Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: Poesia

Terribile a dirsi

Terribile a dirsi

ma chi legge poesia o romanzo

o teatro o nuoto sincronizzato

si aspetta, nel migliore

dei casi, un rapimento.

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Che domande

Che frutto ottimistico potrebbe aspettarsi, percentualmente,

l’investitore che puntasse – nel tempo libero, s’intende,

e a fondo perduto – su un poeta o, tout court, sulla poesia?

Io sono già pronto

Io sono già pronto

ma non so a cosa.

 

Spiegare un’espressione o una frase, se una o uno

traffica con la poesia, è madornale –

 

qui, però, mi sento di fare

l’errore (infatti, può ispirare).

La poesia è spesso troppo buona

La poesia è spesso troppo buona

e invece di cantare, come dovrebbe,

la vita, canta frivolmente certe sue

gloriose ma sdatissime barzellette.

Come si fa a dire, leggermente

Come si fa a dire, leggermente, che la tal poesia

comincia qui così e finisce qua cosà?

 

No, è sempre più o meno ingiusto e crudele

tagliare, risolvere, individuare.

Mini romanzo. Poesia #120

Un personaggio che camminava su un marciapiede si fermò, si chinò, raccolse, pizzicandola fra pollice e indice, una buccia di banana, si rialzò e disse, ostendendo il rifiuto all’altezza della fronte: Questa non è poesia.

It’s time to say “Hallo!”

No, francamente non so –

francamente, l’ho buttata lì.

Certo, con qualche ragione…

Sicuro, non è stata

neanche vera poesia…

Mais oui, il para-

pioggia conteso è quello

di Mister Kappa… – quasi tutti (almeno

dalla Lupa al Cinghiale)

si sono sbagliati…

Il tempo che si forma

Luca Lanfredi, Il tempo che si forma, L’arcolaio, 2015, 91 p.

(Luca è un amico, ma ci vediamo pochissimo e sempre per caso. Questo suo primo libro mi ha sorpreso e allora provo a dire cos’è.)

 

Il tempo che si forma è un titolo molto bello. In genere, il tempo trascorre, passa, finisce, comincia – al massimo, si consuma. Ecco, il suo formarsi è invece qualcosa che induce una specie di vertigine.

Facendo attenzione al sommario, è evidente una forte intenzione strutturale. La sequenza dei titoli delle sei sezioni allude a un’articolazione tematica che parte dal tutto e, passando per il mondo, la vita, il lavoro e il linguaggio, si chiude con la persona.

Le 58 brevi poesie organizzate da questa struttura sono sempre un piccolo shock. Benché delimitate, secondo convenzione, da una maiuscola iniziale e da un punto fermo finale, fanno pensare a frammenti di senso, ma “frammenti” non va bene, data, appunto, la loro compiutezza, sicché, sono piuttosto minimi ritratti. Preciserei così la definizione del prefatore Giacomo Cerrai (“poesia dell’istante”): queste poesie sono ritratti dell’istante. Senonché, anche l’istante si rivela plurale – è fatale. Plurale e disfatto spesso in strofe, dunque, sarà pure il suo ritratto.

Perché, infine, leggere Il tempo che si forma?

Primo, se piacciono certi toni morbidi, piani, carezzevoli, leggermente svagati, una sorta di “parlar cantando” (io sono un appassionato del genere). Secondo, se interessa commisurare tali “carezze all’orecchio” alla sfida di totem come il Tempo e il Tutto.

Non basta intenerirsi per cantare

Non basta intenerirsi per cantare, è noto, occorrono

anche la voce, le altezze, i timbri, lo stile, le smorfie.

Ci si può guardare intorno per diverse ragioni –

affetti, agonismo, poesia – oltre che per quella

essenziale. Chiunque, cioè, a modo suo, si guarda intorno.

 

“Ogni essere umano aspira naturalmente a cantare” – così

voleva dire, prima di decidersi avventatamente per “conoscere”.

Malcolm Lowry, più di 2000 anni dopo, l’ha corretto, in una lunga

lettera all’editore di Under the Volcano, per persuadere

lateralmente quest’ultimo, che i tagli proposti sarebbero un errore.

 

Ci fu un tempo, oggi regredito alla dimensione microscopica

dei tessuti ossei e della composizione sanguigna,

in cui l’uomo, sceso dal suo albero, andò

in avanscoperta. Un giorno, poi, non tornò e si levò

gli alberi dalla testa.

Rischia tutto!

Perché la poesia canta le stagioni?

Più esattamente: Che cosa, delle stagioni?

 

Risposta esatta: Poiché produce, la poesia

canta, delle stagioni, la produttività.