Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: gatto

È grave che non balli più

È grave che non balli più –

diciamo da mesi?

In compenso, i ricci

stanno bene, attingono

alla ciotola dei gatti

tutte le notti, anche

se noi non li vediamo.

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Qualcuno ha tremato

Qualcuno ha tremato,

impossibile stabilire il genere.

Ogni tanto penso a Brighella,

stabile in Valtrompia,

sulle montagne intorno a Bovegno,

nella malga di un utente

della biblioteca, compagna

a una gatta e un gatto

più grandi, a un cane

alla catena

e a quattro vacche.

 

Sono un fesso (monologhetto)

Signore e Signori, attenzione:

 

Sono un fesso.

 

Mettiamo subito in chiaro, però, che non so perché – Così, penso a un suono fesso, che è una sottrazione, in sostanza, di suono (in un range mesoscopico che potrebbe andare, diciamo, dalle fusa di un gatto al decollo di un boeing) – Oppure penso… Beh, non trovo applicazioni ulteriori – oltre, cioè, la psicologia e l’udito – Ecco come, impreveduto, si apre lo squarcio.

[Estratto]

Non tratto di conigli e roditori

in genere, un po’, invece,

di felini – gatti, per dirla tutta

(tema, come ogni

tema, che è un punto

di vista e di fuga).

I gatti in casa

Neanche ci si accorge che il grigiore è opera

delle nuvole, bisogna guardare i gatti in casa

per risalire alle bave gelide e alla pioggia

primaverile precoce, e perciò crudele.

La mimosa, per esempio, dice Marta,

potrebbe mancare all’appuntamento

imminente. Il rischio massimo

dell’azzardo vitale: marcire prima di maturare.

Mi domandassero: Sei nichilista?

Mi domandassero: Sei nichilista?,

farei l’offeso e basta, lasciando forse

nell’incertezza il mio interlocutore.

 

Perché una o uno è così o cosà (con

è=ideologia)?

Una o uno, cioè, che ci fa?

 

Certo, interpreta il mondo

(come può e sa), ma ci sono

similitudini più efficaci, tipo:

 

quotare l’onda giusta

o pasturare.

Un ottimo equi-

 

valente sono anche i gatti che si stirano, facendo

aderire, alla curva della spina, in modo

perfetto, il mondo.

Penso di potermi fermare

Penso di potermi fermare –

è un pensiero, uno fra tanti,

che però registro di aver pensato.

 

Si sta come

in uno sgabuzzino, stretti stretti, le noie, i gatti,

Bach, la nave impanicata,

 

la geografia, etc. Mi sembra tutto

un branco di cani addosso

a una carcassa.

La descrizione dovrebbe

La descrizione dovrebbe

prendere in prestito

i termini, così, a occhio,

dalla dinamica

dei fluidi – applicandosi, magari,

a un contesto newyorkese, un vicolo

buio e umido, as usual, pieno

di gatti rossi che di nome

fanno Gatto.

Mini romanzo. Il sistema #66

Potrà sembrare una vanteria ma il mio sistema è straordinario. Sono un artista e – questo è il mio sistema – ho un gatto peripatetico che, quando appendo la novità, mi “dice”, al riguardo, almeno due cose: quella vera e quella giusta.

I gatti kappaò

I gatti kappaò

sono un criterio di giudizio importante

relativamente alle condizioni limite

dell’esperimento in corso. Uso la parola

“esperimento” soprattutto per fare

dispetto a Kierkegaard, ma

non c’è nessun esperimento – il mondo,

in particolare, non lo è.

(Ci tengo, se posso, a rilevare e registrare

quando è l’ora del dileggio, cioè le tre

del pomeriggio.)