Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: occasione

L’occasione esorbita

L’occasione esorbita, per così dire,

le modalità di celebrazione congruenti

e disponibili. C’è una disparità

evidente e inammissibile, fra risorse

affettive e investimenti

in know-how. Anche senza

previo consenso, tocca di fare (una volta?

Eh, magari!) scena muta.

 

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Cose a parte

Non dirmi: “Te l’avevo detto”,

ché lo so, ché forse c’è

una ragione (e trema), se ho ignorato

la tua premura.

 

Non mi resterà, alla prossima occasione,

che contare le margherite, prima

di rasare il prato,

per non stare in pace.

 

Anni ho bruciato sotto il cielo

del tempo libero, ma è difficile,

pasticciando col linguaggio,

produrre ancora del mistero.

 

Lo scoiattolo non si è più visto, confermi? –

deplorevole, insomma, che sia caduto,

una volta, quella sola, come un fesso,

nella rete del tuo sguardo.

Sempre in debito di varianti

Sempre in debito di varianti,

sempre quelle le occasioni – strano

che l’amore non ci lasci finalmente

senza fiato e caramelle.

Finché sembrò

Finché sembrò

che la poesia d’occasione

fosse un genere – ma ora?, che tutto

è occasione?!… Nooo, non dirmi! Sarà

davveroipso facto, anche tutto…

poesia?!

Un treno è un treno è un treno è un treno è un treno

Un treno è un treno è un treno è un treno è un treno –

 

La realtà è così stipata di tautologie

impenetrabili ma abrasive e taglienti

che, girarci intorno, pur con tutta

la prudenza possibile, è pericolosissimo.

La carne, al minimo contatto, trabocca

di sangue nero – perfino l’attrito, dato

per certo, è una fola, una festa

senza ospiti, una tavolata

di occasioni perse.

La prima volta

Oggi, 19 dicembre, è la prima volta che penso all’abituale poesia per la fine dell’anno. Il 31 dicembre, infatti, per me (chissà perché), è una delle poche occasioni che ancora reggono la spocchia poetica (contrariamente, cioè, p. es., alle stagioni e ai compleanni).

Se uno attende al linguaggio verbale

Se uno attende al linguaggio verbale,

ecco che incontrando cose come “offerta

imperdibile” o “occasione memorabile”

 

Se poi uno inciampa malauguratamente

nel dettaglio sottostimato, ecco

che affondando nell’agnizione

 

Se infine uno si ferma e, dove sta,

sta, così ricreandosi all’insaputa

del Mondo e perciò facendo, ecco

Domanda:

Tu, mon semblable, non frère,

sei forse fatto di biografia?

Ovvero di caso e occasione?

Quello che sei, cioè, sarebbe,

forse, una tua stretta attualità?

Metti il caso

Metti il caso che il qualsivoglia individuo senza scopo o disperato si suicidi. Metti il caso, cioè, che a un tratto si registri un’impennata di morti volontarie e si scopra che i disgraziati sono stati tutti, appunto, senza scopo o disperati – sarebbe, no?, un riconoscimento.

Gratitudine

Sarò mai abbastanza grato

a quell’occasione

in cui capisco che non vado

da nessuna parte?