Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: mondo

Vedrò di moderarmi

Vedrò di moderarmi,

di contenere la forza

che mi spacca e sembra

seppellire il mondo – che

a sua volta seppellisce me.

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Descrizione essenziale

Un mondo, forse,

solo meno individuato,

diliscato, cioè,

dei contorni poco

osmotici o tout court

sclerotizzati e duri

come muri.

È mai possibile

È mai possibile

che non ci stia il mondo,

per quanto grande?

O devo interpretare come

O devo interpretare come

un organico sollievo, questo

vuoto di frequenze, questo

mutismo del mondo?

Spazi

Spazi diversamente accessibili,

ogni soggetto ha il problema

che il mondo non sia

uniformemente disponibile

(detto ai migranti, certo,

ma anche, e di più, ai potenti).

Senza andare a capo

Certo che sì può essere fuori dal mondo, non stabilmente magari, credo càpiti un po’ a tutti. A me succede quando riesco, come per incanto, a fugare i miei dubbi – allora sono gioco, non giocatore.

Trasvalutazione di tutto

Nella Modernità, il momento si offre instancabilmente all’individuo come trasvalutazione di tutto, mondo e valori – tutto, cioè, è sempre materia prima di un pasticcio.

Tempo presente

Un giudizio sintetico sul Mondo,

si capisce, è temerario – eppure è anche

una specie di sport di tutti, dalla maturità

in poi. Così, nessuna vergogna a pronunciare

la solita, virile bocciatura

del caro, povero

tempo presente.

Basta cielo

Basta cielo, basta sole, basta nuvole, basta alberi, basta terra, basta acqua, basta vento.

Si può immaginare in forma drammaturgica, come una scena in cui

un personaggio, con le mani avanti e i palmi rivolti all’insù, dice:

 

Ecco, questo è qualcosa.

 

(Il personaggio chiede forse di leggere il mondo nell’ombra portata?)

Non il pezzo in sè

Non il pezzo in sè, mi sembra,

ma la sua relazione – potrebbero

essere, per dire, la Passacaglia

di Webern o i quartetti per archi,

in-

differente-

mente, di Debussy

o Ravel – e il mondo, ecco,

resta in piedicome proprio

non ci si aspetterebbe.