Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: idea

Dipendenza

La coscienza di Zeno è il primo romanzo sulla tenzone dell’individuo contro una dipendenza “chimica” (non credo che Svevo usi questo aggettivo ma, insomma, qui non si tratta di disintossicarsi da un amore – “Dalla parte di Swann” – o da un’idea – “Delitto e castigo”).

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Aspettative, catastrofi, idee

Aspettative incongrue, se non esagerate, e di ostacolo alla marcia.

Catastrofi non prenotate, dalle tre del pomeriggio alle sette del mattino.

Idee testarde quanto sottostimate, come talpe senza futuro, così alla luce.

Rimediare fra sogno e realtà (1 di x)

Senza stare a scomodare vocabolari autorevoli, “rimediare” significa “ovviare a un errore”. L’idea che si possa ovviare a un errore, poi, è intima dell’idea di divenire, in cui si oscilla dall’essere al niente e viceversa.

Bellezza

Forse ho una buona definizione di bellezza, questa: bellezza è vecchiezza. Capisco che uno pensi subito: Ma no, bella è la giovinezza! (don’t you remember the beauty of donkey?).

Nel caso, all’incauto, chiederei solo di valutare attentamente l’età della sua idea di giovinezza.

L’idea

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L’idea, non la foto, è bella (e la foto serve infatti a richiamare l’idea). L’idea è bella, poi, perché è una vecchia idea.

Casi #2

L’Italia, invece, pesca, da una memoria archeologica e archetipica, sfumata dalla nebbia spessa dell’Origine, l’idea di Cesare (radice etimologica di “Zar”) – sicché, forse per questa estrema distanza mitica e storica, i tentativi moderni di reinterpretarla, dal primo Novecento a oggi, riescono solo o brutali o catastrofici o grotteschi.

Il tavolo

Osservando il tavolo,

con le puntate, i ritagli, gli oggetti,

le carezze, i filtri, le affinità, etc. –

si rilevano linee di forza che però

non danno assicurazione di realtà.

E non c’è modo di evadere

dal flusso onirico, l’idea

stessa è un suo capolavoro.

Una o uno pensa che sia tutto

apprestato, apprestato

peri primi calcoli

tornano, l’occhiata in tralice conferma,

anche una svelta verifica tranquillizza.

E invece è sempre, no-

iosamente, (per) altro.

Se io accetto

Se io accetto

l’idea di farmi capire

perfettamente,

non farò certo un favore

al mio lettore – al massimo,

me l’arruffianerò.

Illazione

L’italiano old style, che è ancora la stragrande maggioranza dell’elettorato, non ha un buon feeling con l’idea di Riforma – per la verità, della Riforma, l’italiano ha proprio inconsciamente paura (perciò ha bocciato il Referendum di Renzi, il tentativo più pericoloso, dal suo punto di vista, di revisione delle consuetudini).

Così, è abbastanza strano quello che succederà con la vittoria del M5S.

Traduco: essendo la vittoria di Grillo un messaggio contro il sistema dei partiti, se ne deduce che le liberalizzazioni (taxi, tabaccherie, farmacie), per esempio, sarebbero un suo cavallo di battaglia obbligato (sic), che tuttavia (ecco l’illazione) lo seppellirà, qualora se ne facesse carico, perché nessuna delle corporazioni cederà di un millimetro…

Nell’Italia contemporanea, come peraltro fin da quella del secondo dopoguerra, vince chi sembra cambiare veramente per non cambiare veramente.

Passeremo l’inverno

Passeremo l’inverno

a sognare le rose?

È un’idea, anche abbastanza

…ngena, invero… –

oppure bisogna arrendersi

incondizionatamente

e cestinare (sic) tutti quei sogni

(che sono tanti)

con le rose dentro.