Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: soggetto

Quando il soggetto amato

Quando il soggetto amato

afferra il soggetto amante,

non deve stringere subito forte, anzi,

deve come appoggiarsi

rispettosamente, e aderire, tenere

e infine sapere, e solo allora

stringere – stringere

forte.

 

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Il destino della Terra

È un grande impegno credere e lottare per una civiltà ecologicamente sostenibile. Allo scopo, si confà, fra l’altro, una ristrutturazione radicale del soggetto sociale. Per dirla tutta, però, si vede poco coraggio in giro.

E allora non resta che ricordare che il limite estremo sono i quattro miliardi e mezzo di anni che separano il destino della Terra dalla morte del Sole.

Buona volontà

Per una parte, l’elettorato pensa che i soggetti del nuovo governo italiano dimostrino buona volontà… – Al fine, credo, di evitare almeno l’aumento dell’IVA, (paternità sicura, questa volta, del Governo appena suicidato)…

Soggetto distopico-ermetico (appunto)

Nel mondo, ormai, non ci sono più valutati ma solo valutatori. Bolla straordinaria di scommesse sull’equivalente.

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa, cioè di sopravvivenza. Il problema cruciale e paradossale, nel tempo della Globalizzazione, è che, di stranieri a tutti gli effetti, non c’è n’è più. Se il vero straniero è quel soggetto di cui non sai niente e da cui puoi aspettarti di tutto, oggi, sorry, il vero straniero è una chimera. Nei fatti, nell’esperienza, il cosiddetto “straniero” è, caso per caso (e volentieri etnia per etnia), solo una combinazione di nozioni elementari e luoghi comuni, di vaneggiamenti culturali e vigliaccherie politiche.

3 parole su cui, attualmente, caco

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Realpolitik (rimanda a quelli che ti avvisano di saperla lunga proprio perché badano al sodo, non si faccia l’errore di sottovalutarli, cioè di non prenderli per intellettuali; tenera e odiosa)

Confini (sempre al plurale, come dire: vedi mai; patetica e odiosa)

Sovranità (triste riaccensione romantica in risposta alla vertigine di un Mondo che si rimescola, ovvero nel tempo della depressione del soggetto: ora è sempre Don Chisciotte; ridicola e odiosa)

Che gran mezzo il linguaggio!

Che gran mezzo il linguaggio!

Con quattro parole che sembrano

non costare niente, si possono

sfondare cuori, invadere menti,

inibire soggetti, convocare

consumatori, spacciare notizie,

tradire o tradurre sentimenti –

Dentro la domenica di Pasqua

Dentro la domenica di Pasqua

ci sta tutto quello che ci deve

stare (sarà un caso? sarà

come sempre?): il sole, il sangue,

il canto degli uccelli, il bouquet di petrolio,

le venature del presente stretto,

la pletora dei soggetti

che ci credono senza paura

e adeguano a questa loro debolezza

lo stile di vita, e poi

la terra grassa, la terra magra,

la polvere posata, la polvere in sospensione,

la fatale lacuna (già, essa pure) –

 

Devo continuare?

E, se si, quanto?

Mettiamo un limite comodo,

se non proprio ampio?

Facciamo la metà

della vita umana media

di oggi, che è circa 85?

…Troppo, eh? (La cartografia

1 : 1, infatti, è un insopportabile

ma testardo imbarazzo

teoretico.)

Come è giusto

Come è giusto, il linguaggio dice

qualcosa, forse

perfino troppo,

a proposito di chi lo usa.

 

Il guaio che vanifica la prospettiva

così aperta è

che non c’è accordo

sull’interpretazione dei segni.

Identità analogica e digitale

Il soggetto social risponde sempre, in qualche modo, del rapporto che istituisce, più o meno coscientemente, fra la sua identità analogica e la sua identità digitale.