Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: qualcosa

Come è giusto

Come è giusto, il linguaggio dice

qualcosa, forse

perfino troppo,

a proposito di chi lo usa.

 

Il guaio che vanifica la prospettiva

così aperta è

che non c’è accordo

sull’interpretazione dei segni.

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Quello che posso dire

Quello che posso dire è solo la coesistenza

al momento. È un passaggio, forse, sordo

ai richiami – (certo, gli uccellini, i gatti, il cielo turchino:

ma vogliamo chiamarla “mondezza”? E magari prendere

anche finalmente atto che la materia è artificiale? –

che per le mani gira sempre qualcosa che vanta

già, a prescindere dalle mani cioè, la sua storia?

“Puro” e “naturale”, per esempio, sono predicati zoz-

zissimi puro elli, di sugo, patine, cisti e lacune.)

Descrivere un deserto

Descrivere un deserto (solido

o liquido è uguale) non dà

soddisfazione: detto che c’è poco

o niente, qualcosa si può cavare

solo, se va bene, dal cielo

che ci sta sopra, ma è presto

fatto (salvo, si capisce, attingere

vergognosamente dal trovarobato

poetico più sdato). Io

me lo spiego, questo curioso

e in apparenza stupido proposito

descrittivo, come rivelazione

e rilevazione, così, per il vuoto

e il niente, di un colorito

verminaio interiore.

Al sonno

Oggi non mi sembra

più uno spreco

che la notte serva soprattutto

al sonno, c’è qualcosa,

infatti, di dolcemente

prodigo anche

nell’assegnare a una quota

del nostro scontento

la funzione dell’inverno.

Le mani

Le mani sono una parte

di me che non mi appartiene

davvero, tremano senza

una vera ragione, al tuo

pensiero – provo, allora,

a cercare, nella notte

della mia memoria, qualcosa

che mi dica qualcosa

che mi confonda, almeno.

Decisivo è capire che colpire

Decisivo è capire che colpire

con forza il corpo del prossimo

(di punta o di taglio, usando

alcunché o a mani nude) produce

l’assenso forfettario

del prossimo medesimo.

Qui a frugare nei dettagli che qualcosa

Qui a frugare nei dettagli che qualcosa

non sia magari il segno atteso

di una ripartenza – ecco

che la certificazione dell’informazione

fa rara l’esperienza.

Basta

Basta, insomma, che qualcosa

sia, perché sia

in/un

eterno.

Intorno al tavolo che

Intorno al tavolo che

non esiste, i ragazzi

nudi cercano

qualcosa nei piatti.

Tragedia in forma di ricetta

Mettiamo un sorrisetto

(o un’occhiata

o un’inspirazione), appoggiamo

l’orecchio al cilindro

e misuriamone l’altezza.

Riponiamo e prendiamo adesso

un secchio, cerchiamo, se non il mare,

qualcosa che ci assomigli.

Lasciamo riposare la freschezza

e la fragranza

dietro una maschera di lino.

Disponiamo per grado, tipo, anno,

colore, passione, valore,

congiunzione, thread.