Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: problema

L’elettorato italiano si sta fascistizzando

L’elettorato italiano si sta fascistizzando. Il punto cruciale, mi sembra, è il rapporto fra la proliferazione dei soggetti (certo indotta e promossa dal web ma, ancora prima, dalla democrazia e dal capitalismo) e il conseguente incremento geometrico della complessità, un incremento che riesce tanto inopinato e indigesto per i singoli soggetti (individuali e collettivi) da indurli a produrre come antidoto interpretazioni della realtà e risposte ai problemi le più semplici e tranchant (e ingiuste) possibile.

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Il mio primo problema

Il mio primo problema, adesso, è ribadire che questa

è casa mia – il mio primo problema, adesso, è la planimetria.

 

Il mio secondo problema, adesso, è rinforzare

i vecchi muri e, se occorre (ma occorre), alzarne di nuovi.

 

Il mio terzo problema, adesso, sono i turni

di guardia, chi fa il primo, chi il secondo, etc.

 

Il mio ultimo problema, adesso, è contenermi.

Per me

Per me, il problema,

è che non val la pena

di precisare.

Il problema è semplice

Il problema è semplice

da dire ma arduo da risolvere:

tutto è eterno, anche

la fregnaccia più ignobile

Be’, non è un bel problema

per chi invece  è così assuefatto

a disfarsi, via via, di tutto?

Il problema delle tracce

Il problema delle tracce

è che non puoi evitare

di lasciarne; solo

 

in un secondo momento

puoi occultarle a forza

di tracce novelle.

Fiordèo Forlì

Un uomo (uno ben preciso, un certo Fiordèo Forlì, sui quaranta, broker), un giorno feriale, come tutti i giorni feriali, uscì dal suo appartamento alle otto in punto. Il problema si palesò appena chiusa la porta alle sue spalle.

Il Forlì ricordava bene una tromba delle scale di pianta ellissoidale e ora, invece, si trovava già all’esterno, sulla corsia di emergenza di un’autostrada deserta; in più, non erano le otto ma (presta occhiata al cielo) mezzanotte.

Me

Vuoi che ti dica perché non parlo

più di Me? Oh, nessun problema,

ti rispondo, volentieri ti rispondo,

ma è presto detto: perché,

in Me, non trovo che lagne, lagne

francamente insopportabili: noia,

fatica, dolore, entusiasmi puerili,

passioni sdate, amori di ciccia, etc.

Cosa sarebbe

Cosa sarebbe – proviamo

a porci il problema? – un mondo

senza confini? I casi

sono due: o un paesello

improbabile (Marx

direbbe una “robinsonata”), oppure

un oltremondo entropico – cioè, niente

a che vedere con l’esperienza.

Il problema, probabilmente

Il problema, probabilmente, qualche

volta, è una specie di oscuro

comandamentinteriore:

 

Non reagire frontalmente

allo stimolo, fa’ quasi

finta di niente, cerca in realtà l’angolo

più obliquo per rispondere –

cuore o tempia.

Al millesimo di secondo

C’è un problema di aggiornamento

al millesimo di secondo

del poligono delle forze.

 

Le misurazioni avvengono

nel vuoto del tran-tran – fra back-up

inutili, volendo.