Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

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Se provo a ricordare le volte

Se provo a ricordare le volte

che sono stato felice, la prima risposta

(Google-style) è un sabato di quando

avevo 9 anni, il sabato in cui

lo affermai, appunto: Oggi

è il più bel giorno della mia vita.

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.

Non so che cosa fare

Non so che cosa fare, il pensiero non mi attrae.

Salvo la sequenza delle mosse, uno stile da marionetta,

che comunque, alla fine, un segno lo lascia

(il graffio sull’asse, il sipario squarciato, la cicatrice

sullo zigomo dell’attore giovane). Rinunciare a sapere,

 

finalmente, per amore di conoscenza e facendo i salti

di gioia? – Il punto è fermo e chiude i giochi, foto-

genicamente bilicante, nessuna risposta assicurata,

manco la negativa, giustizia e ingiustizia predicate

dalla pochezza del quadro generale.

Per rispetto verso la domanda

C’è qualcosa che sia importante in assoluto?

Domanda difficile, certo, e forse

anche trabocchetto (per chi,

naturalmente, ha già pronta una risposta-

pronta, tipo: Dio, Ragione, Spirito,

Essere). In ogni caso, almeno

per rispetto verso la domanda,

è in assoluto importante il sistema

di condizioni della sua formulazione.

Le risposte

Una cosa da bambini,

il transito dall’infanzia

alla giovinezza

e dalla giovinezza

alla maturità

implica infatti una progressiva

emancipazione dalla cosa –

l’adulto, cioè, non

risposte, ma vie cerca.

All’improvviso

Userò di questa tua risposta come

di una medaglia, lo sai?, me l’appunterò.

 

“All’improvviso”

è una locuzione impossibile tipica.

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una mia nostalgia ineffabile

per il canto che erige e mappa

il mondo? A chi fosse

ancora in cerca di una risposta, io

chiederei invece se questa

sia una domanda da farsi.

Essere padrone di checchessia

Essere padrone di checchessia

significa che il padrone

è il limite (variamente

inteso e determinante)

del checchessia. Ora, io, fossi

nel padrone, rifletterei

su questa faccenda,

che è sempre, in fondo,

terra incognita – Limitare?

Ma perché? La risposta

sembra stare

solo nell’evidenza

trasfigurata del soggetto, no?

Solo, cioè, in presenza

di una consumazione ha senso

la manifestazione di un’impresa.

La padronanza non è, anche

di poco, un’altra cosa. Tutto,

insomma, verrebbe

dal padre, l’invenzione

culturale più potente.

Una lamentela, as usual

Una lamentela, as usual,

per la prepotenza immutabile

(e dunque perfino noiosa)

dello stato delle cose (mondo),

che impedisce o complica

il lavoro vero, quello,

cioè, che non remunera.

Bisogna allora scardinare

il paradosso nomi-

nandolo, almeno. Facile

che la risposta

esatta non sia la prima,

né la seconda, né la terza.

Facile che l’evidenza prenda

la forma dell’indovinello.