Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: momento

Ho dimenticato!

Ho dimenticato! –

Esclamo perché ho colto

il momento preciso…

Che spettacolo!

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Mini romanzo. L’impossibile #181

L’unica cosa che mi convince è l’impossibile, a farsi, a dirsi. Le cose che hanno invece una soluzione, contorni, forme, colori, funzioni, mi convincono per un momento – ecco, io vorrei finire lì.

Quello che voglio dire

Quello che voglio dire, be’,

è che, il momento di volere, preferisco saltarlo –

 

perché quello che voglio,

sempre, fatalmente, è il meno di quello che dico.

Prepararsi

Per una grossa fetta dell’elettorato sembra sia venuta l’ora di prepararsi alla guerra, ovvero di ridurre drasticamente i margini di confronto e di compromesso.

C’è posta #29

Car*…

non dovevi dirlo – lì, poi, sul bordo della piscina nel momento in cui lo spruzzo del tuffo di O’Grady ha innaffiato entrambi, costringendoci, in qualche modo (il più tranchant) a smettere la recita – e invece no, pur grondante (come me) hai voluto ripetere: Ti amo.

Scendo un momento

Scendo un momento, il tabaccaio all’angolo fra la Quinta e la Ventiseiesima dista dieci metri, appena fuori qualcuno mi chiama con un grido, non per nome, è un generico “ehi” che però sento chiaramente rivolto a me, guardo dall’altra parte della strada, frangendo il traffico, e dopo qualche secondo vedo.

“Sintesi” non vuol dire

“Sintesi” non vuol dire

“chiudere presto”

ma “chiudere bene” –

 

ovvero “al momento giusto”, cioè

quando occorre o serve”, “non

prima o dopo”.

Lettera al Lettore

Caro Lettore,

lo so, tu vuoi capire. Lo so perché anch’io, a momenti, sono un Lettore e vedo che, allora, cerco di capire.

Ecco, voglio dirti solo questo, girandoci poi un po’ intorno: capire è presuntuoso.

Primo esempio: se leggo che il monte Bianco è alto 4810 metri, io credo senz’altro di capire.

Secondo esempio: se leggo:

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura,

credo ancora di capire, però con qualche titubanza.

Terzo e ultimo esempio: se leggo:

A rose is a rose is a rose is a rose,

la mia sicurezza di capire è solida ma quello che mi manca e mi disarma è l’insistenza tautologica: perché?! Non capisco! – Non capisco e ci godo.

 

Il problema delle tracce

Il problema delle tracce

è che non puoi evitare

di lasciarne; solo

 

in un secondo momento

puoi occultarle a forza

di tracce novelle.

Alla Montale #3

Cos’era? – Adesso non ricordo,

mi sembra un cavatappi,

che in un momento di euforia

psichedelica hai gettato

sul Ponte dei Sospiri. Oggi,

mi tocca di ricordare

che, malgrado lo scatto,

non l’abbiamo più recuperato –

anfanando abbiamo perlustrato

con la torcia degli smartphone

il cemento, ma niente, qualcuno

fu più lesto.