Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: personaggio

La forma-personaggio

La forma-personaggio, nel caso

della collisione di masse ingenti (sic)

di follia, non torna

utile (…a meno, si capisce, di trarre,

come Primo Levi, personaggi

dagli elementi della Tavola).

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Personaggio

Mi guardo intorno – sì, come, prima o dopo,

un qualunque personaggio di romanzo – e non vedo temi.

È finita, non posso più continuare a credere

di fare a fette il mondo (chiamarla polverizzazione, poi,

o liquefazione, è disperatamente insufficiente).

È bello, però, no?, che nelle mie parole non ci sia

più neanche un grammo di realtà.

Storia di un contrasto

Una pantomima di almeno

due personaggi,

che non sanno fare meccanismo.

 

Si esibiscono in diverse configurazioni

ginniche a corpo libero, ma niente, falliscono

come se gli piacesse.

Non mi convince la cattiva strada

Non mi convince la cattiva strada

del personaggio (normalmente

sgangherato dell’eloquio):

è una finzione imbarazzante

e perfino infida – meglio, forse,

svuotare il palcoscenico, dopo tutto,

anche della sua presenza,

e lasciar fare soltanto… –

insomma, basta incertezze spinte.

Atto unico, in una breve battuta e una bellissima canzone

(Buio. Illuminazione zenitale di un attore nudo al centro del palcoscenico, a 6-7 metri dal proscenio.)

Personaggio: Non so davvero cosa dire, sono giorni in cui mi sembra quasi di rimpiangere il mio dolore, è una specie di dubbiosa benaccia, credo…

(Buio. Musica: My House, di Lou Reed.)

Personaggi di una scena

Personaggi di una scena

in cui non succede niente, un de-

mansionamento a tutti

gli effetti – e schizzi

di fango ma anche, perché no?,

di cacca, come ovvio

risultato della folle

cavalcata attraverso

la brughiera murata dalla nebbia.

Il politico e il letterario

Il soggetto politico PD aspira, è evidente ormai da un po’, a uno status di personaggio dostoevskijano.

Mini romanzo. Tre #148

Figuratevi, erano in tre: il Personaggio, la Morte e il Narratore.

Basta cielo

Basta cielo, basta sole, basta nuvole, basta alberi, basta terra, basta acqua, basta vento.

Si può immaginare in forma drammaturgica, come una scena in cui

un personaggio, con le mani avanti e i palmi rivolti all’insù, dice:

 

Ecco, questo è qualcosa.

 

(Il personaggio chiede forse di leggere il mondo nell’ombra portata?)