Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: paura

Ogni parola che registro

Ogni parola che registro

è una confutazione

della verità –

 

PAURA

della nudità

della pura vita.

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Same as it ever was

Basta incredulità

ma anche cre-

dulità. Crolla

l’epica, niente

più storie

(di paura, fra l’altro)

(e d’amore).

Insomma, è difficile

combinare

Eternità e Secolo.

Mai dubitato d’essermi perduto

Mai dubitato d’essermi perduto,

la mia paura, piuttosto, è farmi

dei problemi, fosse pure in funzione

ausiliaria. Preferirei, insomma,

rompermi i calcagni, sempre per ragioni

di etichetta, puntellando il soma

su ciottoli poco o niente levigati.

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa, cioè di sopravvivenza. Il problema cruciale e paradossale, nel tempo della Globalizzazione, è che, di stranieri a tutti gli effetti, non c’è n’è più. Se il vero straniero è quel soggetto di cui non sai niente e da cui puoi aspettarti di tutto, oggi, sorry, il vero straniero è una chimera. Nei fatti, nell’esperienza, il cosiddetto “straniero” è, caso per caso (e volentieri etnia per etnia), solo una combinazione di nozioni elementari e luoghi comuni, di vaneggiamenti culturali e vigliaccherie politiche.

Scrivere per far soldi (incipit)

Non ho più tempo, diversi indizi me lo confermano. La coop di servizi bibliotecari per cui lavoro sta andando in malora per i debiti e perde, uno dopo l’altro, appalti storici. Ho sessant’anni e ho paura, perché, dei gigli di Gesù Cristo, a me, non frega un cazzo. Mi cago talmente addosso, insomma, che, a questo punto, l’unico rimedio che mi viene in mente è scrivere un romanzo di suc-cesso (pardon).

Sicurezza sociale

La spettacolare vittoria di S. (ovvero del titolare del Ministero dell’Interno, ovvero del “Capitano”) e della Lega Nazionale, vista come cartina di tornasole del sentimento d’insicurezza dei cittadini italiani, è un messaggio molto chiaro, forte e importante. Qui insomma non si tratta più di prendersela con chi fa politica rimestando nella paura, ma di prestare attenzione ai troppi che hanno abbastanza paura da votare i furbi che nella paura rimestano. La paura dello straniero è solo una (la più facile da agitare) delle tante paure di un generale Sistema di Insicurezza, che include anche il lavoro, l’istruzione, la salute, la vita privata. Anche la Sinistra deve, a questo punto, riconoscere la gravità estrema del momento e fare, della sicurezza sociale, il filo rosso del suo programma.

Dentro la domenica di Pasqua

Dentro la domenica di Pasqua

ci sta tutto quello che ci deve

stare (sarà un caso? sarà

come sempre?): il sole, il sangue,

il canto degli uccelli, il bouquet di petrolio,

le venature del presente stretto,

la pletora dei soggetti

che ci credono senza paura

e adeguano a questa loro debolezza

lo stile di vita, e poi

la terra grassa, la terra magra,

la polvere posata, la polvere in sospensione,

la fatale lacuna (già, essa pure) –

 

Devo continuare?

E, se si, quanto?

Mettiamo un limite comodo,

se non proprio ampio?

Facciamo la metà

della vita umana media

di oggi, che è circa 85?

…Troppo, eh? (La cartografia

1 : 1, infatti, è un insopportabile

ma testardo imbarazzo

teoretico.)

5 periodi

La compassione è una maschera della paura.

Se il sentimento non è utile, allora è una complicazione.

Il riconoscimento è il prodotto di un funambolismo.

Anche la paura, dunque, può essere utile oppure solo una complicazione.

Ciò che non fa bene sembra avere due chance: 1) fare male, 2) fare niente.

C’è posta. Lettere russe #36

Incontrerai un certo Forlì Fiordèo (italiano poliglotta, ti allego i suoi dati), gli darai copia della cosa, il giorno dopo vi rivedrete e registrerai e mi trasmetterai la sua proposta. La paura mi mangia l’anima.

Sapere

Sapere, così, su due piedi,

se sia solo la paura

o l’angelo in persona.