Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: gatto

Il gatto che può contare su una casa-albergo

Il gatto che può contare su una casa-albergo (=pappa+nanne) è un privilegiato, se usa, a discrezione, della libertà di fare quel che vuole e dell’assicurazione (?!) di trovare soccorso, se occorre – Quando? Non è dato sapere, se no si morirebbe tutti di vecchiaia.

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Se il rumore del traffico

Se il rumore del traffico

è sovrastato dal canto (?)

delle cicale, tutto il resto

corrisponde: i croceristi

che prendono il sole

in mezzo al mare, le ortensie

vecchio stile che esibiscono

la loro dualità, i gatti assenti

nell’ora del dileggio.

Per quanto ristretto

l’intorno di riferimento,

è inestirpabile la radice.

 

Certo che è successo

Certo che è successo, l’importante

è stabilire cosa: una catastrofe?

O il tutto è poco conteggiabile?

Cioè sfugge alle categorie?

E vibra, a sequenze altissime,

come un gatto quando,

inflitto di carezze, fa le fusa?

M’immagino un gatto

M’immagino un gatto,

mentre lavoro e insieme

m’immagino un gatto

(già detto),

che, in coincidenza

col mio lavorare

(ma da un’altra parte), si fa i beati

‘zzi suoi.

Non importa

Per cominciare, perché viene

sempre troppo prima – e poi

ciò che c’è, a proposito

di pistoleri… – Prendi una penna?,

un tavolo?, un gatto? –

assemblali.

Mi chiamano

Mi chiamano, non posso

venire, mi dispiace –

in dispensa, comunque, trovi

cipolle, patate e lenticchie –

anche i gatti lo sapevano –

e intanto quanto tempo –

Volàno, ritratto di un gatto

Volàno prende il nome dal luogo di provenienza, che è il Lido di Volàno, nell’area del delta del Po. Da lì, per due volte, Marta e io siamo salpati con la barca di un vongolaro. Lì, c’era questa colonia felina e Volàno sopravanzava tutti (una decina di gatti di varia ma minima età) per farsi adottare.

E noi l’abbiamo adottato.

Volàno è molto loquace e non si stanca mai, credo, di dire “ciao”. Il timbro del suo miagolio è unico: all’inizio pensavo che fosse raffreddato, poi che assomigliasse al gracidio della rana, oggi, invece, mi sembra evidente che è il verso di un neonato umano.

C’è una cosa

A Marta

 

C’è una cosa

che invidio ai gatti: te.

Mi piace

Mi piace (pardon) pensare ai gat-

tacci – a Volàno, a Grisou, a Mezzètto,

a Baghera, a Spingìna e, sempre

meno, quanto meno

si fa vedere, a Anita.

 

Mi piace (pardon) pensare

alla loro vita comoda e, insieme,

sempre in pericolo,

per sventatezza animale

tipica.

 

Mi ci ritrovo, credo, come

in una cuccia.

V.

V. è una via in fondo a una Valle

che punta a nord (quando manca

ancora parecchio, però, al confine).

 

V. è una specie

di gatto che spinge il muso

nei fianchi dei maggiorenti.

 

V. è un’arteria

e chi ci sta, forse, è poca roba e apprezza

la sberla del vento.