Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: senso

Doppio senso

Siamo, per parlare chiaro, attaccati

al nostro corpo e alla nostra persona

nel doppio senso dell’inclinazione

sentimentale e della costrizione fisica.

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Fraseologia: senso

La proprietà privata non ha senso che alla scala dell’essere umano.

Al buio

Al buio, rinunciando

agli occhi e ri-

distribuendo la percezione

su sensi

meno costipati.

L’impennata

La nascita del fascismo e del nazismo si è manifestata psicologicamente negl’individui come un’impennata dell’aggressività, nel senso che all’improvviso sembrò legittimo, benché in regime democratico, alzare le mani sul “nemico” e sul tiepido. Oggi si potrebbero definire quelle dinamiche un cattivo impiego d’energia.

Il sovrano e il popolo

Per Hobbes, la legge suprema del sovrano (posto che il sovrano è superiore alla legge civile e soggetto solo a quella di natura, unico fra i soggetti) è, in senso lato, la “salute del popolo” – non, si capisce, per buonismo ma perché, se no, il popolo, stimando messa a repentaglio la fondamentale legge di natura dell’autoconservazione, potrebbe anche sbracare e far piazzate, ovvero resistergli.

Bocconi #3

La sincerità ha un senso, un valore, quando deflora. Sono parecchie le cose mie che mi mancano, ne dico una: il  mio Mar Rosso.

Perché fare ipotesi?

(Abbozzo di conferenza, incipit.)

 

Lo dico subito, il tema di questa conferenza non è una domanda retorica e nemmeno ironica – io, cioè, mi chiedo, forse un po’ brutalmente ma seriamente, e chiedo, forse un po’ brutalmente ma seriamente, a tutti voi: Che senso ha fare ipotesi?

Chiamalo pure paesaggio

Chiamalo pure paesaggio, anche se, in senso

stretto, l’orizzonte coincide col desktop,

mentre il giro della stanza

 

è per gli avventurieri. Non si sente neanche, come

invece si racconta, il bisogno di fare luce,

queste sono fregnacce, pie

 

illusioni, decomposizione di sistemi – alla buona, forse,

ma sempre funzionali, vuoi alla congiuntura,

vuoi al secolo.

La prima poesia della sera

Ce l’ho col mondo – comincio

così, con una banalità. Bisogna,

infatti, forzare il senso, farlo

arrossire, se non proprio

manifestamentvergognare. Dicevo

“ce l’ho col mondo”, non per finta

o per vantarmi, no, solo

perché il mondo è il mio mondo.

Inciso

(…faglie simboliche impattanti, con

aggiustamenti anche catastrofici

di aree semantiche cruciali – che altro?,

vuoti, sì, vuoti improvvisi

e imprevisti e strepitosi

di senso e di potere…)