Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: notte

C’è posta #20

Car*,

ho ritardato così tanto a risponderti che, la notte appena trascorsa (sono le 5.05), l’ho passata in bianco. Ma ecco, adesso che finalmente lo sto facendo, mannaggia, mi accorgo che queste parole sono in più, che ti ho già liquidat* col mio sbigottimento, credo.

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Cosa occorre per fare alcunché

Certo, se si tratta di capire cosa occorre,

cosa occorre per fare alcunché,

si può anche equivocare su molta

della Domanda spacciata dalla Tendenza –

dopo, si capisce, una congrua

ricerca di mercato, almeno

per dormire la notte, avendo salvato.

 

C’è posta #17

[senza intestazione]

Eppure avevo altro da dirti, e con urgenza, là, sul ponte che unisce le nostre rive, quella notte sotto le comete. Non ce l’ho fatta, credo, per gentilezza… era terrore, invece, il mio, di non ricevere risposta. Tutto è finito col naufragio.

Tempo di faticare il respiro

Tempo di faticare il respiro

anche facendo quattro passi in piano? –

Le domande sono come funghi, spuntano

dopo trascorsi umidi, ovvero pomeriggi

di reclusione dietro la finestra aperta

sul corso vuoto. È notte fonda, il che

spiegherebbe tutto, il fantasma

ha infatti quell’aura

verdognola da extraterrestre.

C’è posta. Attenzione #13

Car* ***,

attenzione (mi riferisco naturalmente a quanto sappiamo entrambi), non ti faccio un favore avvisandoti, anzi, aspèttati solo notti bianche per la nausea. Per questo, ti scongiuro, non credermi.

È grave che non balli più

È grave che non balli più –

diciamo da mesi?

In compenso, i ricci

stanno bene, attingono

alla ciotola dei gatti

tutte le notti, anche

se noi non li vediamo.

Il sogno

C’è chi parte dal dato di fatto

e chi, invece, da un paradigma.

 

Un innocuo bivio:

o di qua o di là.

 

Si sarebbe potuto camminare per tutta

la notte, incespicando.

 

Il ricordo o il presentimento

di animali notturni a frotte assorda.

Chi elencava a alta voce

Chi elencava a alta voce

gli animali estivi e chi

quelli invernali.

 

Notti precoci, albe tarde,

non più di un interstizio

in cui insinuarsi.

Palude e personaggio

Come un’onorificenza,

il personaggio è conferito

a una scena palustre notturna

immersa nella nebbia. È prevista,

col fontanile, una catarsi superumana

(penso, per esempio, a una certa

tavola di Gipi) (ma lì, penso anche,

non è notte e non c’è la nebbia, è solo

palude e personaggio).

 

Quelli che

Quelli che

aspettano la notte, dal gufo

al ladro – in ordine evolutivo.