Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: fine

Italia, 25 aprile

Finché in Italia si festeggia il 25 aprile, il cittadino

ha diritto di speranza (virtù teologale, fra l’altro,

you know).

*

Ma la festa del 25 aprile bendispone anche

alle generiche speranze dell’essere umano: quelle,

per esempio, del futuro, della salute, dell’amore,

del lavoro, della ricchezza, della saggezza, della vittoria,

del successo – e, infine, alla speranza più grande:

d’essere esattamente (combaciando con la massima

precisione, cioè) ciò che si è.

*

Ora, il problema è sempre quello della coscienza

che il soggetto (essere umano o cittadino che sia)

ha di sè. Per dire: e se uno si sente d’essere un delin-

quente, bene o male fatto appunto per delinquere?

E insomma, se uno è Hitler che si sente un dio-

carnefice? Chi mai potrà dirgli che forse si sbaglia?

*

Questa poesia non ha una vera fine, perché

la risposta alla domanda, che pure c’è,

non sta qui.

Se no, non ci sarebbero neanche i romanzi

Se no, non ci sarebbero neanche i romanzi…

Se non insistesse, appunto, questa facilità

al tradimento nella pratica… o anche,

proprio, questo talento… per l’interdetto,

però… ahi-ahi –

Grandezza nel bene e nel male, insomma,

purtroppo, per chi non sa che pesci pigliare,

è la fine, perché tutte le classifiche

sono, oltre che “ufficiose”, bugiarde.

La prima volta

Oggi, 19 dicembre, è la prima volta che penso all’abituale poesia per la fine dell’anno. Il 31 dicembre, infatti, per me (chissà perché), è una delle poche occasioni che ancora reggono la spocchia poetica (contrariamente, cioè, p. es., alle stagioni e ai compleanni).

Dice

“Evidentemente”,

dice, “sono cose per cui

ci mancano ancora

le parole” – Mentre penso

sconcertato, Ha finito!,

riprende: “Ci giriamo

intorno ma non importa,

alla fine, non c’è altro

modo, ogni centro

è indivisibile.”

Principio e fine del XII° (e ultimo) capitolo di “Sotto il vulcano”

L’incipit è:

“Mescal”, disse il Console.

 

La fine è un cane morto di contorno al cadavere del Console Jeoffrey Firmin.

Nauseart

Alla fine posso dire solo questo:

Ho paura.

 

Perché aggiungere altro?

Solo per mentire?

 

Certo, sarebbe arte –

ma l’arte, ormai, anche

 

nelle sue manifestazioni

più socialpopcheap, sembra

 

così una nausea.

Play

(Buio e voci intraducibili per 4 ore e mezza.)

(Luce. Scena vuota.)

Chi ci assicura

Chi ci assicura

che la fine sia in

perfetto orario?

Anche Renzi

Anche Renzi dovrà prendere atto che, improvvisamente, qualcosa è cambiato. E che, in certe situazioni, si debba ricominciare, un politico non può negarlo. Tutto cade per la fine della differenza fra destrasinistra – non si tratta più di ricchi&poveri ma del funzionamento del Sistema, che dovrebbe accontentare tutti…