Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: modo

Il tavolo

Osservando il tavolo,

con le puntate, i ritagli, gli oggetti,

le carezze, i filtri, le affinità, etc. –

si rilevano linee di forza che però

non danno assicurazione di realtà.

E non c’è modo di evadere

dal flusso onirico, l’idea

stessa è un suo capolavoro.

Una o uno pensa che sia tutto

apprestato, apprestato

peri primi calcoli

tornano, l’occhiata in tralice conferma,

anche una svelta verifica tranquillizza.

E invece è sempre, no-

iosamente, (per) altro.

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Cartolina occidentale

Mancano pochi giorni al 25 ma non fa freddo, in più è domenica e mezzodì. Il braccio meccanico di un autocarro cala una bandiera grande tre metri per quattro. Ci sono almeno due raduni, uno di babbinatale e uno di ciclisti, tutti col loro bravo numero sulla schiena o sul petto. Un bambino in monopattino, di 5-6 anni, sfreccia (non per modo di dire, il verbo, cioè, è congruente col fenomeno) nella piazza. Parecchi cani al guinzaglio (lupi, labrador, cocker, bassotti e bastardi) portano a passeggio i rispettivi padroni. I tavolini si riempiono, arrivano giovani famiglie e gruppi di amici.

C’è posta #11

Car* ***,

i figli spiano i genitori da un tavolo all’altro – volevo, in ogni modo, cominciare così.

Quanto ho da dirti adesso, invece, forse non potrai capirlo ma è: Grazie anche per la tua assenza.

Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Ci sono i “documenti”

Ci sono i “documenti”, infatti,

a provare il qualsivoglia caso,

dal trattato, all’impresa, al fattaccio –

 

Non ci sarebbe modo, in altre

parole, per smarrire olisticamente

l’informazione probante?

Ti farà male

Ti farà male

perfino quello che non respiri.

Non c’è modo,

credo, per escludere connivenze.

Nelle parole, se vuoi,

puoi pure naufragarci, lasciando

che s’incarnino

in sintomi o deliri.

Preferisco pensare

Preferisco pensare,

anziché alla tendenza storica,

a un corpo minato

da elementi estranei. È un modo

per alludere, almeno,

a una carcerazione integrale.

 

Un filo di fumo

Un filo di fumo

plastico, cioè nessuna

concessione alla sfumatura.

O Forma o Morte

è lo slogan, un modo

come un altro, forse,

per salvare l’individuazione

insieme alla decadenza.

Prosa-prosa

Non andare a capo prima del punto ma non di qualunque punto, alla fine del paragrafo, diciamo, avendo ritenuto che lo stesso debba, per qualche ragione e in qualche modo, finire, e così procedendo per intervalli puntati, troncati, glissati.

La teoria è che la cosa deve

La teoria è che la cosa deve

essere in un certo modo;

la prassi, invece, è che, del certo

modo, la cosa se n’impippa.

 

Conviene pensare

a altre logiche, a altri

scopi – sì, perfino

a scenari vuoti.