Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: occhio

Mini romanzo. Quello che resta #162

Di quello che resta – dice, senza aprire bocca, solo con gli occhi -, poco resterà.

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Non ci impressiona

Non ci impressiona, come invece

dovrebbe, la sequela di péste

impresse all’indietro. Il passato tura

bocche, nasi, occhi e orecchie.

Il buio è senso

Il buio è senso

per l’occhio inconsolabile

preso nel mezzo.

Facce

Le facce di Auden e Giacometti anziani sono le più belle facce senili della poesia moderna.

La faccia più comica, invece, è quella di Joyce.

La faccia di Proust è pari pari la fisionomia della Recherche.

La faccia di Michelstaedter è poco nota ma è quella di una giovane star hollywoodiana ante litteram (muore nel 1913): mascella importante, zigomi alti, occhi neri (…e, per il resto, spalle larghe e bacino stretto e vela e montagna…).

Per gradi

Andiamo per gradi, prima

viene l’orizzonte (uno piatto?),

stringendo dolcemente,

i pascoli finiscono in bocca

e si trascorre con piacere

dal liscio, al chiodo, alla doga,

all’ardesia. Nessuno più

saprebbe dire dove si trova, l’hic

et nunc parrebbero l’ultima

delle cose, visti gli occhi

sbarrati dal muro di lacrime.

Inghilterra #2

Dei due reali, è rimasto solo l’uomo, che ora è appoggiato al bordo di una fontana, tiene gli occhi chiusi e sembra soffrire dei postumi di una ciucca; io vado su e giù per i gradini della piazza della stazione e non so che cosa fare, M. è sparito e ho pochi soldi.

Meglio metterli in bella vista

Meglio metterli in bella vista,

i peccati –

Perché?

Pari pari, per attenzionarli.

Non bisogna per forza programmare

Non bisogna per forza programmare

troppo lunghe vacanze,

anzi, forse,

non esserci, se non proprio

l’ultimo dei problemi,

è almeno dei secondari.

 

Potremmo fare

per mercoledì? Sempre che sia tutto

come prima? Penso

io a visti e biglietti, qualcuno, invece,

si occupi del rendering e pompi

l’illusione in quanto oggetto sociale.

 

L’anonimo ricordo è quello

di una sera in un paese di frontiera –

nell’unico

saloon, i soliti sette

o otto, per uno o due stranieri

di passaggio (fortuna? mah).

 

Chi può dire se, così

com’è apparso, veniva anche

da lontano, negli occhi ancora

la sabbia (spiaggia o deserto

è uguale, sorry) ma, all’orizzonte,

la nuance delle nuvole?

Una poesia, per favore

Una poesia, per favore – implora

sottovoce il mendicante,

tenendo gli occhi bassi.

L’interlocutore, un maschio bianco

di sessant’anni, si fruga

nelle tasche dei pantaloni,

si palpa all’altezza del cuore e fa

lo sguardo dispiaciuto.

Anche quella volta #3

Coprendosi la bocca e divergendo la faccia, indicò la lucertola mummificata. La Marechiaro ebbe un lampo negli occhi, prese l’ex-rettile fra pollice e indice, farfugliò uno “Scusami” e andò in cucina. Tornò qualche secondo dopo, si risedette e disse:

“Dicevamo?”