Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: momento

(Autofiction)

Quando si trattò di stabilire quale fosse al momento la più bella opera di poesia in assoluto nella storia meritevole addirittura di compendiare l’intera storia della poesia la camera di consiglio della giuria internazionale durò dieci anni e produsse un verdetto non aggiornato che premiò sorprendentemente il seguente haiku italiano pescato su un blog:

 

È mai possibile

che anche l’inverno stenti?

(Gioco, parentesi.)

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In entrambi i casi

Per un momento (il tempo

di un battito o due), tutto

è pronto, ugualmente,

a cominciare o a finire –

in entrambi i casi, alzando

un polverone.

Il momento

Il momento è una specie di glaciazione della politica dell’Occidente, che sente sfuggirgli il baricentro pur sapendo, ironia, d’avere vinto. Una reazione (questa di chiudersi, di contenere la vitalità, di rasentare il letargo), guardando il fenomeno sub specie geologica, naturale, trattandosi, come sembra, d’inerzia bruta.

Caro amore

Caro amore,

vorrei essere uno dei lemuri che in questo momento allietano il tuo Martini sulla terrazza dell’hotel. Vorrei, insomma, che nell’acqua celeste tu cogliessi un mio riflesso. Questo mi basta, intanto (e dato che non posso fare di meglio), per palliarti.

Ho dimenticato!

Ho dimenticato! –

Esclamo perché ho colto

il momento preciso…

Che spettacolo!

Mini romanzo. L’impossibile #181

L’unica cosa che mi convince è l’impossibile, a farsi, a dirsi. Le cose che hanno invece una soluzione, contorni, forme, colori, funzioni, mi convincono per un momento – ecco, io vorrei finire lì.

Quello che voglio dire

Quello che voglio dire, be’,

è che, il momento di volere, preferisco saltarlo –

 

perché quello che voglio,

sempre, fatalmente, è il meno di quello che dico.

Prepararsi

Per una grossa fetta dell’elettorato sembra sia venuta l’ora di prepararsi alla guerra, ovvero di ridurre drasticamente i margini di confronto e di compromesso.

C’è posta #29

Car*…

non dovevi dirlo – lì, poi, sul bordo della piscina nel momento in cui lo spruzzo del tuffo di O’Grady ha innaffiato entrambi, costringendoci, in qualche modo (il più tranchant) a smettere la recita – e invece no, pur grondante (come me) hai voluto ripetere: Ti amo.

Scendo un momento

Scendo un momento, il tabaccaio all’angolo fra la Quinta e la Ventiseiesima dista dieci metri, appena fuori qualcuno mi chiama con un grido, non per nome, è un generico “ehi” che però sento chiaramente rivolto a me, guardo dall’altra parte della strada, frangendo il traffico, e dopo qualche secondo vedo.