Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: occhio

Mini romanzo. Caro Gregor #152

Si sveglia all’alba, dopo un sonno inquieto, e quando apre gli occhi vede le ali che gli cascano fuori dal letto, una per parte. Guarda il grande orologio sulla parete di fronte e si sente vinto – perfino le ali, quanto gli pesano adesso!

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Il ciglio

Il ciglio (non quello

dell’occhio ma del sentiero

o della strada) che si fa largo

fra i diti (piede) è una specie

di avanguardia

della Terra in persona.

x per x

misura per misura

occhio per occhio

 

dente per dente

l’arte per l’arte

 

dire per dire

fare per fare

 

baciare per baciare

Volàno

Volàno è un toponimo ma, ormai, anche il nome del nuovo cucciolo (a occhio, di quattro mesi, avendo come riferimento Grisou che ne ha tre) – che, appunto, da Volàno, ovvero da una colonia felina censita e certificata, viene.

Seguirà, forse, un racconto del prelevamento e della traslazione.

Alla tristezza

Alla tristezza, bisogna essere educati,

se non si vuole, alla prima occasione buona,

vedere il mondo con occhi nuovi.

Uno

Ci fu uno, il secolo scorso, in Italia, che, conseguita la licenza elementare, cominciò subito a lavorare. Divenuto maggiorenne, pensò che, già che c’era, poteva anche andare lontano e, nel tempo, firmò diversi contratti per l’Africa e l’Asia, perché sapeva aggiustare le enormi macchine per il movimento terra delle grandi opere. Maturata la pensione a sessant’anni, ne visse altri dieci. Morì con la stessa nonchalance con cui aveva vissuto: disse che sentiva acqua nella pancia, venne ricoverato, erano i polmoni, in una settimana tolse il disturbo. Io fui testimone del momento fatale: aveva gli occhi chiusi, era scavato, una respirazione disordinata lo sommuoveva – finché, fatalmente, passò qualche secondo di troppo dall’ultimo respiro. Staccai la schiena dalla sedia… Sì, aveva smesso. Quando ne presi atto, quando, cioè, fui nello stato d’animo più vulnerabile, all’improvviso, orrendamente, l’uomo raschiò da profondità inenarrabili l’ultimissima aria e, espirando, abbandonò il mento sullo sterno.

Editor #23

Amos Garphino non sa più dov’è, non riesce a aprire gli occhi e muove braccia e gambe disordinatamente ma non convulsamente. In ogni modo appoggio sul duro, pensa, cercando di farsi bastare le prime impressioni… – nelle orecchie, però, un’eco di risacca lo imbarazza come una buona obiezione.

È un debito di tenerezza

È un debito di tenerezza

e in ogni modo non si può contare.

Chi, in merito, più di un Tom Sawyer,

per esempio, o di un giovane Tanner?

L’occhio cade per istinto sul ciglio

della strada, fruga con piacere,

ma senza strappare, nelle aree

di risulta… Sì, un quadro

che potrebbe generare

vita – ah,

questa inerzia cospicua.

Arco

Una vita, un traffico, un inferno,

che sembra d’essere in alta stagione,

tutti in scena a respirare,

a battere le ali, a drizzare il pelo, a fare

tanto d’occhi, che è anche tanto

un tentativo

di chiudere bottega, magari

tagliando per i prati di aprile, vietato

l’aggettivo, non servirà, forse non deve, come

vanno queste cose, il progresso

dell’umidità, fra

marcimento e marcimento.

 

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P)

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P),

nonostante R passi

per la tana di P.

 

Dolore (D) e P sono allineamenti,

geometrie, nessuno

è mai sicuro di alcunché.

 

…Tanto, comunque, da premere

la punta del piede

e poi il calcagno…

 

R, invece, è la soluzione data –

costante, evidente, chiara, sotto

gli occhi di tutti, una formula tipo:

 

R=ƒ(?)