Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: morte

La morte, in fondo

La morte, in fondo,

sarebbe l’unico

vero inconveniente

della vita, no?

 

Uno, cioè – tanto

per chiarire -, sarebbe

disposto, pena

l’esenzione, a soffrire

 

in eterno la disfunzione?

Annunci

Della morte

Si dovrebbe parlare molto più spesso della morte – fra l’altro, si tratterebbe, al di là della superstizione, di disporsi al gioco sempre bello dell’indovinello.

Il destino della Terra

È un grande impegno credere e lottare per una civiltà ecologicamente sostenibile. Allo scopo, si confà, fra l’altro, una ristrutturazione radicale del soggetto sociale. Per dirla tutta, però, si vede poco coraggio in giro.

E allora non resta che ricordare che il limite estremo sono i quattro miliardi e mezzo di anni che separano il destino della Terra dalla morte del Sole.

Anche la musica, toh

Anche la musica, toh, sembra concordare

e avere quel senso che adesso mi sfugge –

al di là, cioè, delle mie eventuali intenzioni.

Qualcosa di mediterraneo, forse di latino,

invia segnali – prima ancora che alle orecchie,

alle narici. Uno stato di preallarme, direi,

mancando una vera e propria

attualità della morte. E infatti, se guardo

fuori, cosa vedo? Il cielo azzurro tipico

del pre-crepuscolo, una doratura più spinta

delle foglie e dell’erba,

un’ombra senza, in apparenza, l’ambizione

dell’incubo. “Puoi insomma fare finta di niente, se vuoi”, dice,

in breve, la mia situazione.

Killing me softly

Anche così si può interpretare

il miracolo assurdo del divenire,

come una soffice morte,

in cui perdere per strada

un frammento dopo l’altro,

minimo minimo, che quasi

sembra non contare.

Incipit kafkiano

All’ora solita di un suo giorno feriale, si svegliò da un incubo nel complesso vago ma molto incuboso per due dettagli: la data del giorno corrente (nella forma gg/mm/aaaa) incisa su una porta e l’informazione, espressa da una stridula voce fuori campo, che quello era il giorno della sua morte. Tergiversò ancora qualche minuto, sotto il lenzuolo, cercando di recuperare altri particolari del sogno, ma senza risultato. Sicché si alzò, andò in bagno e pisciò.

Chiave o serratura

La puzza di morte mica è detto.

E tutta la strada a piedi senza incontrare

assassini bendisposti, è un miracolo.

Dovrò rivedere i calcoli, passaggio

per passaggio, dubitare dell’argomento

che persuade, come fuori dalla finestra

la faccia rappresa. Ma se l’ombra poi

non è materia, cos’è?

Volentieri

Volentieri penso all’enorme distanza che passa fra la persona e il suo cadavere, se la morte è uno scacco solo per il pensiero e la realtà è solo un’intermittenza.

Lasciare

Avvicinandosi alla morte, una o uno può saggiamente rassegnarsi ma anche gradualmente inquietarsi e perfino scalpitare, per l’ingenuo dispiacere di lasciare un mondo messo ancora male.

La morte altrui

La morte altrui si suddivide in 1) variamente procurata dal soggetto e 2) variamente non procurata dal soggetto.

In entrambi i casi, la morte altrui mette in questione la rappresentazione del mondo da parte del soggetto.

Essendo, cioè, come si presume, la morte un mancamento, per forza, dopo, tocca di rappezzare o rammendare il quadro.