Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: mare

Dal buio

Dal buio, dalla bassa

risoluzione, impreparati, forse,

all’effetto – carrellata all’altezza

delle caviglie, concentrata

sulle foglie d’erba, e dunque sfocata

all’infinito, che forse è un fiume,

forse un mare, forse

poca acqua (una pozzanghera).

O forse similpelle.

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Mini romanzo. Guardavo e non guardavo # 159

Guardavo e non guardavo, quando, a un tratto, vidi, lassù, a 100 m d’altezza, sullo spigolo della scogliera, una figura che credetti umana – e che l’attimo dopo, con la stessa precipitazione di questo resoconto incapace, staccava dal bordo e cadeva in mare.

Scorgere

Verbo blandamente aulico, poco usato nella comunicazione quotidiana. Per s., infatti, sembra necessario avere almeno un occhio di falco e sbaragliare potentemente gli ostacoli al destino della visione.

Se invece si preferisce qualcosa di meno vivace, come una suspense muta ma molto torbida, ecco lo sguardo-biscia, che valica di precisione gli stipiti.

Ma per non sbagliare, è meglio tornare sempre all’occhiata nella folla, magari a Milano in Galleria, o a New York a Times Square, o al mare in agosto.

Workshop

Sotto un cielo azzurro e senza nuvole, il mare è basso e torbido e ha un colore verde spento, a causa del fondo fangoso. Si salta dalla barca e il pelo dell’acqua arriva a mezza coscia. I piedi nudi impattano una morchia di 2-3 centimetri di spessore – spalmata su uno strato inferiore più sodo – infarcita di conchiglie.

Il punto

Una minima informazione socio-economica basta

a offrire alla psiche elementi di disturbo anche

gravi e gravissimi, poi tocca al giocoliere di turno

amministrare (pardon) il gruzzolo.

 

Detto questo, si torna al punto da molto più lontano, varcando

confini, solcando mari, attraversando terre di nessuno sempre

umide di siero e disseminate di brani e frammenti variamente

accessibili, combinabili, distruttibili.

 

In termini correnti, una specie di safari nel dominio dell’ombra,

servono: un ventaglio di vimini, un’area di servizio sulla Salerno-

Reggio Calabria, due vecchietti seduti fra il bar e la pompa

e infine noi, come di norma, vulnerabili.

Sul tempo, come per strada

La bella stagione avanza convinta.

I giorni di sole esprimono serie

sempre più significative.

Dal dire al fare, voilà il mare.

Il tema

Il tema, d’altronde, è sceverato

da una bibliografia fuori scala, vengono

in mente la catena montuosa

e/o il mare. È che tutto si tiene?

Oppure che il progetto è fallire? –

Nel caso, però, di un’insana acribia

o niente.

 

Un filtro algoritmico valuterà,

via via, le proposte

di sovrapposizione parziale

le richieste della “totale”

non sono previste.

 

…Ma si può sempre

incontrare un amico (mi son fatto

vicino…), agrimensore, magari,

e drippare insieme l’occhio

sul rammendo, la graffetta,

lo scotch, lo sputo.

Il flusso è una treccia di flussi

Il flusso è una treccia di flussi

che sono ognuno una treccia di flussi.

 

Tutto è flusso, dice un mio amico

surfista ma non californiano, uno

che ha imparato il mare da lontano.

 

Ci vuole il talento della talpa che scavalca

il basso delle cose – incontri, sperando

di tornare a rincorrere presto.

Sdraiato nudo al sole

Sdraiato nudo al sole,

nelle orecchie solo il suono

della risacca quando il mare

è piatto, corpo

a sè stante, puro, intatto, santo –

pensare, in queste condizioni,

mi duole.

Il mare

Come faccio a non farci entrare il mare?

Come faccio, dico, a respirarlo, ascoltarlo,

bagnarmici, berlo ma, forse

per un malinteso

senso del pudore, tenerlo fuori

dalle parole?