Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: esperienza

Reality

Quanto bisogna aspettare ancora per un bel reality sull’esperienza del migrante?

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Bocconi #8

Scrivo tenendo per bussola l’esperienza del lettore che sono, ma, chissà perché, ho questa inclinazione a frustrarne gli automatismi.

Basta avvicinarsi

Basta avvicinarsi, stringere su qualcosa,

divaricare gli indici, non resistere

al risucchio prospettico, alla vertigine

della sequenza – per chiudere, per-

fezionare i tracciati, specie di pulizia

goniometrica della festa, nouveau

o nouvelle, si fa esperienza, si suggono

massime, si sconta la conseguenza,

va bene anche chiudere

le porte alla Luna, dispiace solo

la sincronia sfiorata,

a tradimento, dall’ala della demenza.

Paranoia

non come identificazione

di un nemico ma

di una proliferazione,

in ogni angolo di esperienza,

di nemici – incalcolabili, cioè,

come i granelli di sabbia.

Cosa sarebbe

Cosa sarebbe – proviamo

a porci il problema? – un mondo

senza confini? I casi

sono due: o un paesello

improbabile (Marx

direbbe una “robinsonata”), oppure

un oltremondo entropico – cioè, niente

a che vedere con l’esperienza.

Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Once again

So che l’ho già scritta questa cosa che càpita

di prendere una strada che non va da nessuna parte…

Ogni volta forse che ne faccio esperienza mi viene

anche la voglia di ritornare sulla formula –

inquieto, credo, per i puntini.

Impariamo

Impariamo, certo – ma qui l’opinione si divide, perché, insieme a chi dice che migliora, c’è pur anche chi osa affermare il contrario. Se però dovessimo giudicare noi la nostra esperienza, scommetto che sarebbero in pochi a bocciarla senza rimedio. Socrate, invece, sospetta delle tecniche, perciò non riesce a trattenersi dal “torturare” il fanatico di turno.

Anche la musica parla

Anche la musica parla, ovviamente (anche, cioè, se non è canzone).

(…ecco, si potrebbero riservare le parole alle cose

di comune esperienza e la musica a cose

poco scolpite e perciò poco e malamente indicizzate…,)

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.