Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: problema

Politica e sicurezza

La sicurezza, notoriamente, è un tema che la Destra, da B. a S., ha considerato e considera “cosa propria”, interpretandolo essenzialmente come un problema di ordine pubblico (e dunque ritenendo implicitamente il cittadino qualcosa fra il bambino e il minorato).

Bene, è ora che questo tema, debitamente arricchito di implicazioni economiche, sociali e culturali (lavoro, welfare, istruzione), stia al primo posto nel programma della Sinistra.

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Italia, 25 aprile

Finché in Italia si festeggia il 25 aprile, il cittadino

ha diritto di speranza (virtù teologale, fra l’altro,

you know).

*

Ma la festa del 25 aprile bendispone anche

alle generiche speranze dell’essere umano: quelle,

per esempio, del futuro, della salute, dell’amore,

del lavoro, della ricchezza, della saggezza, della vittoria,

del successo – e, infine, alla speranza più grande:

d’essere esattamente (combaciando con la massima

precisione, cioè) ciò che si è.

*

Ora, il problema è sempre quello della coscienza

che il soggetto (essere umano o cittadino che sia)

ha di sè. Per dire: e se uno si sente d’essere un delin-

quente, bene o male fatto appunto per delinquere?

E insomma, se uno è Hitler che si sente un dio-

carnefice? Chi mai potrà dirgli che forse si sbaglia?

*

Questa poesia non ha una vera fine, perché

la risposta alla domanda, che pure c’è,

non sta qui.

Diario apocrifo di Asino Nero #2

Come comincio? – Questo è il primo dei miei problemi come poeta ma anche come asino. Conosco però l’obiezione: dovrei tenere per fermo che ho già cominciato, sicché, ora, si tratterebbe, appunto, di recuperare quel cominciamento – e questo l’ha fatto Proust, eminentemente, potrei prenderlo a esempio.

Puntuali

Puntuali, tutti i sabati, sull’autobus, una vecchia e un vecchio, con occasionali interlocutori vecchi dentro se non fuori, blaterano – ringhiosa lei, sarcastico lui -, a voce alta perché sordi credo, del problema pubblico n. 1 in Italia: negri e rom.

Mini romanzo. Ultravolontà #184

Dà sempre meno retta al dolore e non fa quasi più caso (giusto il minimo per non scandalizzare e non avere problemi con la burocrazia) allo squallore, alla sporcizia e al freddo in cui vive. Sembra tutto non voluto, come una grottesca armonia di concause, ma sembra anche all’opera un’ultravolontà che la sua coscienza manco s’immagina.

L’invasione è certa

L’invasione è certa

ma quella paventata,

quella, cioè, fisica

dei corpi in movimento,

è il meno – il vero

spavento

è l’invasione onirica.

Massì

Massì, Gigino in fondo ha ragione, la Banca d’Italia ha fatto anche delle brutte figure, perché scandalizzarsi, dunque, se esprime l’auspicio di una Voce ripulita? È forse così brutto che un attore ponga il problema del critico?

Risolti parecchi problemi

Risolti parecchi problemi

mescolando tracce e simboli.

 

L’importante è sempre non pretendere

che il discorso proceda plausibilmente.

 

Per fortuna le combinazioni note –

Per fortuna le ragioni per sperare –

 

Basta l’accuratezza oppure

tocca di recitare il mea culpa per niente?

La vena

It’s time to say goodnight – sento

che dice, qualche volta, sempre

quella meno opportuna o gradita.

 

Tocca di seguire una certa vena

ma chissà se può servire, ultimo

dei problemi.

L’elettorato italiano si sta fascistizzando

L’elettorato italiano si sta fascistizzando. Il punto cruciale, mi sembra, è il rapporto fra la proliferazione dei soggetti (certo indotta e promossa dal web ma, ancora prima, dalla democrazia e dal capitalismo) e il conseguente incremento geometrico della complessità, un incremento che riesce tanto inopinato e indigesto per i singoli soggetti (individuali e collettivi) da indurli a produrre come antidoto interpretazioni della realtà e risposte ai problemi le più semplici e tranchant (e ingiuste) possibile.