Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: soluzione

Si può anche

Si può anche allargare e includere

fin le minuzie delle soluzioni, un elenco

noioso per legge, prova ne è

che seleziona il deviante.

 

Si può anche allestire in fretta e furia

un ricovero simbolico variamente ordinato

(per altezza, gentilezza, pelo, etc.).

 

Si può anche cominciare a giocare –

a qualsiasi gioco, prendendoci

gusto, magari – e poi, però, impazzire.

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Evitare le pause

Evitare le pause, anche minime, penso

a un muro liscio di unità di senso, perfino

la micro-soluzione superficiale sarebbe

un dispiacere per il congiunto.

 

Buio in cui indagare a tentoni

la dimensione strutturale, misurando

coi polpastrelli ogni tipo

di grandezza, fisica e simbolica.

Rose

Parliamo pure ancora di rose,

parliamo pure sempre di rose,

parliamone, cantiamone, sognamone,

tutta la vita e anche di più,

rose, rose, rose,

senza soluzione rose, via

anche le tautologie e i predicati,

rose, a secchiate –

È emerso

È emerso, da un buio gonfio

di soluzioni, un crinale molto sottile

che sembra poter resistere

a un piede per volta.

 

Se la vista è leggermente meno

offuscata dall’offerta sincronica,

le aree corticali strategiche

cinguettano spazio.

“Cosa è mancato?”

“Cosa è mancato?”

Te lo dico:

è mancata la soluzione –

Capisci? Tutto

è andato avanti come prima,

senza peraltro

contare su favori estremi

o inverosimili.

Ho chiuso la porta

Ho chiuso la porta, così è finita.

 

Il pensiero è decisivo, credo,

ma l’iscrizione (la linea, la lettera,

l’anello, il peluche) è la leva.

 

In ogni modo, non

a cuor leggero.

Un modesto effetto antalgico da cronoprogramma,

preferibilmente sul breve periodo (medio

e lungo sono out) – queste

 

sfilacciature appa-

rentemente tanto romantiche,

se non proprio desolate, sono, at-

tenzione, altrettante

soluzioni poetiche –

 

sembra d’essere fra i matti,

signoreggia la leggerezza

che inchioda a una panca o al pavimento, legifera

la bassa pressione che investe il mazzo

e mescola le carte –

Una nebbia narrativa fitta

Una nebbia narrativa fitta, pochi

i dettagli riconoscibili

(e men che meno le apollinee

articolazioni del plot). Affiorano lacerti

di lacerti di lacerti – classica

atmosfera onirica, questa proli-

ferazione di soluzioni, tutto

che crolla eppure resta per aria,

sfibrato e troncato il continuum.

 

Col sottofondo di una sonata per pianoforte

di Schubert, i gattini dormono uno sull’altro

nella cesta piazzata in mezzo alla stanza.

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P)

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P),

nonostante R passi

per la tana di P.

 

Dolore (D) e P sono allineamenti,

geometrie, nessuno

è mai sicuro di alcunché.

 

…Tanto, comunque, da premere

la punta del piede

e poi il calcagno…

 

R, invece, è la soluzione data –

costante, evidente, chiara, sotto

gli occhi di tutti, una formula tipo:

 

R=ƒ(?)

Mauro Bonazzi

A che serve un “sapere” che paralizza, moltiplica dubbi e incertezze, cerca la complessità senza proporre soluzioni o indicare un cammino?

 

Mauro Bonazzi, Weber sulla nave di Platone, in La lettura #265, 24 dicembre 2016, pp. 8-9.

Arriverà un momento

Arriverà un momento, però, no?, in cui

la ragazza (o il ragazzo)

sarà una donna (o un uomo)

e poi una vecchia (o un vecchio) –

È un’opzione da prendere

o lasciare, anche

molto stoicamente.

Ci sono soluzioni

che sembrano ardite

e sono solo goffe, ma-

terialisticamente e dia-

letticamente – L’u-

tensileria è quella

del Divino Marchese,

un esito glorioso della più

blasfema sopportazione.