Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: io

7 domande aperte

  • Chissà la dentatura di Nietzsche?
  • Chissà Socrate da bambino?
  • Cos’altro mio cugino?
  • È quello che passa o sono io?
  • Kafka un peperino?
  • A quando il bello?
  • Quattro parole e basta?
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La vulnerabilità è infida

La vulnerabilità è infida,

potrebbe anche essere amore.

 

Girano nei paraggi animali feroci

che puoi contattare in orario d’ufficio,

 

vedi sul sito o chiama. Ma chi non desi-

dererebbe avere alle spalle, all’inseguimento,

 

il Settimo Cavalleggeri, giusto

per metterlo nel curriculum?

 

Un residuo di supponenza

mi annerisce la voce, io stesso non capisco.

 

Inghilterra #2

Dei due reali, è rimasto solo l’uomo, che ora è appoggiato al bordo di una fontana, tiene gli occhi chiusi e sembra soffrire dei postumi di una ciucca; io vado su e giù per i gradini della piazza della stazione e non so che cosa fare, M. è sparito e ho pochi soldi.

Opinioni

Spiacente, pur io.

Il palinsesto

Non è necessario che

(tu) riferisca quello che

io, in particola-

re, ti riferisco –

non passa di qua il palinsesto.

Di qua e di là

Di qua, io

sempre lì a figurarmi la catastrofe in atto;

di là, io che invece

faccio a pezzi, diligente, la ratio

di qualsivoglia giudizio.

Se io sono con te

Se io sono con te, voglio

essere con te, non con me –

con me ci sto anche

troppo, quando non

sono con te.

 

Se io sono con te, è te

che voglio, il tuo

accadere, non

me e le mie

performance.

 

Se io sono con te, non

voglio, cioè, curare la mia

efficienza, la mia

efficacia, la mia

potenza.

 

Se io sono con te, sono

quel che sono e, all’ordine

del giorno, c’è

la domanda (e l’offerta)

tua, non mia.

La prossemica #2

E disse:

“Voglio informarti del contratto che ci lega… – domani, in questa situazione, sarai tu a parlare, adesso no, adesso parlo io e tu stai zitto… – Ah, ciò che ho da dirti non lo reggeresti in piedi, perciò, se proprio vuoi saperlo, ti ho chiesto di rilassarti…”

Fece una pausa e verificò che il respiro dell’uomo fosse regolare e continuò:

“È presto detto, ti dò -“

Varouf, probabilmente

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Questa è Mezzètto (detta anche Trippetta o Barattolo), cucciola.

Circa tre settimane fa è entrata in calore, e una vicina ha raccontato, a me e Marta, di averla vista, un mattino, lasciarsi coprire da un bel tigrato nocciola, er mejo attuale del quartiere. Marta e io, però, desidereremmo che fosse Varouf, il rosso di casa, il padre (ma le gatte possono concepire contemporaneamente figli di padri diversi) della prima (e unica) cucciolata di Mezzètto.

Essendo lo spirito d’impresa competenza di Marta, niente di strano che sia venuta a lei l’idea geniale (un uovo di Colombo) – idea cinica, anti-darwiniana, eugenetica da far schifo (quell’eugenetica che mette al vertice del gatto domestico il gatto rosso) – si sarà capito: abbiamo chiuso in cantina i promessi sposi e ce li abbiamo lasciati quasi due giorni.

Siamo andati, in due occasioni, a dare un’occhiata, e tutte e due le volte la coppia era dietro la porta, Varouf, pesante su Mezzètto paziente, che cercava la via.

Tre di tre

Io sono chi sono

ma un giorno passerò, anche

davanti a te, inosservato.

 

(Si tratterà di una svista fatale,

è chiaro: il circo smontato,

imballato, traslocato.)

 

Non ho certezze sul risultato

di una somma aritmetica

di amori individuali.