Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: personaggio

Il populista

(Questa cosa me l’ha ispirata un articolo, letto su doppiozero.com, di Rocco Ronchi, in cui si propone di leggere il populismo a partire dal suo inconscio (=metafisica), espresso, nella sua forma più matura, dal personaggio  di Memorie del sottosuolo di Dostoevskij. Ho dunque ripreso in mano le Memorie – e sono rimasto di stucco. Sì, il personaggio di Dostoevskij è proprio l’io del web, così orgoglioso della sua identità da fregarsene bellamente di ogni rispetto e precedenza. Nella sostanza, il pezzo è una riscrittura.)

 

Chi se ne frega se due più due fa quattro! Se non mi piace, chi se ne frega! Chi se ne frega della verità scientifica! Non mi piace la verità scientifica! Oh, gente, io sono io! Se qualcosa non mi piace, non mi piace – e quello che soprattutto non mi piace è che qualcuno o qualcosa mi dica qual è il giusto per me! Decido io, per me, il giusto! Se voglio, pensa, decido perfino, guarda un po’, che due più due fa cinque o tre!

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Riassunto di “Sotto il vulcano”

Quattro personaggi, tre maschi e una femmina; la femmina è stata con tutti e tre ma ama uno solo, il più problematico.

Appunto drammaturgico

Dati n personaggi sulla stessa scena, escludere che interagiscano. Durata 3 ore.

Mini romanzo. Successe qualcosa #180

Successe qualcosa, qualcosa di veramente importante per i personaggi, tipo che una o uno non capì, se la prese, fece una scenata, una strage, scappò e volle raggiungere un certo deserto ma finì in bocca a quella del formaggio.

La forma-personaggio

La forma-personaggio, nel caso

della collisione di masse ingenti (sic)

di follia, non torna

utile (…a meno, si capisce, di trarre,

come Primo Levi, personaggi

dagli elementi della Tavola).

Personaggio

Mi guardo intorno – sì, come, prima o dopo,

un qualunque personaggio di romanzo – e non vedo temi.

È finita, non posso più continuare a credere

di fare a fette il mondo (chiamarla polverizzazione, poi,

o liquefazione, è disperatamente insufficiente).

È bello, però, no?, che nelle mie parole non ci sia

più neanche un grammo di realtà.

Storia di un contrasto

Una pantomima di almeno

due personaggi,

che non sanno fare meccanismo.

 

Si esibiscono in diverse configurazioni

ginniche a corpo libero, ma niente, falliscono

come se gli piacesse.

Non mi convince la cattiva strada

Non mi convince la cattiva strada

del personaggio (normalmente

sgangherato dell’eloquio):

è una finzione imbarazzante

e perfino infida – meglio, forse,

svuotare il palcoscenico, dopo tutto,

anche della sua presenza,

e lasciar fare soltanto… –

insomma, basta incertezze spinte.

Atto unico, in una breve battuta e una bellissima canzone

(Buio. Illuminazione zenitale di un attore nudo al centro del palcoscenico, a 6-7 metri dal proscenio.)

Personaggio: Non so davvero cosa dire, sono giorni in cui mi sembra quasi di rimpiangere il mio dolore, è una specie di dubbiosa benaccia, credo…

(Buio. Musica: My House, di Lou Reed.)

Personaggi di una scena

Personaggi di una scena

in cui non succede niente, un de-

mansionamento a tutti

gli effetti – e schizzi

di fango ma anche, perché no?,

di cacca, come ovvio

risultato della folle

cavalcata attraverso

la brughiera murata dalla nebbia.