Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: piede

La scena

Il basamento che regge la scena ricorda un altare. Il cadavere è adagiato su un fianco in posizione quasi fetale ai piedi di un water. Solo la gamba destra è piegata, la sinistra, invece, si è allungata presumibilmente nella caduta.

Basta non dare ascolto

Basta non dare ascolto, sempre

e comunque, all’usurpatore

del pontificato. La strada

forza la mano, oltre

che il piede, le sirene

delle ambulanze, in particolare,

entrano con comodo

nello spettro delle frequenze.

La prossemica #2

E disse:

“Voglio informarti del contratto che ci lega… – domani, in questa situazione, sarai tu a parlare, adesso no, adesso parlo io e tu stai zitto… – Ah, ciò che ho da dirti non lo reggeresti in piedi, perciò, se proprio vuoi saperlo, ti ho chiesto di rilassarti…”

Fece una pausa e verificò che il respiro dell’uomo fosse regolare e continuò:

“È presto detto, ti dò -“

Escandescenza

Fanculo le stagioni –

fanculo, cioè, l’eterno ritorno di tutto

(e quindi del tema).

 

Fanculo Dada, fanculo i puntelli, i pali, i piedi,

fanculo la sabbia fra i diti

e anche quella fra i denti.

 

Fanculo io e non-io –

fanculo, all’ingrosso, gli opposti.

C’è una serie di trucchi

C’è una serie di trucchi per rassicurare

il soggetto di padroneggiare la situazione.

A piedi nudi nel ghiaccio, intanto, si fa prima.

Mini romanzo. Motore! #139

In piedi, quasi nuda (indossa solo le mutandine), sembra indecisa sul da farsi, esattamente come le è stato chiesto. Ci riesce guardando a terra, le mani appoggiate sui fianchi (coi pollici in avanti), muta, trattenendo il respiro.

Altre domande

Come stupirmi di questa freddezza?

È proprio il caso che faccia l’ingenuo?

Qualche memoria delle lunule

sotto i piedi? E della polvere

di stelle su capelli, spalle e polsini? Tutto

molto bello ma morto – o davvero

partire per Chissadove, con la stessa

arrogante fiducia delle gite fuori porta?

C’è questo angelo nero

C’è questo angelo nero,

da qualche parte, nelle parole

di un poeta, forse,

che tiene le ali conserte

e ti bacia i piedi, se appena

hai il coraggio di lasciarglielo

fare. La sua funzione sacrale

è staccarti da te, dall’immediato, e farti

distante al punto di non temere –

ma proprio, veh, per carenza di oggetto

o tema o campo da gioco.

Non sono qua che aspetto un passaggio

Non sono qua che aspetto un passaggio,

piuttosto, direi

che mi muovo fra macerie care.

 

Chiamalo pure “vizio dell’indugio”,

cosa che tocca

sempre al piede in due scarpe.

 

Leggerezza e sottovalutazione

dei sintomi

stimolano renitenza e diserzione.

 

Volentieri si annega nell’inconcludenza

wagneriana,

ogni dettaglio incarcerato e corazzato.