Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: posto

Pochi metri

“Pochi metri”, dicono.

 

Due eccezioni:

una che usa “alcuni” al posto

di “pochi”, confermando

“metri”, e un’altra

che usa “passi”

al posto di “metri”,

confermando “pochi”.

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Queste sono parole

Queste sono parole, cioè trappole.

Detto ciò, siamo a posto, possiamo

anche parlare, dire altro, che non fa niente.

Maiale. Atto unico in 20 secondi

(Atteso e poi accompagnato, nel buio, da uno spot blu, sbuca dalla quinta destra un attore nudo, che, correndo quasi sul posto e alzando molto i ginocchi, e attraversando tutto il palcoscenico e uscendo dalla quinta sinistra, declama la sua battuta.)

 

Sono un maiale…

non c’è niente…

Da buttare. (Esce.)

Avrà pure avuto i mezzi

Avrà pure avuto i mezzi, ma io sono lo stesso estasiato dall’Arbasino trentenne che va a cercare e intervistare mostri sacri della cultura mondiale come Céline, Eliot, Adorno, Edmund Wilson – o che invita a cena Gadda in un posto rinomatissimo per l’osso buco e il carrello dei formaggi.

Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Mancamento

Al solito posto,

ovvero in nessun altro,

 

la varietà ritmica

forse ha perso appeal,

 

l’avventura è un versamento

apparente, che ri-

 

sintetizza intatta,

per insolutezza cristallina,

 

la questione.

Dall’alto di una seduta regale

Dall’alto di una seduta regale,

con tutte le insegne al loro posto,

il carnefice usa un tono

che più dolce non si può:

Tesoro, ammettilo, le cose cambiano

 

dice. La vittima respira male

e tuttavia non mostra

tracce epidermiche di tortura,

lo strazio è interiore, unico

indizio, la prossemica.

Mini romanzo. Caro diario #154

Caro diario, ho cambiato posto di lavoro (a parità, pressappoco, di condizioni). Se non faccio grosse cazzate (che francamente nemmeno credo di poter fare), per quattro anni (durata dell’appalto), sto tranquillo e vado al lavoro – tienti forte – a piedi!

Siamo intorno a un tavolo

Siamo intorno a un tavolo

tutti quanti – certo, qualcuno

ha percezione di una prospettiva,

dal posto assegnato, molto ingannevole,

che trasforma in colluttazione

ogni banale tentativo

di riconoscimento.

 

Che altro aggiungere a questa furia

Che altro aggiungere a questa furia

di stimoli non selezionati?

Ma c’è posto, poi,

per accidenti alieni e in generale

per pleonasmi e frattaglie?