa il personaggio,

quel dispositivo, sai,

con domiciliata la storia,

ficcata cioè a fatica

nello zaino per ogni

evenienza ancora

odoroso di resina.

Affermazioni temerarie #1

La storiografia pesa sempre più della storia.

(Autofiction)

Quando si trattò di stabilire quale fosse al momento la più bella opera di poesia in assoluto nella storia meritevole addirittura di compendiare l’intera storia della poesia la camera di consiglio della giuria internazionale durò dieci anni e produsse un verdetto non aggiornato che premiò sorprendentemente il seguente haiku italiano pescato su un blog:

 

È mai possibile

che anche l’inverno stenti?

(Gioco, parentesi.)

Capiamoci

(Cioè conteniamoci.)

 

Se la storia è un’invenzione,

l’eternità è tutto.

Facciamo l’esempio

del Governo Italiano:

per l’eternità, è fatta;

per la storia, pure.

Da un lato, la macchia indelebile,

dall’altro, il fenomeno passeggero.

Tutte le storie

Tutte le storie, volendole

paragonare a individui

qualsivoglia, nascono

con un nodo scorsoio,

che il passare del tempo,

piano piano, stringe.

Invero

Invero, lui o ella

c’era, anche la storia commovente

della ferita (una cazzata, un graffio

alla gamba) è vera e supportata

da fonti documentarie

(analisi, diagnosi, lastre) oggi

conservate e consultabili

presso la Public Library di New York.

In calce a un elenco dattiloscritto

con una Type-Type Royal de 1901,

su carta del 1922, figura infatti

la seguente firma:

 

IMG_20180808_000913