Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: momento

Nureyev, per un momento

I gatti, certe volte, si degnano di non

sfrecciare sempre ventre a terra ma

di fare un salto in alto,

praticamente sul posto, e sia pure un balzo,

ma con parabola molto chiusa, risultato: quasi figure

coreutiche classiche – oggi, a me, Smog

ha fatto venire in mente, benché femmina,

Nureyev, per un momento.

Annunci

Quello che posso dire

Quello che posso dire è solo la coesistenza

al momento. È un passaggio, forse, sordo

ai richiami – (certo, gli uccellini, i gatti, il cielo turchino:

ma vogliamo chiamarla “mondezza”? E magari prendere

anche finalmente atto che la materia è artificiale? –

che per le mani gira sempre qualcosa che vanta

già, a prescindere dalle mani cioè, la sua storia?

“Puro” e “naturale”, per esempio, sono predicati zoz-

zissimi puro elli, di sugo, patine, cisti e lacune.)

Siccome ho questa rogna

Siccome ho questa rogna

di scrivere a tutti i costi

ma, per ragioni che adesso

non sto a dire, mi mancano

gli argomenti (il modo

più consueto e apprezzato,

si sa, di infilare parole

su una pagina), non vedo

al momento altra via

d’uscita, per soddisfare

l’urgenza lenitiva, che la vecchia

cara ricetta beckettiana

di ravanare sull’impasse,

magari scimmiottando

(why not?) la psedo-

oralità steiniana –

(Autofiction)

Quando si trattò di stabilire quale fosse al momento la più bella opera di poesia in assoluto nella storia meritevole addirittura di compendiare l’intera storia della poesia la camera di consiglio della giuria internazionale durò dieci anni e produsse un verdetto non aggiornato che premiò sorprendentemente il seguente haiku italiano pescato su un blog:

 

È mai possibile

che anche l’inverno stenti?

(Gioco, parentesi.)

In entrambi i casi

Per un momento (il tempo

di un battito o due), tutto

è pronto, ugualmente,

a cominciare o a finire –

in entrambi i casi, alzando

un polverone.

Il momento

Il momento è una specie di glaciazione della politica dell’Occidente, che sente sfuggirgli il baricentro pur sapendo, ironia, d’avere vinto. Una reazione (questa di chiudersi, di contenere la vitalità, di rasentare il letargo), guardando il fenomeno sub specie geologica, naturale, trattandosi, come sembra, d’inerzia bruta.

Caro amore

Caro amore,

vorrei essere uno dei lemuri che in questo momento allietano il tuo Martini sulla terrazza dell’hotel. Vorrei, insomma, che nell’acqua celeste tu cogliessi un mio riflesso. Questo mi basta, intanto (e dato che non posso fare di meglio), per palliarti.

Ho dimenticato!

Ho dimenticato! –

Esclamo perché ho colto

il momento preciso…

Che spettacolo!

Mini romanzo. L’impossibile #181

L’unica cosa che mi convince è l’impossibile, a farsi, a dirsi. Le cose che hanno invece una soluzione, contorni, forme, colori, funzioni, mi convincono per un momento – ecco, io vorrei finire lì.

Quello che voglio dire

Quello che voglio dire, be’,

è che, il momento di volere, preferisco saltarlo –

 

perché quello che voglio,

sempre, fatalmente, è il meno di quello che dico.