Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: pensiero

Volentieri

Volentieri penso all’enorme distanza che passa fra la persona e il suo cadavere, se la morte è uno scacco solo per il pensiero e la realtà è solo un’intermittenza.

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Un certo libro

Certe volte mi aspetto molto da un certo libro – non che mi risolva la vita, questo no, ma che mi chiarisca una certa idea, un certo pensiero, una certa cosa, sì.

Bozza di manifesto sulla comprensione #1

Per farsi capire davvero, bisogna per principio schivare il solo pensiero. La comprensione, cioè, si fonda sul lavoro commovente del mittente – per cui, cioè, è offerta. Molto poco, infatti, si ricorda che la comprensione, in ogni espressione, è, appunto, offerta.

Dal lato del destinatario, la dinamica è caotica, con morti e feriti differiti. Si pensi, per esempio, a un gregge in un pascolo di comprensioni.

Mi dice

Mi dice: “Scusa eh, ma se hai di questi pensieri…”, faccio una smorfia, “… se partorisci queste cazzo di associazioni, ok?, be’, chi se ne frega! Io ti ascolto per due motivi, perché mi diverto e perché ti voglio bene, ma gli altri? Quanti credi ce ne siano? I soliti 25?… Sai, però, che un po’ mi deludi?”

A questo mio cugino

A questo mio cugino, qualche volta,

vengono pensieri positivi inattesi –

 

che poi sono solo illusioni mascherate

da proposte di lavoro irrefutabili –

 

tipo fare niente o inghiottire singhiozzi

o amare e basta – e tutto

 

sotto stretto controllo medico.

Domani non è diverso

– ma certo non sarà stato il pensiero

del francese il 15 luglio 1789

o dell’italiano il 26 aprile 1945

o del tedesco il 10 novembre 1989.

Così onesto

Così onesto da ammettere che chiunque può farsi abbagliare dal proprio pensiero e non vedere.

Quello che non si capisce

Quello che non si capisce

è quello che non va,

perché quello che va, invece,

è così chiaro che sembra

spiegarsi da sè. È forse

un’onestà essenziale

che inchioda il pensiero,

vietandogli di rubricare

un caso infausto come

caso e basta?

Il ricordo acceca

Il ricordo acceca,

inutile aspettare la notte,

una nuvola di lepidotteri

smazza i pensieri.

 

Poi abbiamo pazientato,

ci ricordiamo, ma è subito

finita, con un motto

di spirito, lì, fra i piedi.

 

Impossibile, adesso,

contare

i movimenti. Un grano

dopo l’altro, infatti.

Dal buio dell’essere

La democrazia, formalmente, consiste nella regola che “uno vale uno” (…già sentito?).

Sostanzialmente, però, il suo principio è la libertà di pensiero, che, si capisce, include l’interpretazione (…il pensiero è forse altro?) che la qualsivoglia maggioranza vincitrice di elezioni politiche (per esempio) sia una sommatoria (dato l'”uno vale uno”) d’imbecilli.

E anche costui parlerebbe, come ogni altro suo interpretante pari, dal buio dell’essere.