Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: notte

Tempo di faticare il respiro

Tempo di faticare il respiro

anche facendo quattro passi in piano? –

Le domande sono come funghi, spuntano

dopo trascorsi umidi, ovvero pomeriggi

di reclusione dietro la finestra aperta

sul corso vuoto. È notte fonda, il che

spiegherebbe tutto, il fantasma

ha infatti quell’aura

verdognola da extraterrestre.

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C’è posta. Attenzione #13

Car* ***,

attenzione (mi riferisco naturalmente a quanto sappiamo entrambi), non ti faccio un favore avvisandoti, anzi, aspèttati solo notti bianche per la nausea. Per questo, ti scongiuro, non credermi.

È grave che non balli più

È grave che non balli più –

diciamo da mesi?

In compenso, i ricci

stanno bene, attingono

alla ciotola dei gatti

tutte le notti, anche

se noi non li vediamo.

Il sogno

C’è chi parte dal dato di fatto

e chi, invece, da un paradigma.

 

Un innocuo bivio:

o di qua o di là.

 

Si sarebbe potuto camminare per tutta

la notte, incespicando.

 

Il ricordo o il presentimento

di animali notturni a frotte assorda.

Chi elencava a alta voce

Chi elencava a alta voce

gli animali estivi e chi

quelli invernali.

 

Notti precoci, albe tarde,

non più di un interstizio

in cui insinuarsi.

Palude e personaggio

Come un’onorificenza,

il personaggio è conferito

a una scena palustre notturna

immersa nella nebbia. È prevista,

col fontanile, una catarsi superumana

(penso, per esempio, a una certa

tavola di Gipi) (ma lì, penso anche,

non è notte e non c’è la nebbia, è solo

palude e personaggio).

 

Quelli che

Quelli che

aspettano la notte, dal gufo

al ladro – in ordine evolutivo.

Sembra (4/4)

Di sentire sempre le grida –

carnefici e vittime…

 

Di gustare il suo sapore in ogni cosa –

tisana o pasticcino…

 

Di tornare e il giorno dopo

ripartire per ripartire…

 

Di aver dimenticato, per avere, sopra-

pensiero, fatto notte…

I dubbi hanno sotterrato

I dubbi hanno sotterrato

il vomito e la cacca.

Il piccolo cimitero di notte,

con la nebbia precisa precisa,

tanto l’assicurazione copre tutto,

sicché tutto ci sta e la famiglia

vincerà disfacendosi.

Mini romanzo. L’unico orizzonte visibile #92

L’unico orizzonte visibile – diceva, quasi urlando – non è forse la notte prossima ventura?

Aveva la grande abilità d’inchiodare sul punto, non parlava più, sicuro di aver scosso l’interlocutore con la parola e col timbro.