Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: luce

Di nuovo ho pensato

Di nuovo ho pensato (e fatto il gesto)

di chiudere il rubinetto dell’acqua

premendo l’interruttore della luce.

Democracy in America. Un brano #4

Dietro il velatino ombroso, due elementi: uno piccolo, sulla sinistra, per terra, e uno enorme, al centro, per aria.

Il primo elemento è un caravaggesco corpo plasticamente supino di bambino, illuminato da uno spot zenitale di luce gialla calda (al livello della platea, dov’ero, vedevo solo il rosa soffuso della massa carnosa e un gomito).

Il secondo elemento, composto a sua volta di due elementi, mi riesce molto più difficile descriverlo. Meglio partire da una metafora, io direi di pensare a due mastodontiche bielle rotanti lentamente, con produzione di prospettive e spessori sempre indecifrabili (il velatino impedisce, ricordo, di “vedere”). I due elementi sembrano lettere dell’alfabeto ebraico, e hanno pressappoco questa forma:

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Sicché, mentre, baciato da un raggio di sole, un corpo puerile giace – nell’ombra, paurose e sublimi, le bielle girano.

Meglio

Meglio citare le luci sui tavoli

e sul marciapiede,

i riflessi delle vetrine,

brani di canzoni e chiacchiere,

respingendo proprio l’ipotesi

di un equivoco.

 

Ma poi anche le facce – solo, at-

tenzione, come

complementi d’arredo, fatte

di materia dura (porcellana,

ceramica, rame, marmo, acciaio).

 

Molto meglio insomma delle storie,

che sono appena 32.

 

Appunto

Il giro si restringe? –

Dubbio venuto in inverno, senza neve,

con la luce aranciata delle quattro post-

meridiane.

Il buio ha bucato

Il buio ha bucato,

la luce ma anche ogni

ipotesi buona

 

a fare da diaframma.

Il buio, adesso,

è ben visibile, ha una sua

 

silhouette,

i suoi bravi

estremi, etc.

Alchimia

La musica, la luce

alogena e l’oro,

sparso sui rilievi

formali, e il piombo

del cielo là fuori.

Mini romanzo. Presa d’atto #115

Il buio ha bucato la luce.

Quello che si temeva.

C’è poco da aggiungere.

Nero su nero

Nero su nero, come Burri.

Lasciar fare

a luce e superficie,

secondo

le inclinazioni e la grana.

Un buio massimo che tuttavia

rimette ancora, in sintesi (…molto

in sintesi), umida bava

d’eroi.

Questo passaggio

(Un poco prevertiano, s’il vous plaît, ma senza il “così”…)

 

Questo passaggio

d’agosto

smorzato, spento, piano.

Sono nuvole bianche, gentili

sfilacciature

a elaborare

il tono della luce.

Piove

Piove, senza troppa convinzione, e tuona.

Non sono neanche le sei del pomeriggio

e sembra quasi sera, ma è giugno, 

qui, da qualche parte, nell’Europa

del sud. Questa luce calante, però, mi calza.