Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: nome

Se la chiamo “abitudine”

Se la chiamo “abitudine”, risolvo? –

 

Non è meglio un set di nomi, più

rispondente a situazioni e casi?

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Volàno

Volàno è un toponimo ma, ormai, anche il nome del nuovo cucciolo (a occhio, di quattro mesi, avendo come riferimento Grisou che ne ha tre) – che, appunto, da Volàno, ovvero da una colonia felina censita e certificata, viene.

Seguirà, forse, un racconto del prelevamento e della traslazione.

Democracy in America. Recensione?! #3

Converrebbe usare un altro termine, che so, “spargimento” o “disseminazione”.

Una lingua intradotta

Una lingua intradotta, senza

il suo Champollion, ogni ipotesi al riguardo

è niente di più che un commovente

pasticcio d’empatia. Noi si resta

nel giardino dei nomi

e quella invece rotola

lassù, sul binario di un’orografia

romantica, che stona, cioè, coi criteri correnti

(la sensibilità, legalmente, invoca enfasi e facondia).

 

(Guai a idolatrare il mistero, ne soffre

la presenza di spirito, perché il mistero è nella prosa

quotidiana anche minima e spiccia, roba che si attira

perlopiù i nostri insulti, che si merita volentieri

le nostre sentite performance isteriche.)

Mini romanzo. Mezza romanza #111 #3

I poliziotti erano tre: il piu giovane (28), biondino, basso, tarchiato; il medio (45), moro, sudato, calmo; il vecchio (55), alto, tinto, chic. Tutti e tre con un nome e una biografia.

Parecchie di queste

Il nome è sempre un altro nome.

 

Con pazienza, si potrebbero accumulare

parecchie di queste

sentenze eteroclite;

 

il risultato, se buono, potrebbe

perfino procurare

una dolce commozione cognitiva.

La descrizione dovrebbe

La descrizione dovrebbe

prendere in prestito

i termini, così, a occhio,

dalla dinamica

dei fluidi – applicandosi, magari,

a un contesto newyorkese, un vicolo

buio e umido, as usual, pieno

di gatti rossi che di nome

fanno Gatto.

Davvero problemi e temi

Davvero problemi e temi

vecchi?

O non, piuttosto, semplici

riferimenti passati e emergenze

 

andate? – Coi pesanti allegati, poi,

di successive traversie del senso,

da cui la passerella emozionante

di agnizioni, tradimenti,

 

fiancheggiamenti, pentimenti.

Luoghi e nomi stagionali, dunque,

ma temi e problemi

sempreverdi, forse.

Amore-ore-ore

L’amore, si diceva,

questa roba da straccioni.

Qualche memoria infantile, i casi

della vita, le infatuazioni, gli estremi

anagrafici, i gusti (specie

di animali domestici

on demand). Sarei perfino d’accordo

con un diktat che mettesse

al bando il tema in letteratura:

nessun limite

alle allusioni, ma guai al nome

pena la morte.

Carlo Michelstaedter

“Il sistema dei nomi tappezza di specchi la stanza della miseria individuale, pei quali mille volte e sempre avanti infinitamente la stessa luce delle stesse cose in infiniti modi è riflessa.”

 

Carlo Michelstaedter, La Persuasione e la Rettorica, Adelphi, 1986, p. 101.