Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: parola

Le ultime parole scritte

Le ultime parole scritte

sono censurate. Quello

che precede di poco batte

le ali, in procinto di schiantarsi

su un bernoccolo affiorante.

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Più che la sequenza

Più che la sequenza,

il mucchio

di parole, una sopra

l’altra, come

rifiuti o polvere.

Su certe questioni

Su certe questioni, dopo

che qualcuno ha detto

la parola definitiva,

cioè inchiodata alla siccità

espressiva, bisogna, per un po’,

non tornare più.

Ci sono i “documenti”

Ci sono i “documenti”, infatti,

a provare il qualsivoglia caso,

dal trattato, all’impresa, al fattaccio –

 

Non ci sarebbe modo, in altre

parole, per smarrire olisticamente

l’informazione probante?

Ti farà male

Ti farà male

perfino quello che non respiri.

Non c’è modo,

credo, per escludere connivenze.

Nelle parole, se vuoi,

puoi pure naufragarci, lasciando

che s’incarnino

in sintomi o deliri.

Consolazioni

A tutti quelli che si esprimono (dal poeta-blogger che tronca le parole per rispettare la cadenza, al professore universitario eminente con oltre 500 pubblicazioni in curriculum) tocca il rischio di sparare cazzate.

Possibile e impossibile

Sembra, insieme, possibile

e impossibile

capire

o semplicemente vivere.

Non conta, alla resa, se si fa

o non si fa, conta il vento

che regge l’ala della parola.

Cose oppure parole

Non so se fossero

cose oppure parole, la vista

era viziata

da un velatino seppiato,

nelle capre

brucanti serene

sul pendio, un composto

tentativo di ammuina.

Per svincoli usuali e micidiali

Transito per svincoli

usuali e micidiali.

 

Un armistizio non dichiarato, uno stato

di fatto, forse, passato

inosservato quanto basta

per diventare

questo bubbone ignominioso

non più occultabile.

La sua funzione è la sorpresa

che procura ai giusti.

 

Breve ricognizione, dopo qualche

giorno di riposo (forse) – tutto

come prima, come qualche

minuto o ora fa, le cose

serie rinviate

(finché alla fine, pun-

tualmente, cadranno

in date sbagliate).

 

(Uno scrollarsi, insomma,

le parole di dosso.)

Le parole giuste

Non ci sono mai

le parole giuste,

non diciamo enormità,

se proprio ci sono

(eccome se ci sono!)

le parole efficaci –

e fra giusto

e efficace ce ne passa.