Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: sguardo

Scazzo

Lo scazzo non era finito, solo, adesso, stavano in silenzio, entrambi con lo sguardo nel vuoto, pensierosi: lui che cercava disperatamente un motivo per non sentirsi vittima di lei, lei che friggeva per la rabbia di non essere riuscita, ancora una volta, a scalfire la durezza di lui.

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Portamento del Ministro dell’Interno

Spalle leggermente ingobbite, fronte bassa, sguardo da sotto in su. Quello che la persona del Ministro porge, insomma, non è la faccia ma le corna fantasma.

Che dire, che fare

È buio,

lo sguardo tenta di bucarlo,

di incappare in qualcosa di scabro –

pensa ai riflessi di un Giacometti,

allestito in penombra come un Rothko:

non si capisce, finalmente.

In questi giorni

In questi giorni, lo sguardo cade su temi politici che, a giudicare dalle reazioni, sembrano imprevisti e inopinati ma hanno un pubblico importante e però snobbato fino a ieri.

1) È indubbio, infatti, che il reddito di cittadinanza, qualunque cosa sia, abbia come target il precario.

2) Indubbio uguale è che l’italiano, come povero provinciale, si veda invadere i sogni da colori e fisionomie illeggibili.

Mini romanzo. Poi, già #164

Poi, già – il gran momento in cui il giornalista appoggiò, come esausto, anche il gomito sulla Frau e, abbassando lo sguardo, domandò all’elettricista: Cosa?

Uno sguardo che non vedo

Uno sguardo che non vedo,

che presumo ma forse

è puntato su qualcosa

di diverso da quello che mi credo.

Non prendermi le misure

Non prendermi le misure,

posa il metro, smetti, ti prego,

quello sguardo da architetto.

Una poesia, per favore

Una poesia, per favore – implora

sottovoce il mendicante,

tenendo gli occhi bassi.

L’interlocutore, un maschio bianco

di sessant’anni, si fruga

nelle tasche dei pantaloni,

si palpa all’altezza del cuore e fa

lo sguardo dispiaciuto.

Ciò che osservo non porta

Ciò che osservo non porta

le stimmate del mio sguardo,

a malapena, forse,

quelle del mio interesse.

Scorgere

Verbo blandamente aulico, poco usato nella comunicazione quotidiana. Per s., infatti, sembra necessario avere almeno un occhio di falco e sbaragliare potentemente gli ostacoli al destino della visione.

Se invece si preferisce qualcosa di meno vivace, come una suspense muta ma molto torbida, ecco lo sguardo-biscia, che valica di precisione gli stipiti.

Ma per non sbagliare, è meglio tornare sempre all’occhiata nella folla, magari a Milano in Galleria, o a New York a Times Square, o al mare in agosto.