Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: piede

Ho disdetto la prenotazione

Ho disdetto la prenotazione

per insufficienza di garanzie

del pur volenteroso operatore.

Vedo bene, c’è poco sentimento,

penso a cuori arsi da un sole feroce

che più feroce non si può.

 

E poi non mi va di sfracellare

due birre per le scale, per questo

tengo d’occhio il gradino

e il piede di turno che lo assale.

Annunci

Prima, dopo, intanto

Il “prima” (…gli americani, gli italiani, gli ungheresi, i polacchi, gli svedesi, i brasiliani, etc.) dei sovranisti rivela ingenuamente la battaglia di retroguardia loro propria. In contraddizione, cioè, con l’irreversibile e sovrana freccia del tempo su cui tutti campano, questi gaglioffi vogliono invece tenersi ben piantati nella terra del piede d’appoggio.

Incipit

Uscì in strada alle otto di mattina in punto. Niente di strano, nove volte su dieci, per andare a lavorare, metteva piede in strada alle otto di mattina in punto.

Quanto comodo sta il Mondo, oggi

Quanto comodo sta il Mondo, oggi,

tempo brachilogico, dentro

le parole dei poeti? Queste

non saranno, voglio dire, un letto

di Procuste rispolverato, tanto

più crudele quanto più l’allettato

si è articolato e complicato

esponenzialmente? Che orrore

sarà mai, allora, ai suoi piedi,

la massa di brani escissi e scartati,

per la stringatezza dei versi

e la stipsi dell’immaginazione?

Adesso, qui, su due piedi

Adesso, qui, su due piedi,

usare il trucco di cominciare

da zero. L’impressione, quella,

pensa te, di paraggi nuovi,

pericolosi, dove guardarsi

sempre intorno, a ogni fiato –

sempre, cioè, precedendo, almeno

di poco, la passione.

Chiave o serratura

La puzza di morte mica è detto.

E tutta la strada a piedi senza incontrare

assassini bendisposti, è un miracolo.

Dovrò rivedere i calcoli, passaggio

per passaggio, dubitare dell’argomento

che persuade, come fuori dalla finestra

la faccia rappresa. Ma se l’ombra poi

non è materia, cos’è?

Se non so il nome

Se non so il nome, non posso permettermi neanche

la forma. Peggio che andar di notte, poi, è aggirare

l’ostacolo appoggiandomi al concetto. Così, credo

mi tocchi stare buono ai piedi del mio spavento,

per arroventare almeno i margini dell’ombra.

Ho fatto come se niente fosse e sono tornato

Ho fatto come se niente fosse e sono tornato.

Mica facile, nel transito, zittire le mie

obiezioni collaudate.

E i piedi sono stati più veloci del riflesso.

Il gioco di parole manifesta

Il gioco di parole manifesta

una ferita della rappresentazione, per cui

il margine rientra o esorbita.

 

(Ai miei piedi, senza alzare

la fronte, apparentemente

è pentimento, con implorazione, in silenzio,

almeno del “non luogo a procedere”.)

Sapere

Sapere, così, su due piedi,

se sia solo la paura

o l’angelo in persona.