Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: realtà

Little (fake?) new

La realtà tende

agguati micidiali

riconvertibili.

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Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Non è necessario che succeda

Non è necessario che succeda,

la realtà non importa più – è

l’informazione qualsivoglia, fake

or not fake, che parla.

Il preventivo

Questa sera il preventivo

è falso – dalla realtà, c’è tanto così.

Senza offesa, le spiegazioni

sono inutili, è tutto molto chiaro.

 

Si vocifera parecchio

di una diga, ma in almeno

n decenni, nessuno ne ha mai

lamentato gli effetti.

Dubitare di capire

Dubitare di capire

è una tentazione patologica,

oggi, ma, per certi versi,

anche normale. In realtà,

è sempre un caso spiacevole

che manifesta immediatamente

e efficacemente

la possibilità d’essere, noi, giusto

giusto, carne da macello.

Il solito

Il solito

punto di svolta.

Dico “solito” perché

(dispera pure)

tocca sempre – in realtà

ma anche in sogno.

L’indagine può prendere la mano

L’indagine può prendere la mano

se, per esempio, pesa l’incombenza

finale della relazione.

La preoccupazione di verbalizzare

può indurre sottilmente

a adeguare la realtà piuttosto

che la parola. Poi possono

anche darsi schiette moti-

vazioni narcisistiche o pato-

logiche. La promessa? Non so,

qualcosa, forse, di fermo e eterno.

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.

Appunti

Il sistema simbolico ha la sagoma di una foresta – meglio, di una giungla. Sepolto ogni fine, bruciata ogni utilità, rimangono solo voci e forme intersecate da un inconscio spietato e padrone. Basta realtà.