Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: realtà

L’indagine può prendere la mano

L’indagine può prendere la mano

se, per esempio, pesa l’incombenza

finale della relazione.

La preoccupazione di verbalizzare

può indurre sottilmente

a adeguare la realtà piuttosto

che la parola. Poi possono

anche darsi schiette moti-

vazioni narcisistiche o pato-

logiche. La promessa? Non so,

qualcosa, forse, di fermo e eterno.

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.

Appunti

Il sistema simbolico ha la sagoma di una foresta – meglio, di una giungla. Sepolto ogni fine, bruciata ogni utilità, rimangono solo voci e forme intersecate da un inconscio spietato e padrone. Basta realtà.

Mini romanzo. Giacomo #140

Quando Giacomo sembrava fare il nostalgico, in realtà cercava di attirare l’attenzione su qualcosa di mortalmente implicito.

“Realtà”, dici

“Realtà”, dici – pensi di avere detto tutto

ma ti sei solo cacciato in un pasticcio.

Meglio per te, credimi, uscirne

presto, magari andando

a sbattere oppure pro-

ibendoti acc-

uratamente ogni

minima potenza, fosse pure

calzare le scarpe o bere per la sete.

Gradi di realtà

Ci sono forse diversi gradi di realtà. Se si, il maggiore toccherebbe a ciò che non è pensante e il minore a ciò che lo è; in particolare, il grado minimo, ovvero più prossimo all’irrealtà, toccherebbe al potere.

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P)

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P),

nonostante R passi

per la tana di P.

 

Dolore (D) e P sono allineamenti,

geometrie, nessuno

è mai sicuro di alcunché.

 

…Tanto, comunque, da premere

la punta del piede

e poi il calcagno…

 

R, invece, è la soluzione data –

costante, evidente, chiara, sotto

gli occhi di tutti, una formula tipo:

 

R=ƒ(?)

Traccia e tracciamento

Il web rappresenta meglio del mondo reale la conseguenza del fare come accumulo e dispersione di tracce. Se sul web guardo un video o leggo un post, penso subito: Tracce! Se cammino per una strada o siedo in un bar, alle tracce arrivo dopo, perché il contesto, prima, offre i suoi servizi.

Il fare, però, è relativo a tutto, all’essere umano, alla margherita, alla vena minerale, al buco nero. Tutto, perciò, produce tracce. Tutto, infine, è, insieme, un fatto e un fare, cioè una traccia e un tracciamento.

Cosa importa che la realtà si manifesti come traccia e tracciamento, ovvero come fatto e come fare? Può servire, mi sembra, ancora in senso nietzscheano, a districare ogni eternizzazione simbolica, perché questa significa, da un lato, censurare le vicissitudini della traccia, dall’altro, pretendere di contenere l’eterno bilicare del fare.

Emigrazione, sopravvivenza, volontà di potenza

Le storie dell’emigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa, per il modo in cui l’emigrazione avviene attualmente, sono tutte più o meno strazianti. In soldoni, i migranti sono un rilevante quantitativo di vite individuali messe di fronte a un’impresa basica, essenziale, giustificata da una specie di “competenza innata” che neanche un razzista si sognerebbe di negare a chicchessia: sopravvivere meglio. L’Occidente, che è la meta dei migranti, ha esercitato e raffinato al massimo grado tale “competenza” e a ciò si deve la commozione che queste storie suscitano: al riconoscimento, cioè, in esse, di quella stessa volontà (benché in nuce) di potenza che è il criterio fondamentale e globale, qui e ora, di trasformazione e interpretazione della realtà.