Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: forza

Cavalle

Cavalle – ha ragione a chiamare

così le sue parole, per la forza

e la precisione – un tiro capofitto

nell’occhio della verticale, quasi

d’improvviso, col preannuncio

di un sospetto dopo un secondo.

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Anch’io interroga

Anch’io interroga

ogni tanto le carte.

 

Non mi servono per forza

le carte, però.

 

Io butta

giù qualche combinazione

 

che tiene casualmente in tasca –

sul piatto, davanti a tutti,

 

compromettendo, perfino,

risultato e reputazione.

Il problema delle tracce

Il problema delle tracce

è che non puoi evitare

di lasciarne; solo

 

in un secondo momento

puoi occultarle a forza

di tracce novelle.

C’è posta #26

Carissim*,

mi dispiace immensamente per l’episodio increscioso di ieri alla festa, spero che quel cretino del padrone di casa si sia poi scusato… ti sono vicino con tutta la forza del mio senso di colpa, perché, in fondo, la responsabilità dell’incidente è mia e io per primo dovrei scusarmi… Le ultime notizie che ho di Contessa e Pappadue è che hanno affittato un bilocale a Tentoga, sembra che vogliano prendere una decisione entro dopodomani senza allontanarsi troppo dall’occhio del ciclone – d’altronde i termini per fare ricorso sono tiranni. Disponi di me per tutta la droga di cui dovessi aver bisogno.

Ho ballato tanto

Ho ballato tanto, domenica sera,

in un locale in riva al lago

di Garda (sponda est) –

Ho ballato con Marta,

con un Marcantonio,

con una bambina,

su un tavolo, davanti a tutti

(ma non proprio accordati) –

non ero più io, forse, ma solo

quello che sono?

Non so per quanto ancora

Non so per quanto ancora

potrò fare finta – allo scopo,

è un fatto di forza e di fiato.

Vedrò di moderarmi

Vedrò di moderarmi,

di contenere la forza

che mi spacca e sembra

seppellire il mondo – che

a sua volta seppellisce me.

Non bisogna per forza programmare

Non bisogna per forza programmare

troppo lunghe vacanze,

anzi, forse,

non esserci, se non proprio

l’ultimo dei problemi,

è almeno dei secondari.

 

Potremmo fare

per mercoledì? Sempre che sia tutto

come prima? Penso

io a visti e biglietti, qualcuno, invece,

si occupi del rendering e pompi

l’illusione in quanto oggetto sociale.

 

L’anonimo ricordo è quello

di una sera in un paese di frontiera –

nell’unico

saloon, i soliti sette

o otto, per uno o due stranieri

di passaggio (fortuna? mah).

 

Chi può dire se, così

com’è apparso, veniva anche

da lontano, negli occhi ancora

la sabbia (spiaggia o deserto

è uguale, sorry) ma, all’orizzonte,

la nuance delle nuvole?

La mano spiana la terra

La mano spiana la terra

con dolcezza, per la forza

enorme che la abilita

alla danza.

Il dire è così concreto

Il dire è così concreto, a forza

di “sì sì, no no”, che ormai

bisogna andare di piccone.

 

Praticamente è un rifiuto a priori

di normalizzare

o pacificare lo scambio.