Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: sogno

Non abbiamo preso appunti

Non abbiamo preso appunti,

purtroppo. Appena

un secondo dopo, infatti,

sembrava diverso, qualcosa

come un sogno, con l’alone e tutto.

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Riassumere

Riassumere, ovvero compendiare,

è una vecchia debolezza, il sogno

ricorrente di versare il mondo

in una parola, possibilmente,

senza sprecarne un goccio.

In questi giorni

In questi giorni, lo sguardo cade su temi politici che, a giudicare dalle reazioni, sembrano imprevisti e inopinati ma hanno un pubblico importante e però snobbato fino a ieri.

1) È indubbio, infatti, che il reddito di cittadinanza, qualunque cosa sia, abbia come target il precario.

2) Indubbio uguale è che l’italiano, come povero provinciale, si veda invadere i sogni da colori e fisionomie illeggibili.

Complemento di mezzo

Potrei anche…?

Nemmeno per sogno…?

Ogni vita

Ogni vita potrebbe avere

una sua risoluzione.

 

Ogni vita potrebbe dirsi

a suo modo – modo da trovare.

 

Ogni vita è senz’altro un sogno

col groove dell’handicap.

C’è posta #18

Car*,

la mia interiorità è una fonte potente di freddo, sicché, una buona parte di pensieri, intuizioni e sogni non regge la prova e vaca presto assiderata.

Tornare

Mi piace, pardon, giusto ogni

morte di papa, tornare

a questi panorami arrossati 

che bellezza sentire

la sabbia colmare

le depressioni fra le dita

e che sogno il colpo

d’ala alle spalle

ma anche alla faccia

di chi maledice.

Passeremo l’inverno

Passeremo l’inverno

a sognare le rose?

È un’idea, anche abbastanza

…ngena, invero… –

oppure bisogna arrendersi

incondizionatamente

e cestinare (sic) tutti quei sogni

(che sono tanti)

con le rose dentro.

Il solito

Il solito

punto di svolta.

Dico “solito” perché

(dispera pure)

tocca sempre – in realtà

ma anche in sogno.

Hai ragione a dire che non si muore

Hai ragione a dire che non si muore

più di morbillo, che ormai si vive

quasi cent’anni e che si va da Londra

a New York in meno di due ore –

complicazione e evoluzione, il tempo

che si mostrino per quello che sono,

cioè sogni. Un protocollo, alla fine,

con specificato tutto, addirittura

la marca delle mutande, un posticino

preciso, insomma, e illuminato bene –