Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: io

Di qua e di là

Di qua, io

sempre lì a figurarmi la catastrofe in atto;

di là, io che invece

faccio a pezzi, diligente, la ratio

di qualsivoglia giudizio.

Annunci

Se io sono con te

Se io sono con te, voglio

essere con te, non con me –

con me ci sto anche

troppo, quando non

sono con te.

 

Se io sono con te, è te

che voglio, il tuo

accadere, non

me e le mie

performance.

 

Se io sono con te, non

voglio, cioè, curare la mia

efficienza, la mia

efficacia, la mia

potenza.

 

Se io sono con te, sono

quel che sono e, all’ordine

del giorno, c’è

la domanda (e l’offerta)

tua, non mia.

La prossemica #2

E disse:

“Voglio informarti del contratto che ci lega… – domani, in questa situazione, sarai tu a parlare, adesso no, adesso parlo io e tu stai zitto… – Ah, ciò che ho da dirti non lo reggeresti in piedi, perciò, se proprio vuoi saperlo, ti ho chiesto di rilassarti…”

Fece una pausa e verificò che il respiro dell’uomo fosse regolare e continuò:

“È presto detto, ti dò -“

Varouf, probabilmente

IMG_20161001_154249

Questa è Mezzètto (detta anche Trippetta o Barattolo), cucciola.

Circa tre settimane fa è entrata in calore, e una vicina ha raccontato, a me e Marta, di averla vista, un mattino, lasciarsi coprire da un bel tigrato nocciola, er mejo attuale del quartiere. Marta e io, però, desidereremmo che fosse Varouf, il rosso di casa, il padre (ma le gatte possono concepire contemporaneamente figli di padri diversi) della prima (e unica) cucciolata di Mezzètto.

Essendo lo spirito d’impresa competenza di Marta, niente di strano che sia venuta a lei l’idea geniale (un uovo di Colombo) – idea cinica, anti-darwiniana, eugenetica da far schifo (quell’eugenetica che mette al vertice del gatto domestico il gatto rosso) – si sarà capito: abbiamo chiuso in cantina i promessi sposi e ce li abbiamo lasciati quasi due giorni.

Siamo andati, in due occasioni, a dare un’occhiata, e tutte e due le volte la coppia era dietro la porta, Varouf, pesante su Mezzètto paziente, che cercava la via.

Tre di tre

Io sono chi sono

ma un giorno passerò, anche

davanti a te, inosservato.

 

(Si tratterà di una svista fatale,

è chiaro: il circo smontato,

imballato, traslocato.)

 

Non ho certezze sul risultato

di una somma aritmetica

di amori individuali.

Sul corretto pensare

Mentre i tentacoli della sussidiarietà

avviluppano la persona, l’io non fa

che riflettere sul corretto pensare.

 

In questo modo la persona, con grande

soddisfazione dell’io, può anche, senza

scandalizzare, morir d’amore.

Rivoluzione copernicana

La xenofobia e l’individualismo mi sembrano tali per una medesima scelta, che appare addirittura come una rivoluzione copernicana: l’io (o il noi) al posto dell’altro, come il Sole al posto della Terra.

L’espressione è un toro

L’espressione è un toro

meccanico – mec-

canico perché

di meccanismi trattasi.

 

Mi sono visto e mi vedo, io

che produco qualcosa

ma il prodotto

è la groppa che mi sbalza.

Da dove e come cominciare

Da dove e come cominciare? Mica

una bazzecola, dato che è una prima,

benché minima

focalizzazione

 

(potrebbe essere massima

solo se, come dice il Poeta,

nel principio ci stesse, comoda

e tout court, anche la fine).

 

Dal metodo al merito, qualche gettonata

combinazione: mondo  mit

filosofia, lirica, fisica, storia, etc.; io mit

amore, società, dio, morte, etc.

 

(Credo però di riconoscere un mio tono

caratteristico, lugubremente professorale,

che volentieri considero un limite, più

che una medaglia.)

Non è necessario

Non è necessario, insomma, tenere

sempre sott’occhio l’ora,

si può anche delegare parzialmente

alla sensibilità estesa.

 

Mi sono preparato, quando mi chiederanno:

Il tuo peccato mortale?,

risponderò:

Io sono un autarchico.