Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: mare

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Se lascio fare alla desolazione, senza

neanche un grammo di pietà per la cara

(ma forse usurpata) inclinazione

alla speranza, vedo,

nelle profondità vertiginose ma limpide

del mare, perle

che un tempo furono occhi.

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Certo che mi piacerebbe

Certo che mi piacerebbe

(pardon)

tirare qui dentro un cielo stellato

oppure un mare di mattina

ancora pulito e santo.

…E vogliamo parlare

…E vogliamo parlare

della camminata del bagnante? No, perché

c’è n’è di almeno tre specie, insieme

molto diverse e molto simili: quella

della calata a mare, quella

del passeggio sulla bàttima

e quella della

risalita a sera.

C’è in me un mare

C’è in me un mare.

Prima ero spaventato, adesso son contento.

Sì, come di un granaio.

Sono mio nutrimento, con l’unica avvertenza che l’uguaglianza sembra una colonizzazione.

Mi rifiuto, però, di chiamarla ancora “poesia”.

Il mio amico dice che ormai sarà difficile, per la Sinistra, mettere le mani sul tema della “sicurezza sociale”.

Strano, no?

L’allarme

Vento che soffia e, in sottofondo, cani

che abbaiano, gabbiani che berciano, voci umane (poche);

 

niente emissioni sonore da qual-

sivoglia device – solo, d’innaturale, al-

 

l’improvviso, esso!… Esso chi? – Ma

l’allarme!… Esso pure, come no, qui

 

al mare, fra pini, ulivi, orti

e strade sterrate con l’erba alta in mezzo.

Problema

Struttura studiata in una specie, diciamo così, di “galleria del vento”, che simula gli effetti di un mare forza 9 su linee date di frattura del supporto.

FAQ

Perché il giubbotto salvagente è arancione?

Perché l’arancione è complementare al blu del mare.

Tragedia in forma di ricetta

Mettiamo un sorrisetto

(o un’occhiata

o un’inspirazione), appoggiamo

l’orecchio al cilindro

e misuriamone l’altezza.

Riponiamo e prendiamo adesso

un secchio, cerchiamo, se non il mare,

qualcosa che ci assomigli.

Lasciamo riposare la freschezza

e la fragranza

dietro una maschera di lino.

Disponiamo per grado, tipo, anno,

colore, passione, valore,

congiunzione, thread.

Farsi capire?

Chi ha l’impellenza di farsi capire è spesso chi è meno attento ai mezzi, alla forma, alle parole, ai toni. In poesia, appunto, non si tratta di questo. Certo, le parole si capiscono e anche molte sequenze di parole, ma le altezze e il colore dicono la loro, sicché quello che si capisce diventa sempre altro. Chi se ne frega dell’infinito, per dire, senza la siepe, le morte stagioni e il mare.

Il fuori

Oggi è difficile pensare che il fuori esista, si può solo transigere su alcune sue accezioni e, dunque, accettare di credere che esista il fuori rispetto a una casa, a una città, a un paese, a un’isola, a un continente, a un corpo celeste. Qui ci si ferma, perché il fuori rispetto all’universo è una contraddizione in termini. Mentre infatti fuori dalla casa è perfino previsto che ci siano una strada e altre case, e fuori dalla città una campagna, e fuori dal paese un altro paese (compreso di città, campagne, case e strade), e fuori dall’isola un mare e altre terre, e fuori dal continente mari e altri continenti e isole, e fuori dal mondo altri corpi e stelle e buchi neri – be’, fuori dall’universo si possono pensare giusto due cose, che però sembrano molto risposte di circostanza: o un Dio o altri universi.