Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: mano

Devo smetterla

Devo smetterla

di scrivere a mano,

con la biro,

sulla carta –

è un vizio.

L’indagine può prendere la mano

L’indagine può prendere la mano

se, per esempio, pesa l’incombenza

finale della relazione.

La preoccupazione di verbalizzare

può indurre sottilmente

a adeguare la realtà piuttosto

che la parola. Poi possono

anche darsi schiette moti-

vazioni narcisistiche o pato-

logiche. La promessa? Non so,

qualcosa, forse, di fermo e eterno.

Sembra sempre

Sembra sempre, infatti,

Mezzogiorno di fuoco, con la sua

bella scena madre e tutto –

specialmente, va senza dire,

il sole a picco sulla poca

mano esperta.

E se mi chiedi che cosa possano

E se mi chiedi che cosa possano

dire queste parole a un manovale,

io ti rispondo che c’è sempre il caso

che gli solletichino il palmo della mano.

Basta non dare ascolto

Basta non dare ascolto, sempre

e comunque, all’usurpatore

del pontificato. La strada

forza la mano, oltre

che il piede, le sirene

delle ambulanze, in particolare,

entrano con comodo

nello spettro delle frequenze.

Mini romanzo. Motore! #139

In piedi, quasi nuda (indossa solo le mutandine), sembra indecisa sul da farsi, esattamente come le è stato chiesto. Ci riesce guardando a terra, le mani appoggiate sui fianchi (coi pollici in avanti), muta, trattenendo il respiro.

I postulanti

Non so come cominciare.

Credo di non conoscere

i postulanti ma li converto

in forza d’urto. Il metodo

è una tara mondana, quasi

una seconda pelle, ogni atto

ricapitola l’intero, dalla A

alla Z, vertiginosamente,

anche in un secondo.

Cerco di aggiustare

col respiro la pressione

dei calcagni sulla spina,

immergo le mani nel buio

e a volte

trovo, tento e traggo.

Dicevo, però, che credo

di non conoscere i postulanti

ma ora penso di sbagliarmi.

Explicit

Mi sono buttato sulla chaise longue e ho abbracciato Ugo. Ugo si è divincolato e mi ha scacciato. Io mi sono accucciato sul pavimento, in parte a lui, senza protestare. Ugo ha intrecciato di nuovo le mani dietro la nuca e ha detto, guardando il soffitto:

Ma come hai fatto?

Cos’ho per le mani

Cos’ho per le mani, secondo

il modo di dire?

Un cieco affermerebbe: niente.

Un sordo pure. Un muto

meno che niente.

 

(Mondo microscopico,

strutturato, in senso lato,

da dinamiche browniane –

esteticamente, si ac-

compagna bene al glitch.)

Partiremo ancora per isole di senso

Partiremo ancora per isole di senso,

una vacanza che sarà una specie di gorgo

mortale, un giudizio di dio, un torneo.

Succederà che le mani correranno ai ferri

(daga, pugnale, schidione, ascia, etc.),

al primo sangue – ma non ci sarà

séguito, l’insensatezza stessa

interromperà il duello nel bel mezzo

e sceglieremo la tenerezza.