Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: nome

Cicciovainporta

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Ha avuto il suo nome molto presto, intorno ai due mesi: Cicciovainporta.

Io ho visto subito il muso largo e un modo di “fare” da imbranato.

Oggi, è evidente che controlla male le zampe posteriori e, in generale, ha poco equilibrio.

Ma è vispo, non soffre, solo si stanca prima di un gatto normale.

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Diario del Nuovo Governo

Ieri è stato fatto il nome, benché fuori dai “sacri muri” (nelle dichiarazioni al termine della consultazione, sia Soldatino-Di Maio che Torello-Salvini, hanno detto: Abbiamo fatto il nome).

Oggi, sul conto dell’Avv. Prof. Giuseppe Conte (08/08/1964), fioriscono domande. Voglio allora riferire qui l’indiscrezione di un mio amico pubblicista, che avrebbe sentito, da una zia, sorella maggiore di sua mamma, impiegata nell’Ufficio Approvvigionamento del Parlamento, che il Conte in questione sarebbe in realtà un Ciabattino di Cisternino.

S. Lucia

Sono morto anche, intorno ai 9-10 anni, quando un compagno di giochi (di cui non ricordo né il nome né la faccia) mi ha detto, a bruciapelo, che S. Lucia era la mamma.

Non è successo niente

Non è successo niente –

ti prego, è un gioco.

Vedi, è un’origine dopo l’altra…

e il passato un travestimento…

quasi mancasse solo un nome…

 Il nome giusto – sì, quello

sotto il cuscino, schiacciato

fra orecchio e materasso.

Non ricordo come si chiama la band

Non ricordo come si chiama la band,

né il nome della front-

woman – però, all’improvviso, mi ricordo

il titolo: Don’t speak.

Se la chiamo “abitudine”

Se la chiamo “abitudine”, risolvo? –

 

Non è meglio un set di nomi, più

rispondente a situazioni e casi?

Volàno

Volàno è un toponimo ma, ormai, anche il nome del nuovo cucciolo (a occhio, di quattro mesi, avendo come riferimento Grisou che ne ha tre) – che, appunto, da Volàno, ovvero da una colonia felina censita e certificata, viene.

Seguirà, forse, un racconto del prelevamento e della traslazione.

Democracy in America. Recensione?! #3

Converrebbe usare un altro termine, che so, “spargimento” o “disseminazione”.

Una lingua intradotta

Una lingua intradotta, senza

il suo Champollion, ogni ipotesi al riguardo

è niente di più che un commovente

pasticcio d’empatia. Noi si resta

nel giardino dei nomi

e quella invece rotola

lassù, sul binario di un’orografia

romantica, che stona, cioè, coi criteri correnti

(la sensibilità, legalmente, invoca enfasi e facondia).

 

(Guai a idolatrare il mistero, ne soffre

la presenza di spirito, perché il mistero è nella prosa

quotidiana anche minima e spiccia, roba che si attira

perlopiù i nostri insulti, che si merita volentieri

le nostre sentite performance isteriche.)

Mini romanzo. Mezza romanza #111 #3

I poliziotti erano tre: il piu giovane (28), biondino, basso, tarchiato; il medio (45), moro, sudato, calmo; il vecchio (55), alto, tinto, chic. Tutti e tre con un nome e una biografia.