Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: paura

La massa

Strano sarebbe

se così non fosse, con tutto,

paura e moccio. Come, se no,

spiegare allo zombie

la massa di bestia

e di follia? Vecchie conoscenze –

come sognare di tagliare:

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Passione e consuetudine

Aver paura è passione ma anche molto consuetudine.

[poesia] Sulle Elezioni Politiche Italiane del 4 marzo 2018

Votare è importante, se no,

basta!, basta!, giocare.

 

La politica, ovvero,

l’organizzazione formale dell’insieme,

in verità, può fare poco

per il comfort esistenziale.

 

(La politica, cioè, non ti assicura

l’eternità, perché, semplicemente,

non è cosa sua.)

 

Unico tabù, non fare paura – per fare

paura, usare, per cortesia, solo

la letteratura.

C’è posta. Attenzione #13

Car* ***,

attenzione (mi riferisco naturalmente a quanto sappiamo entrambi), non ti faccio un favore avvisandoti, anzi, aspèttati solo notti bianche per la nausea. Per questo, ti scongiuro, non credermi.

Illazione

L’italiano old style, che è ancora la stragrande maggioranza dell’elettorato, non ha un buon feeling con l’idea di Riforma – per la verità, della Riforma, l’italiano ha proprio inconsciamente paura (perciò ha bocciato il Referendum di Renzi, il tentativo più pericoloso, dal suo punto di vista, di revisione delle consuetudini).

Così, è abbastanza strano quello che succederà con la vittoria del M5S.

Traduco: essendo la vittoria di Grillo un messaggio contro il sistema dei partiti, se ne deduce che le liberalizzazioni (taxi, tabaccherie, farmacie), per esempio, sarebbero un suo cavallo di battaglia obbligato (sic), che tuttavia (ecco l’illazione) lo seppellirà, qualora se ne facesse carico, perché nessuna delle corporazioni cederà di un millimetro…

Nell’Italia contemporanea, come peraltro fin da quella del secondo dopoguerra, vince chi sembra cambiare veramente per non cambiare veramente.

Il peso della forma

Cerco di limitare la mia libertà,

anche con regole alla cazzo, se occorre,

non mi sopporto indipendente, forse

ho paura di perdere la forma, ovvero

di prendere quella del mondo.

Atterrato

Anche a rischio di fare-diario, devo

registrarlo: sono atterrato.

 

Predicato che può valere come:

ho toccato terra, ovvero, sono ko.

 

La variabile è la paura: se finisce,

ho toccato terra (sano e salvo), se invece

 

comincia, sono ko.

L’idea è rintracciare la paura

L’idea è rintracciare la paura

dovunque s’infili e si nasconda,

scovarla, metterla in formalina

e delimitare la scena con lo scotch.

L’enfasi

D’accordo, l’enfasi serve a sottolineare

il valore di un’affermazione, ma, a sua volta,

a cosa serve sottolineare? A noi moderni,

così scafati e maligni, viene di fare almeno

tre svelte ipotesi psicologiche: la paura

che il destinatario dell’affermazione non abbia capito,

la paura di non essersi spiegati

e, più grande di tutte, la paura

che l’affermazione non sia vera.

Rodeo di riflessi

Forse l’unico modo per allungare sulla Follia

è smettere le stampelle che illudono di stare eretti.

Molto meglio insomma un rodeo di riflessi

che muova il pavimento, le pareti, il soffitto

e per la prima volta nella vita, finalmente, accenda

la paura di impazzire. Dieteticamente, allora, largo

ai paradossi, spiagge tanto esotiche quanto poco

tattili, dove rumina e rosica la risacca gnoseologica.

Si, l’unico modo, forse, è impazzire per davvero.

(Anche solo dubitare di equivocare

rende necessario spendere due parole.)