Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: notte

Mi basterebbe pentirmi e tornare

Mi basterebbe pentirmi e tornare

sui miei passi, per vomitare, sempre

a piccoli fiotti, una quantità

di familiari fregnacce.

 

Ah, che tentazione tirare in ballo

le rose a febbraio o cucinare

una pasta alle quattro di notte,

dopo che il vento è calato.

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Se non so il nome

Se non so il nome, non posso permettermi neanche

la forma. Peggio che andar di notte, poi, è aggirare

l’ostacolo appoggiandomi al concetto. Così, credo

mi tocchi stare buono ai piedi del mio spavento,

per arroventare almeno i margini dell’ombra.

Addirittura complimentarsi mentalmente

Addirittura complimentarsi mentalmente

con sè stessi e commuoversi, per la forza

della vocazione – più che un’abitudine,

una regola – e, più ancora, un fiore di notte.

Vuol dire che è finita

Vuol dire che è finita, sarà anche uno sbaglio dell’addetto-stampa ma le volpi non mancano, la notte, quando più piace loro gridare e giustificare, senza sapere, l’insonnia del nevrotico.

Il ricordo acceca

Il ricordo acceca,

inutile aspettare la notte,

una nuvola di lepidotteri

smazza i pensieri.

 

Poi abbiamo pazientato,

ci ricordiamo, ma è subito

finita, con un motto

di spirito, lì, fra i piedi.

 

Impossibile, adesso,

contare

i movimenti. Un grano

dopo l’altro, infatti.

Le volpi

Le volpi, ogni tanto.

Sì, di notte – si divertono, credo

(gridano!)…

anzi, spero – sorry, non so.

C’è posta #20

Car*,

ho ritardato così tanto a risponderti che, la notte appena trascorsa (sono le 5.05), l’ho passata in bianco. Ma ecco, adesso che finalmente lo sto facendo, mannaggia, mi accorgo che queste parole sono in più, che ti ho già liquidat* col mio sbigottimento, credo.

Cosa occorre per fare alcunché

Certo, se si tratta di capire cosa occorre,

cosa occorre per fare alcunché,

si può anche equivocare su molta

della Domanda spacciata dalla Tendenza –

dopo, si capisce, una congrua

ricerca di mercato, almeno

per dormire la notte, avendo salvato.

 

C’è posta #17

[senza intestazione]

Eppure avevo altro da dirti, e con urgenza, là, sul ponte che unisce le nostre rive, quella notte sotto le comete. Non ce l’ho fatta, credo, per gentilezza… era terrore, invece, il mio, di non ricevere risposta. Tutto è finito col naufragio.

Tempo di faticare il respiro

Tempo di faticare il respiro

anche facendo quattro passi in piano? –

Le domande sono come funghi, spuntano

dopo trascorsi umidi, ovvero pomeriggi

di reclusione dietro la finestra aperta

sul corso vuoto. È notte fonda, il che

spiegherebbe tutto, il fantasma

ha infatti quell’aura

verdognola da extraterrestre.