Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: spazio

Poi

Poi, ci si immagina che succeda

qualcosa, dopo, cioè, l’insistenza

rabbiosa, la sicumera

(a posteriori) ridicola,

l’inerzia suicida.

 

E forse si avrà anche ragione,

da qualche lontano punto di vista

nello spazio e nel cuore.

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C’è bisogno di premere?

C’è bisogno di premere?

Sì, è una domanda – beh?

C’è bisogno di premere??

 

Tecnica della messinscena, elementi:

spazi, attori, oggetti.

Le tovaglie nei cassetti.

Mini romanzo. Scrittore a mano #182

Scrivo a mano, ormai riciclando il verso di fogli già scritti sul recto, riempio, ormai, ogni spazio bianco di ogni foglio usato che abbia ancora spazi bianchi, già ora, con tutti questi fogli scritti a mano, potrei tappezzare pavimento, pareti e soffitto di una grande stanza.

Dimenticanze

Posso solo registrare

dimenticanze, si sa

la ristrettezza degli spazi

di manovra. Le fonti

personificate? Buffe

ma anche micidiali.

Piatto di avanzi

Mette lì, in parte a sè, sul divano,

un taccuino e una penna –

è un’approssimazione, occorre dirlo?

La cosa interessante, per lui,

è la sequenza che, alla fine,

alza il sipario.

Gli è facile finirla con le sorprese,

gli ardori, i tremori, le rose.

 

E subito, al principio,

manca lo spazio per continuare,

al peggio, per stiracchiare.

Piatto di avanzi è una metafora che porge,

come che sia (al solito, tutto è perduto),

la carta. Dovrebbe accontentarsi

de gesto, lo sa, non lo fa, pensa

a un’alternativa e sbava.

 

Riflette: Non si tratta di posare

fermo immobile,

nel trambusto della riorganizzazione

continua, ma, al contrario, di zittire in-

defessamente l’orrenda tentazione, e non

rigurgitare, e rimangiarmi

le affermazioni più sentite, e allenarmi

a colare nei ritagli.

Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Spazi

Spazi diversamente accessibili,

ogni soggetto ha il problema

che il mondo non sia

uniformemente disponibile

(detto ai migranti, certo,

ma anche, e di più, ai potenti).

È emerso

È emerso, da un buio gonfio

di soluzioni, un crinale molto sottile

che sembra poter resistere

a un piede per volta.

 

Se la vista è leggermente meno

offuscata dall’offerta sincronica,

le aree corticali strategiche

cinguettano spazio.

È un teatrino

È un teatrino – come

un diario, uno spazio

 

in cui c”è qualcosa

che si muove, magari solo

 

per effetto del vento,

che almeno risalti

 

sulla texture.