Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: modo

Cicciovainporta

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Ha avuto il suo nome molto presto, intorno ai due mesi: Cicciovainporta.

Io ho visto subito il muso largo e un modo di “fare” da imbranato.

Oggi, è evidente che controlla male le zampe posteriori e, in generale, ha poco equilibrio.

Ma è vispo, non soffre, solo si stanca prima di un gatto normale.

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C’è ancora, nel ricordo

Resiste, nel ricordo

di qualche sopravvissuto,

la lenta progressione all’ara,

nel tanfo del sangue sparso.

A tutt’oggi, però, non c’è modo

di decrittare il flusso

che scioglie ogni nodo.

Chi ha acceso un mutuo a tasso

Chi ha acceso un mutuo a tasso

variabile, certo, ci resterà male.

E poi, insomma, dai,

succede di prenderlo nel culo!

Che vuoi, sarà il casting,

se non la sceneggiatura

o, addirittura, la produzione e la regia!

In ogni modo, chi si sporca le mani

è chi vota, a lui, cioè, conducono

tutte le tracce – e, non votare, ATTENZIONE,

è qualcosa di molto diverso

da una vigliaccheria, è

essenziale renitenza a fare

sistema, in un sistema di merda.

Occhi

Basta occhi, troppo

formidabili, una

condanna anche,

se si vuole, se si vede – quanti

verbi che noi umani

nemmeno immaginiamo,

si resta sempre fulminati, infatti,

riconoscendo che non c’era

altro modo per dire

proprio quella cosa.

La Tendenza

La Tendenza di quest’anno

è dirsi addio

nel modo più doloroso.

Ogni vita

Ogni vita potrebbe avere

una sua risoluzione.

 

Ogni vita potrebbe dirsi

a suo modo – modo da trovare.

 

Ogni vita è senz’altro un sogno

col groove dell’handicap.

Un rischio non dei minori

Un rischio non dei minori, mettendosi

a scrivere, è non sapere a un tratto

dove si va a parare. Si reagisce

in tanti modi, si può semplicemente

piantare lì oppure aggirare oppure,

addirittura, ignorare l’emergenza.

Se va bene, insomma, l’impasse

sortisce un pindarico volo inter-

continentale, un Boston-Bali, tipo.

Il tavolo

Osservando il tavolo,

con le puntate, i ritagli, gli oggetti,

le carezze, i filtri, le affinità, etc. –

si rilevano linee di forza che però

non danno assicurazione di realtà.

E non c’è modo di evadere

dal flusso onirico, l’idea

stessa è un suo capolavoro.

Una o uno pensa che sia tutto

apprestato, apprestato

peri primi calcoli

tornano, l’occhiata in tralice conferma,

anche una svelta verifica tranquillizza.

E invece è sempre, no-

iosamente, (per) altro.

Cartolina occidentale

Mancano pochi giorni al 25 ma non fa freddo, in più è domenica e mezzodì. Il braccio meccanico di un autocarro cala una bandiera grande tre metri per quattro. Ci sono almeno due raduni, uno di babbinatale e uno di ciclisti, tutti col loro bravo numero sulla schiena o sul petto. Un bambino in monopattino, di 5-6 anni, sfreccia (non per modo di dire, il verbo, cioè, è congruente col fenomeno) nella piazza. Parecchi cani al guinzaglio (lupi, labrador, cocker, bassotti e bastardi) portano a passeggio i rispettivi padroni. I tavolini si riempiono, arrivano giovani famiglie e gruppi di amici.

C’è posta #11

Car* ***,

i figli spiano i genitori da un tavolo all’altro – volevo, in ogni modo, cominciare così.

Quanto ho da dirti adesso, invece, forse non potrai capirlo ma è: Grazie anche per la tua assenza.