Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: pezzo

Alla poesia

Alla poesia,

la cronaca serve sia

come spettacolare

trampolino per l’universale,

sia come coloritura

sensista bruta.

 

Altra cosa è usarne

fatta a pezzi, gettata

lì, tipo vaticinio.

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Altri

Altri tempi, altri orizzonti,

altri inseguimenti, altri agguati,

altri ospiti, altri pezzi, altri

sassi, altre foglie d’erba.

M.

Mi devo un pezzo sulla m. – un tema

che voglio smettere

di toccare in limine –

uno scandalo, sì, ma gnoseologico

(perciò, nel titolo,

è puntata e senza articolo).

In questo pezzetto

In questo pezzetto, niente versi, ho bisogno di rifiatare, ogni tanto, in prosa. Ho bisogno, cioè, di lasciar correre, di non interrompere, di fregarmene, per stare solo a vedere.

Se tutto è a pezzi

Se tutto è a pezzi,

non resta che la dura

via del puzzle.

È strano

È strano, forse – non dico

“necessario” -, che uno

che abbia un così serrato

corpo a corpo, faccia poi

a pezzi, nonchalant,

ovvero senza

sottolinearlo, la sintassi

e, in generale, il connect?

 

Inerzia

Da qualche parte doveva esserci ancora dell’inchiostro subacqueo, garantito waterproof.

 

Premesso che perfino nell’Iliade o in Madame Bovary o nei Demòni ci sono passaggi errati o proprio brutti (io però non saprei citarne), nel frammento estratto dal romanzo di Laura Pugno, Sirene, Einaudi, 2007, p. 95, due parole, le ultime, sono visibilmente eccedenti, cioè superflue.

Explicit: se è “inchiostro subacqueo”, scommetto cento euro contro un dollaro bucato che il requisito minimo è essere ” waterproof “. Si può anche ravanare sulla causa dell’errore – per me, colpevole è sempre l’inerzia.

Non il pezzo in sè

Non il pezzo in sè, mi sembra,

ma la sua relazione – potrebbero

essere, per dire, la Passacaglia

di Webern o i quartetti per archi,

in-

differente-

mente, di Debussy

o Ravel – e il mondo, ecco,

resta in piedicome proprio

non ci si aspetterebbe.

Di qua e di là

Di qua, io

sempre lì a figurarmi la catastrofe in atto;

di là, io che invece

faccio a pezzi, diligente, la ratio

di qualsivoglia giudizio.

Che ci vuole?

Che ci vuole – pensa –, qualche soldo e un po’ di email.

L’importante – pensa – è decidersi.

La prima cosa – pensa – è un abboccamento.

Materiale – pensa – ne ho.

C’è – riepiloga – lo scarafaggio, il Fetonte, la gallina e, ancora da montare, il Gesù surfer.

Come briciole – pensa – due bucce, forse tre.

Certo – pensa – avrei il quadruplo dei pezzi, se fosse già una retrospettiva.

…Ma – pensa – anche il triplo di monnezza.