Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: filosofia

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.

La pancia è fonte

La pancia è fonte

di segnali rilevanti

in diversi ambiti: medicina,

psicologia, economia,

politica e filosofia.

Da dove e come cominciare

Da dove e come cominciare? Mica

una bazzecola, dato che è una prima,

benché minima

focalizzazione

 

(potrebbe essere massima

solo se, come dice il Poeta,

nel principio ci stesse, comoda

e tout court, anche la fine).

 

Dal metodo al merito, qualche gettonata

combinazione: mondo  mit

filosofia, lirica, fisica, storia, etc.; io mit

amore, società, dio, morte, etc.

 

(Credo però di riconoscere un mio tono

caratteristico, lugubremente professorale,

che volentieri considero un limite, più

che una medaglia.)

Carlo Sini: parola, ritmo, poesia, filosofia, verità

Le parole a volte cantano.

“Mostrano il loro legame con la musica. Ma è un’altra storia. La parola nasce dal ritmo, come la musica. La poesia utilizza il ritmo in modo letterale e la filosofia, che non canta, si muove sulle tracce del ritmo e attraverso di esso vede. Vede il Ritorno. Vede l’Enigma.”

C’è molto Nietzsche.

“È vero. La verità è la tomba dei filosofi.”

Nessuno la degna più di uno sguardo.

“La signora è decisamente invecchiata.”

 

Dall’intervista di Antonio Gnoli, Carlo Sini: “La filosofia ha assorbito tutto il mio narcisismo”, La Repubblica, 10 maggio 2015.

Wittgenstein: proseguire e fermarsi

(Il filosofo è una figura molto tentata dalla battuta, dal motto di spirito. Uno dei massimi esponenti, a mia conoscenza – e io sono un ignorante –, di questa tentazione professionale è Wittgenstein. La seguente è una battuta soffiata, direi, a Woody Allen.)

 

Dove gli altri proseguono, là io mi fermo.

1948

 

Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, edizione italiana a cura di Michele Ranchetti, Adelphi, 1988, p. 126.

Ludwig Wittgenstein: filosofia e caos

In filosofia si deve scendere nell’antico caos e ivi sentirsi a proprio agio.

1948

 

Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, edizione italiana a cura di Michele Ranchetti, Adelphi, 1988, p. 124.

Aggiustare il mondo

Riflettere sulla condizione storica dell’uomo, cioè ragionare di politica, di scienza, d’arte, significa giocare al gioco di aggiustare il mondo. In questo senso, gli aggiustamenti oscillano fra due estremi: la riforma e la rivoluzione.
Tutto cambia se l’oggetto della riflessione è la filosofia, cioè il discorso, volenti o nolenti, intorno al concetto di verità.
Oggi, però, la verità è questa: che la verità è inutile e fa male, in rapporto a ogni prospettiva di aggiustamento del mondo.
Delle due opzioni estreme, allora, la rivoluzione è la più obsoleta per il suo attaccamento al concetto di verità. Viceversa, il riformismo è più lasco e dunque più confacente allo scopo.

Ludwig Wittgenstein: poesia

Un effetto in una poesia è troppo acuminato quando le vette dell’intelletto si mostrano alla luce nude, non rivestite dal cuore.

1946

 

Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, edizione italiana a cura di Michele Ranchetti, Adelphi, 1988, p. 107.

Ludwig Wittgenstein: cose insensate

Non temere mai di dire cose insensate! Ma ascoltale bene, quando le dici.

1947

 

Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, edizione italiana a cura di Michele Ranchetti, Adelphi, 1988, p. 110.