Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: paura

C’è posta #28

Car* car* car* amic*,

quanto vorrei che fossi qui a sopire, con la tua voce, la mia paura! Purtroppo, devo invece accontentarmi di ubriacarmi… Trova, ti prego, trova un po’ di tempo (poco, pochissimo) anche per me! Ma fai presto. I dettagli al vis-à-vis, la sostanza già la sai: faccio sempre più fatica, una fatica immane ormai, a fidarmi – perfino del qualsivoglia punto d’appoggio fisico.

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Nauseart

Alla fine posso dire solo questo:

Ho paura.

 

Perché aggiungere altro?

Solo per mentire?

 

Certo, sarebbe arte –

ma l’arte, ormai, anche

 

nelle sue manifestazioni

più socialpopcheap, sembra

 

così una nausea.

La sentinella

Chi fa politica con la paura ha la vocazione della sentinella.

Consiglio di lettura: Il deserto dei tartari.

Paura

Vedere come anche l’arte, e in particolare il cinema e la letteratura, fanno paura.

Quello che fa paura

Quello che fa paura

è che il soggetto senta

qualcosa senza

validarla – che la cosa,

benché crudele o solo

stupida, valga

sempre, mira-

colosamente, l’impresa.

 

Settant’anni fa

Settant’anni fa, finita la guerra, la paura sembrava alle spalle e l’ordine del giorno era dimenticare e ricominciare. Ma non fu una vera liberazione, perché la paura, poi, risorse e si applicò all’impresa (si rischiava non più di morire ma di fallire).

Saviano vs Salvini

Bello il video di Saviano che risponde a Salvini. L’ho visto senza audio, sottotitolato. Due inquadrature: frontale, con S. che guarda in camera, e laterale (per un quarto), con S. che guarda a sinistra. Emozionante quando dice: Io non ho paura di te.

Il Ministro dell’Interno

Il Ministro dell’Interno dà voce a una paura esistenziale aggiornata. Concretamente, traducendo, il Ministro dice:

Eh no! Io ho paura! Eh sì, ho paura! Eccheccazzo, sarò pure libero di avere paura?

E giù povere specificazioni: migranti, rom, etc. – Specificazioni ipocrite, soprattutto, perché la paura è paura di una cosa sola.

Bocconi #5

I reati statisticamente calano ma, politicamente, la paura è la carta buona. Delle due, l’una: o i “poteri forti” (hi-hi) ci nascondono qualcosa, oppure la statistica è poco friendly.

Due finestre

Danno, su ciò che è,

due finestre:

l’assenso e la paura.