Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: soluzione

La naturale

Si capisce la naturale

aspirazione a fare

gruppo e riscaldarsi

per contatto direttissimo.

 

Si capisce anche la naturale

regressione reazionaria

dell’età matura

e senile, un già-visto senza pietà.

 

Quello che non si capisce non si capisce,

punto. Sembra, cioè, pari

pari, una soluzione,

col suo ante e il suo post.

 

È

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Mini romanzo. L’impossibile #181

L’unica cosa che mi convince è l’impossibile, a farsi, a dirsi. Le cose che hanno invece una soluzione, contorni, forme, colori, funzioni, mi convincono per un momento – ecco, io vorrei finire lì.

Posa della vita

C’è una serie di parametri sofisticati che comunemente si crede basti a identificare l’oggetto del discorso – in tutto e per tutto, il discorso in oggetto. Le soluzioni non portano mai a niente.

Come faccio

Come faccio? – Mi lavoro

ai fianchi, credo, finché,

cosa posso dirti?, lo faccio.

 

Eppure c’è la soluzione, la lacuna

buona per celare il trucco.

Si può anche

Si può anche allargare e includere

fin le minuzie delle soluzioni, un elenco

noioso per legge, prova ne è

che seleziona il deviante.

 

Si può anche allestire in fretta e furia

un ricovero simbolico variamente ordinato

(per altezza, gentilezza, pelo, etc.).

 

Si può anche cominciare a giocare –

a qualsiasi gioco, prendendoci

gusto, magari – e poi, però, impazzire.

Evitare le pause

Evitare le pause, anche minime, penso

a un muro liscio di unità di senso, perfino

la micro-soluzione superficiale sarebbe

un dispiacere per il congiunto.

 

Buio in cui indagare a tentoni

la dimensione strutturale, misurando

coi polpastrelli ogni tipo

di grandezza, fisica e simbolica.

Rose

Parliamo pure ancora di rose,

parliamo pure sempre di rose,

parliamone, cantiamone, sognamone,

tutta la vita e anche di più,

rose, rose, rose,

senza soluzione rose, via

anche le tautologie e i predicati,

rose, a secchiate –

È emerso

È emerso, da un buio gonfio

di soluzioni, un crinale molto sottile

che sembra poter resistere

a un piede per volta.

 

Se la vista è leggermente meno

offuscata dall’offerta sincronica,

le aree corticali strategiche

cinguettano spazio.

“Cosa è mancato?”

“Cosa è mancato?”

Te lo dico:

è mancata la soluzione –

Capisci? Tutto

è andato avanti come prima,

senza peraltro

contare su favori estremi

o inverosimili.

Ho chiuso la porta

Ho chiuso la porta, così è finita.

 

Il pensiero è decisivo, credo,

ma l’iscrizione (la linea, la lettera,

l’anello, il peluche) è la leva.

 

In ogni modo, non

a cuor leggero.

Un modesto effetto antalgico da cronoprogramma,

preferibilmente sul breve periodo (medio

e lungo sono out) – queste

 

sfilacciature appa-

rentemente tanto romantiche,

se non proprio desolate, sono, at-

tenzione, altrettante

soluzioni poetiche –

 

sembra d’essere fra i matti,

signoreggia la leggerezza

che inchioda a una panca o al pavimento, legifera

la bassa pressione che investe il mazzo

e mescola le carte –