Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: gioco

Della morte

Si dovrebbe parlare molto più spesso della morte – fra l’altro, si tratterebbe, al di là della superstizione, di disporsi al gioco sempre bello dell’indovinello.

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Un buco nella tasca?

Un buco nella tasca?

Un ladro?

Una ridistribuzione?

 

Uno scherzo?

 

Un gioco d’imprevisti?

Un complotto?

Un destino?

Io non so se la soluzione migliore politicamente sia andare a votare subito

…io mi sento di dire che sarebbe la migliore eticamente. Io mi sento di dire che è la verità il problema urgente. E il voto, nella sua banalità aritmetica, è sempre un chiarimento.

“E se vince S.?”, dice. Chiedo scusa, ma rispondo con un’altra domanda, retorica: Si sono potuti evitare il Fascismo, il Nazismo, il Socialismo Reale?…

La storia contemporanea riconosce un ruolo istituzionale cruciale alle masse popolari. Le regole del gioco politico moderno, cioè, contemplano, dalla Rivoluzione Francese in poi, anche questa strana cosa: la responsabilità collettiva.

Così, oggi, in Italia, non si esce dall’incubo solo ignorando o censurando l’esistenza di una maggioranza relativa di razzisti e fascisti. I poveretti hanno diritto come tutti di esprimersi e decidere. E secondo la regola della responsabilità collettiva, ne pagheranno “in percentuale” le conseguenze.

È mai possibile

È mai possibile

che anche l’inverno stenti? –

(Gioco, parentesi.)

Parlare delle cose

Parlare delle cose

assomiglia molto

alla prassi dell’impasto:

si unisce, si amalgama, si lavora.

Attenzione però:

in questo gioco, l’autore

non è pasticcere

ma lui pure

ingrediente.

Apologo

Il buio

ha stupefatto il pubblico.

Dopo mezz’ora, infatti, quando

luci sapienti hanno pennellato

sulla scena un bosco fitto,

attraversato in profondità

(anche 100-150

metri apparenti) dagli spot guizzanti

di un gioco di carnefici e vittime –

be’, proprio allora, il pubblico

ha cominciato a annoiarsi

platealmentc, c’è stato, anzi,

perfino chi si è alzato

e se ne è andato.

Si può anche

Si può anche allargare e includere

fin le minuzie delle soluzioni, un elenco

noioso per legge, prova ne è

che seleziona il deviante.

 

Si può anche allestire in fretta e furia

un ricovero simbolico variamente ordinato

(per altezza, gentilezza, pelo, etc.).

 

Si può anche cominciare a giocare –

a qualsiasi gioco, prendendoci

gusto, magari – e poi, però, impazzire.

L’autore giocato

In ogni sequenza (e sequenza di sequenze), c’è, volente o nolente l’autore, un gioco. L’autore, cioè, è tale in quanto, più o meno coscientemente, si fa giocare dalla sequenza.

È questo il testo: l’autore giocato.

Quello che

Quello che, qui, può sembrare romantico è piuttosto, nell’intenzione dell’autore (cioè io, Pierluigi Rossi), un gioco combinatorio con limitato versamento emotivo.

Non è successo niente

Non è successo niente –

ti prego, è un gioco.

Vedi, è un’origine dopo l’altra…

e il passato un travestimento…

quasi mancasse solo un nome…

 Il nome giusto – sì, quello

sotto il cuscino, schiacciato

fra orecchio e materasso.