Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: mondo

Non casca il mondo

Si dice: Non casca il mondo, e uno si chiede invece se non sia già successo – per esempio, negli anni Dieci e Venti e Trenta e Quaranta del secolo scorso.

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Il fuori

Oggi è difficile pensare che il fuori esista, si può solo transigere su alcune sue accezioni e, dunque, accettare di credere che esista il fuori rispetto a una casa, a una città, a un paese, a un’isola, a un continente, a un corpo celeste. Qui ci si ferma, perché il fuori rispetto all’universo è una contraddizione in termini. Mentre infatti fuori dalla casa è perfino previsto che ci siano una strada e altre case, e fuori dalla città una campagna, e fuori dal paese un altro paese (compreso di città, campagne, case e strade), e fuori dall’isola un mare e altre terre, e fuori dal continente mari e altri continenti e isole, e fuori dal mondo altri corpi e stelle e buchi neri – be’, fuori dall’universo si possono pensare giusto due cose, che però sembrano molto risposte di circostanza: o un Dio o altri universi.

Che sia il mondo

Che sia il mondo

a girare intorno a me, e non

viceversa?

 

Che l’individuo sia

questa complicazione

con valore di campo di forza?

Appunti per un Manifesto del Soavismo #2

Capiamoci, insomma! – 1989: cade il muro (attenzione: muro) strutturale del mondo, durato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – cioè, 43 anni.

Quanti anni sono passati da allora? Si presume seguiti da importanti assestamenti? 29. Appena 29.

Ecco, qui, il soavista non ci sta.

Se parlo del linguaggio

Se parlo del linguaggio, mi sembra

di fare torto al mondo,

ma se parlo del mondo, mi sembra

di fare torto al linguaggio.

Riprendo

Riprendo, ogni tanto (e questo è tutto)

una vecchia conversazione

col mondo 

 

penso ai massi

fortunosamente asciutti

di un torrente o a certe madornali spinte.

Riassumere

Riassumere, ovvero compendiare,

è una vecchia debolezza, il sogno

ricorrente di versare il mondo

in una parola, possibilmente,

senza sprecarne un goccio.

Scherzo

Ogni tanto sento il dovere

di tornare a precisare quanto segue:

che non si tratta, qui, di me, che io, cioè,

sono solo una cassa armonica

(e soprassediamo sulle puntualizzazioni) –

non c’è una gran differenza, insomma,

con qualsiasi altro angolo

di mondo, sempre traffico è.

Provarci

Mica vero che il mondo fa schifo, quello

che fa schifo è la cognizione del mondo.

Certo, uno dice: E l’uomo, allora,

che ci sta a fare? Non, dico io,

per cambiare – se va bene,

per capire, se no, per provarci.

La prima poesia della sera

Ce l’ho col mondo – comincio

così, con una banalità. Bisogna,

infatti, forzare il senso, farlo

arrossire, se non proprio

manifestamentvergognare. Dicevo

“ce l’ho col mondo”, non per finta

o per vantarmi, no, solo

perché il mondo è il mio mondo.